Il Comitato Verona Città Aperta si appella all'Unesco preoccupato della situazione di morte di fatto cui sembra destinata la città (patrimonio dell'umanità), che alcuni vorrebbero trasformare 'in un grande supermercato all'aperto?

Claudia Berton e Cristina Stevanoni, a nome del Comitato Verona Città Aperta, hanno appena scritto una lettera all'Unesco per segnalare la situazione di morte di fatto cui sembra destinata la città scaligera, che alcuni rappresentanti delle Istituzioni cittadine vorrebbero trasformare "in un grande supermercato all'aperto. Crediamo giusto condividere il loro appello e la loro preoccupazione. Ecco il loro testo.

"Scriviamo da Verona, città dichiarata "patrimonio dell' UNESCO", fiduciose nel fatto che - essendo l'Unesco uno dei maggiori strumenti legali internazionale per la promozione del patrimonio culturale e naturalistico mondiale - svolgiate i previsti "monitoraggi reattivi" per controllare che tale patrimonio non subisca gravi danneggiamenti.

Sul sito dell' Associazione città italiane patrimonio UNESCO leggiamo - in data 2000, id. n. 797 rev. - i due criteri (2° e 4°) che vi hanno fatto scegliere la nostra città, cioè:

"Per la sua struttura urbana e per la sua architettura, Verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti".

"Verona rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe determinanti della storia europea.

Ora, noi riteniamo con buone ragioni che questo prezioso patrimonio sia gravemente messo in pericolo da attività di edilizia selvaggia, entro la cerchia delle mura e sulle colline che esaltano la bellezza e l'armonia paesaggistica della città".

Facciamo seguire alcune indicazioni:

E' stato costruito ad opera dell'Università degli Sudi di Verona un grande impianto di condizionamento dell'aria proprio a ridosso delle mura di Cangrande della Scala, (opera documentabile con fotografia e attraverso le denunce scritte che sono state presentate alle autorità di competenza).Si stanno espandendo in modo abnorme le costruzioni sulle colline, anche all'interno della cinta muraria, con appigli legali ma discutibilissimi: accade così che costruzioni che avevano il permesso di sorgere come "capanni per gli attrezzi", finiscano per essere vere e proprie case di abitazione, nella più totale impunità.

Si stanno costruendo - o si progetta di costruire - parcheggi all'interno della cinta muraria, in assenza di un piano della mobilità generale, e senza che sia stato deciso quale dei due modi di trasporto - pubblico o privato - avrà la prevalenza a Verona. Per fare un esempio, proprio a ridosso della torre di Alberto della Scala, delle Arche scaligere e dei Palazzi Scaligeri, sull'area dove c'era il brolo dei Signori della Scala, si vuole fare un parcheggio a più piani. Attualmente la piazza è cintata e invisibile e su un cartello si legge: "Scavo archeologico propedeutico alla costruzione di un parcheggio pertinenziale". Oltre al grave pericolo di compromettere la stabilità di questi antichi palazzi, vi immaginate la orribile segnaletica che deturperà il cuore di Verona, senza tener conto che le macchine – a cui il centro dovrebbe essere vietato – invece aumenteranno.

Si sta progettando – nonostante una raccolta di firme di migliaia di persone contrarie - una autostrada a varie corsie che collegherà le zone est e nordovest della città, in parte passando in un traforo delle colline, con grave danno alla ricca falda acquifera di questa zona pedemontana e al paesaggio periurbano che della cinta muraria è la degna cornice, compresa la antica chiesina di san Rocchetto, tra gli ulivi in cima alla collina sotto la quale l'autostrada passerebbe.

Vi mandiamo per finire una dichiarazione dell'assessore Corsi apparsa sul quotidiano locale L'Arena: "Vogliamo trasformare la città in un grande supermercato all'aperto". Bene, non ci sembra proprio che una città-supermercato meriti di essere nella lista dei luoghi da salvaguardare dell'UNESCO!

Vi preghiamo di interessarvi della situazione di Verona".

Claudia Berton, Cristina Stevanoni

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