A tutti gli innamorati, il regalo di Veramente.org per San Valentino. Una goccia di verità in un mare di menzogne.

Verona è la capitale dell'amore. Una leadership che costituisce il vanto di ogni suo cittadino.

Ciascuno di noi, infatti, può circolare a testa alta su tutto il territorio nazionale, accompagnato dall'immagine di Giulietta e Romeo, oltre che dagli echi delle prestazioni calcistiche del Verona Hellas, dalle gesta del nostro sindaco-sierifo, e da quel capolavoro di produzione industriale che è il pandoro: l'unica tradizione culinaria che non è mai entrata in una casa, se non all'interno di una scatola colorata prodotta in serie.

Le amministrazioni che si sono susseguite nel governare la città hanno contribuito per la loro parte a rafforzare questa supremazia nell'amore, con una cura dei beni architettonici contraddistinta da grande rigore filologico.

Sono sempre in agguato i detrattori della città, che insinuano che Giulietta e Romeo "potrebbero non essere mai esistiti", gettando una luce sinistra su una delle maggiori attrattive turistiche di Verona.

Per questo i governanti di ogni tempo si sono fatti in quattro per fugare ogni dubbio.  Nella foto in basso possiamo vedere come appariva il cortile della cassa (ooops, volevamo dire casa) di Giulietta, prima del restauro conservativo iniziato nel 1936.

È logico che, se fosse rimasto in queste condizioni, qualcuno avrebbe potuto erroneamente considerare i cittadini più famosi di Verona come frutto della fantasia di qualche commediografo di serie B.

Grazie al restauro filologico, dopo poco tempo il cortile appariva come nella foto in testa all'articolo, cioè più o meno nella forma attuale. Giustizia è stata fatta: i turisti possono andarsene contenti dopo aver attaccato la ciuìnga al muro monumentale, con il biglietto, pegno del loro ammore.

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