La scarsa lungimiranza di certi sindaci li porta a riproporre modelli di sviluppo vecchi e controproducenti.

 Nelle osservazioni al Piano d'Area Garda-Baldo inviate alla Regione del Veneto pochi giorni or sono,  il W.W.F. proponeva che la locuzione del documento regionale "la città lineare del Garda-Baldo" venisse sostituita da quella "Il sistema dei borghi a guardia e tutela del Garda e del Baldo".

Questo per dare il segno di un'inversione di tendenza al governo del territorio ed alla conseguente qualità turistica, visto che quello del Garda è dotato di quella vocazione. Pensando solo al Garda, per dare rappresentazione al complesso delle attività che ospita – alberghi, pensioni, ristoranti, pizzerie, campeggi, parchi ludici, case dei residenti, seconde case, ville – presenti, penseremmo ad un uovo.

Per significare che il Garda è pieno.

Non rimane, quindi, che migliorare quello che c'è, senza pensare di infilarci ancora 'qualcosa'. Non ci sta. Per cominciare, deve farsi strada, a nostro modo di vedere, il proposito, come abbiamo dette nelle osservazioni al Piano d'Area, di pervenire alla riduzione della frenesia che pervade l'intero bacino lacustre nella bella stagione, promuovendo la riduzione dell'attuale traffico motorizzato. Questa si può ottenere con l'impiego di filtri d'accesso, come parcheggi scambiatori alle porte del lago – Lazise, Costermano, ecc.- e con impiego di mezzi pubblici frequenti, lasciando l'unica, non raddoppiabile, ma migliorabile, strada costiera, nelle ore centrali dei giorni di maggiore afflusso, a disposizione dei soli mezzi di servizio, di pedoni e biciclette. Tutto ciò per conservare, ed in più, così semmai, restituire buona e duratura qualità turistica all'intera riviera.

Non serve un ulteriore afflusso, né un turismo impetuoso. Allora, e qui veniamo al punto, praticare un tunnel nel ventre sconosciuto del Baldo, con un ingente impiego di risorse, per raggiungere l'alto lago veronese e trentino ed avviando così un nuovo flusso di motori e di persone, è assolutamente controproducente. Come risultato determinerebbe quello di accrescere, per dirlo con le parole del compianto Eugenio Turri, "l'invadente degrado all'insegna della banalità", che invece va fermato.

E' a questo che si aspira? Riteniamo proprio di no. E ci è di conforto che l'amministrazione comunale di Brenzone, luogo d'arrivo del "buco sotto il Baldo" sia rimasta sconcertata all'annuncio del progetto, dimostrando subito la propria contrarietà, governo e opposizione uniti. E' invece piuttosto sorprendente che l'idea del tunnel sia arrivata dal Sindaco di Brentino-Belluno che, senza guadagnare nulla, al di fuori di un massiccio inquinamento atmosferico e da rumore, rinuncia ad un isolamento che già ora, ma ancor più per l'avvenire prossimo, sarà considerato più un bene che uno svantaggio.

E fin qui abbiamo parlato solo di strade e turismo, senza ricordare che dal punto di vista ambientale e naturalistico fatalmente un maggior afflusso nell'uovo già pieno, creerebbe senza dubbio condizioni di maggior difficoltà alla conservazione dei beni naturalistici del tratto di costa dell'alto lago, beni che sono elementi di rilievo per la stabilità dell'interesse turistico dell'area alto-gardesana. Poi ci sono le incognite dell'impresa tecnica. Quante saranno le vene d'acqua intercettate, quante le sorgenti inaridite, quante le aree ora umide che saranno essicate? Non lo sappiamo, ma il traforo del Gran Sasso e quello per la nuova direttissima ferroviaria Bologna-Firenze ci hanno già ammonito sui risultati di simili operazioni. Ultima ma non irrilevante osservazione.

Ma, in tempi critici come quelli presenti e del prossimo futuro, senza essere Cassandre, è lecito, è intelligente proporre un così rilevante impegno di risorse finanziarie per bucare il Baldo? Non è preferibile, invece, attirare investimenti per quella che, con termini impropri, chiamano metropolitana di superficie del Garda, che rappresenterebbe il metodo più moderno per portare sul lago turisti senza auto?

W.W.F. Verona

Manuela Formenti Responsabile W.W.F. Verona

Averardo Amadio già Consigliere Nazionale W.W.F. Italia Verona,

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