Adesione sofferta e perplessa alla manifestazione del 25 aprile del coordinamento migranti.

Sul bel sito del Sélese, uno scritto di Vincenzo Benciolini sintetizza il dibattito interno all'associazione che si occupa di economia solidale. La partecipazione, sofferta e controversa, alla manifestazione del 25 aprile del coordinamento migranti è il simbolo della riflessione sui movimenti che sanno dire sempre e solo NO.

Secondo questa interessante riflessione, più che avversare fieramente i razzisti, sarebbe necessario proporre qualcosa di positivo. "Io ero in vita, avevo 6/7 anni, quando c'è stato lo sterminio operato dai nazisti, poco lontano da noi, in un paese vicino, abitato da gente come noi. Eppure," sostiene Benciolini, "nonostante questi abomini, ho nella testa che serve poco vincere l'infame assassino. Serve poco perché si distrugge la persona ma non si è prodotto un percorso evolutivo fatto di consapevolezza e di libera adesione."

"Sfilando contro Tosi, contro che cosa si sfila," si domanda Benciolini? "Certo, contro l'ingiustizia, l'oppressione, la distruzione ambientale,"ma manca un cenno che manifesti l'atteggiamento di tristezza nei confronti di chi, ripeto, disprezza la vita e la sofferenza di esseri umani, dall'alto del suo privilegio e del suo potere in quanto, addirittura, Pubblica Autorità."

Rimane nei nostri cuori "l'indignazione per come la Giunta Comunale gestisce la città," per questo  "sento di non potermi tirare indietro: l'opportunità è questa e, al momento, non ce ne sono altre:  aderisco, ma cercherò di vivere la manifestazione nel modo per me migliore. Questo è quello che ora sono capace di fare."

Il testo integrale lo trovate qui.

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