L'8 e 9 febbraio va in scena 'Made in Italy', spettacolo della compagnia veronese Babilonia Teatri che condensa e fagocita il presente e le contraddizioni del nostro tempo 'infrangendo con sagacia e leggerezza tabù e divieti'.

Dopo il successo del debutto al Teatro dell'Arte di Milano il 19 e 20 gennaio scorsi, lo spettacolo "Made in Italy", vincitore a luglio 2007 del Premio Scenario, sbarca a Verona venerdì 8 e sabato 9 febbraio al Teatro dell'Angelo di Vallese di Oppeano, ore 21.00.

Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, fondatori e menti creatrici della compagnia che prende il nome da un progetto del 2005 sulla guerra in Iraq intitolato Cabaret Babilonia, interpretano la scena in modo nuovo e originale portando a teatro il linguaggio quotidiano per parlare a tutti, senza per forza raccontare delle storie.

Con il primo spettacolo, Panopticon Frankenstein, in parte ispirato al lavoro svolto all'interno del carcere veronese di Montorio, nel 2006 la compagnia è stata finalista alla prima edizione del Premio Scenario Infanzia e, nel 2007, ha vinto la Piattaforma Veneto di Operaestate Festival Veneto, un progetto dedicato al nuovo teatro sostenuto dalla Regione del Veneto e promosso dalla Città di Bassano del Grappa per valorizzare le migliori cinque compagnie emergenti della regione.

Ancora nel 2007 Babilonia Teatri ha debuttato con Underwork, spettacolo su giovani e lavoro precario realizzato a partire dal testo vincitore di un concorso sul tema rivolto ai giovani di Verona e provincia. La motivazione del Premio Scenario, stilata dalla giuria presieduta dalla regista cinematografica Roberta Torre (resa celebre dal musical-commedia Tano da morire) recita: Il nord est italiano ritratto come fabbrica di pregiudizi, volgarità e ipocrisia; straordinario produttore di luoghi comuni sciorinati come litanie e di modelli famigliari ispirati al presepe ma pervasi da idoli mediatici, intolleranza, fanatismo.

"Made in Italy" affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo e dei nostri luoghi, a partire dai discorsi sentiti al bar, per strada, in pizzeria. Lo spettacolo procede per accumulo: fotografa, condensa e fagocita ciò che ci circonda, i continui messaggi con cui i media ci bombardano, il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto… Alla ricerca di una sicurezza e una tranquillità che non ci sono.

Procede per accostamenti, intersezioni, spostamenti di senso. Le scene non iniziano e non finiscono. Vengono continuamente interrotte. Morsicate. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. La musica è sempre presente e sembra dettare la logica con cui le cose accadono. Come in un video-clip. "Made in Italy" è un groviglio di parole, di tubi luminosi, è un groviglio di icone. Il teatro di Babilonia è carico d'immagini, sovrabbondante di suggestioni e privo di soluzioni.

Babilonia Teatri si dichiara per un teatro pop, nel senso profondo e originario del termine: pop nel senso di popolare. Ma anche per un teatro rock e punk. Un teatro che è e parla contemporaneo , che usa quella stessa lingua che si ascolta in giro, che viene restituita, o sarebbe meglio dire vomitata, dopo essere stata scarnificata, masticata, analizzata. Gli attori utilizzano cifre e codici conosciuti per sviscerarne tutta la forza e le potenzialità, e allo stesso tempo per mettere in discussione i messaggi che veicolano.

In scena prevalgono grande vitalità ed energia ma pure la capacità di giocare sui luoghi comuni, con immagini e argomenti forti ma mai inutilmente provocatori. Il made in Italy è un prodotto dozzinale e tragicamente umoristico, raccontato in uno spettacolo apprezzabile per compiutezza, in cui la comicità non è ottenuta dal meccanismo televisivo della barzelletta, ma dalla durata dell'elenco e dalle impercettibili ma fortissime variazioni, grazie a una sensibilità per le virtù e le potenzialità della parola che si fa maestria del contrappunto musicale (ancora dalla motivazione del Premio Scenario).

Strutture verbali semplici ma efficacissime fanno sbottare il riso e la percezione del non senso, in un lavoro che coniuga sapientemente stilizzazione interpretativa e parossismo gestuale. Un teatro che ricerca un'estetica del reale e che scava nelle ambiguità e nelle miserie del presente, spietato contro le manifestazioni enfatiche e patriottarde normalmente rese impercettibili dalla generale assuefazione, come quelle del tifo calcistico e delle telecronache.

Uno spettacolo che guarda il nostro mondo e in cui le immagini di tutti i giorni vengono riflesse e capovolte, acquistando senso per accostamento, per accumulo, per caso. Questa messa in scena delle contraddizioni del nostro tempo infrange con sagacia e leggerezza tabù e divieti, per rilanciare anche il teatro oltre gli schemi e il conformismo.

Da non perdere.

Il Teatro dell'Angelo si trova in via Vivaldi 21 a Vallese di Oppeano, dietro la Pizzeria La Busa.

Per ulteriori informazioni www.babiloniateatri.it

Per prenotare 0456310180; 3488549758; 3491323403.

Lo spettacolo è stato realizzato in coproduzione con Operaestate Festival Veneto e con il sostegno di Viva Opera Circus.

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