Questa lettera-comunicato è stata spedita il 22.3.13 dal WWF sia al quotidiano L'Arena che al Corriere di Verona, che non l'hanno mai pubblicata. L'episodio è sintomatico del clima di libertà che si respira nelle redazioni dei giornali veronesi.

La Associazione W.W.F. Verona è molto preoccupata per il futuro dell'ex Oasi del Vaio Galina e più in generale per il futuro di tutto il SIC IT3210012, che comprende il territorio compreso tra Avesa, il monte Ongarine, ed il Masetto Alto di Montecchio ad ovest e Case Vecchie, i Gaspari, via Bonuzzo Sant'Anna, il Monte Arzan e le Maragnole ad est. Negli anni passati questo territorio (che è stato inserito dalla Comunità Europea nell'elenco dei SIC, cioè tra i Siti di Interesse Comunitario, e quindi fra le zone protette in quanto ricche di specie sia animali che vegetali rare o in via di estinzione) ha subito attacchi di tutti i tipi: dall'assalto degli annessi rustici, agli sbancamenti effettuati per l'impianto di nuovi vigneti, alla diffusione di allevamenti di vario tipo, attività che vanno a modificare in maniera sensibile l'equilibrio biochimico delle acque nonché la vita complessiva della fauna e della flora protetta sul territorio.

La presenza del WWF nel Vaio Galina ha svolto da questo punto di vista una importante funzione di controllo. Ma il WWF non si è limitato a stare a guardare quel che succedeva intorno. Per 20 anni ha censito e monitorato fiori, piante, uccelli, insetti, farfalle, mammiferi ed ogni altra specie vivente, supplendo ad un compito che avrebbe dovuto essere svolto dalle Istituzioni Pubbliche, che erano tenute, secondo le normative della Comunità Europea, a svolgere questi compiti. Tutte queste osservazioni saranno a breve pubblicate dal WWF e potranno essere immediatamente assunte dal Comune come riferimento per la preparazione del Piano Ambientale del SIC IT3210012, in modo da non perdere ancora una volta l'occasione di mettere in atto coerentemente le misure necessarie per tutelare e valorizzare la biodiversità nelle aree di alto pregio naturalistico. Per inciso, questo tipo di lavoro sarebbe costato ai Comuni su cui insiste il SIC (Negrar e Grezzana, oltre a Verona) alcune decine di migliaia di euro.

La preoccupazione del WWF è ulteriormente aggravata dalle dichiarazioni rilasciate a questo giornale dalla Presidente dell'ICISS.

Ci preoccupa l'affermazione della Presidentessa Lavarini: "Vorremmo coinvolgere le scolaresche in percorsi pedagogici, condivisi con gli istituti scolastici. A tal fine, ci piacerebbe anche avviare un'esperienza di pet therapy, introducendo animali nell'area".

Ci sembra evidente che la Signora non abbia consultato gli esperti faunisti del Museo di Storia Naturale o della Provincia di Verona: la letteratura scientifica relativa alla gestione delle aree protette sconsiglia l'inserimento di animali domestici per evidenti motivi. La funzione di tali aree è appunto quella di preservare le specie selvatiche e l'introduzione di animali domestici altera inevitabilmente i delicati equilibri naturali. Si pensi solo al particolarissimo aspetto botanico-floristico, con la presenza residuale di orchidee rare, sopravvissute fino ad oggi grazie alle cure degli operatori del WWF. Si ricorda che la sola presenza della "splendida fioritura di orchidee" vale la qualifica stessa di S.I.C. per il Vaio Galina.

Da questo punto di vista va ricordato che il WWF ha creato 6 gruppi, che hanno gestito ininterrottamente dal 1995 al 2011 circa 30 ulivi ogni gruppo. I gruppi dovevano praticare la gestione biologica degli alberi (concimazione, potatura, raccolta) nonché dei sottostanti prati, ricchi di orchidee (soprattutto l'orchidea Barbona - Himantoglossum adriaticum - specie in direttiva Habitat). I risultati sono stati controllati da migliaia di veronesi, che hanno potuto ammirare tutti gli anni la fioritura di numerose e rare specie di orchidee proprio sotto questi ulivi. Le orchidee venivano di norma picchettate in inverno per riconoscerle durante gli sfalci, che venivano abitualmente fatti a mano. Naturalmente questo risultato è stato raggiunto a scapito di un più abbondante e più facile raccolto, ottenibile con i prodotti chimici e con l'utilizzo dei diserbanti.

Sarebbe anche opportuno che la Presidentessa Lavarini precisasse meglio a quale Corpo di Guardie Forestali si riferisce quando dichiara che: "il controllo e la tutela dell'oasi floro-faunistica saranno svolti dal corpo della guardia forestale, con cui abbiamo raggiunto un accordo". Naturalmente sarebbe auspicabile che i cittadini veronesi venissero messi al corrente dei termini di questo accordo e delle modalità di attuazione.

WWF Verona

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