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Informazione e ambiente veronese

Il Genio Incivile

 

Il Genio Civile ha completato il taglio degli alberi tra la diga di Chievo e Parona in pieno periodo di nidificazione contravvenendo a numerose regole basilari della gestione forestale.

Con la scusa della sicurezza idraulica il Genio Civile massacra da anni le rive del nostro fiume ordinando interventi dannosi e controproducenti, motivati in gran parte dalla vendita del materiale estratto o tagliato.
La sicurezza idraulica non può essere usata come scusa per giustificare interventi che vanno contro le più elementari norme di conservazione, protezione ambientale e tutela del paesaggio.
La sicurezza idraulica è una cosa seria, non è una mazza da far roteare intorno distruggendo qualsiasi forma di vita ci capiti a tiro.
Sappiamo bene che alcuni interventi sono necessari, che le rive dei fiume vanno curate, che c'è bisogno di percorsi di accesso alle rive, che vanno eliminati gli accumuli detritici, quali sabbia, ghiaia, pietre, massi o legname, ma questo non significa che le rive dei fiumi debbano diventare dei camminamenti artificiali privi di vita.
La manutenzione è necessaria, ma deve essere mirata e svolta dove effettivamente serve seguendo criteri e piani redatti da geologi, forestali e biologi, altrimenti produce il disastro al quale stiamo assistendo un po' ovunque. Purtroppo prevale ancora un approccio solo ed esclusivamente idraulico, senza considerare minimamente l'ambiente, il paesaggio e la necessità di preservarlo e gestirlo anche per migliorare la sicurezza dei nostri fiumi.

Oltretutto qui siamo all'interno di un ZSC (Zona Speciale di Conservazione): IT 3210043 Fiume Adige tra Belluno Verones e Verona Ovest. Vuol dire che ai sensi della Direttiva Habitat, devono essere applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle specie per cui il sito è stato designato.

VERONASERA pubblica oggi una bella lettera inviata da due nostre concittadine al sindaco Sboarina e al Genio Civile.
"A febbraio 2020, durante una delle ultime uscite concesse alla cittadinanza, ho visto operai al lavoro con la ruspa nei pressi di Parona a sradicare completamente tutta la vegetazione che cresceva spontanea e che creava il naturale argine del nostro bellissimo fiume Adige. Questa pratica di soppressione totale della vegetazione era già iniziata anni fa nascosta dietro l'alibi della manutenzione degli argini. Gli argini vanno manutenuti ma, come per tutte le cose, ci sono le giuste tecniche, le giuste valutazioni e i giusti periodi. E ci sono i professionisti e le persone competenti da contattare prima di procedere". Nella loro missiva, le due cittadine descrivono l'opera come uno "scempio" arrivato fino a Parona, eseguito in un periodo in cui la popolazione non può assistere per le norme anticontagio e definito anche illegale. Nella lettera spiegano anche il perché ritengono questi lavori illegali. "La Direttiva Europea N. 2009/147/CE che vieta assolutamente i tagli di rami e alberi nel periodo della nidificazione degli uccelli e la Legge n. 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, all'art. 21 lettera O e all'art. 31. Entrambe prevedono pesanti sanzioni per la distruzioni di uova e nidi nel periodo di nidificazione che inizia alla metà di marzo e prosegue fino a fine agosto"

Come ogni anno durante il mese di gennaio (2019) VERONABIRDWATCHING ha fatto il censimento degli uccelli lungo le rive dell'Adige da Parona a Sega di Ponton. Sono state osservate le seguenti specie:
LISTA ANATIDI, LIMICOLI E GABBIANI INTERO TRATTO PARONA/PONTON:
Gabbiano comune, Cormorano, Germano reale, Gabbiano reale, Gavina, Gallinella d'acqua, Fischione, Piro piro piccolo, Migliarino di palude, Oca delle Hawaii, Oca facciabianca, Oca domestica, Oca cignoide, Airone guardabuoi.
LISTA PASSERIFORMI COMPLETA INTERO TRATTO PARONA/PONTON:
Migliarino palude (2), Cesena (22), Tordo sassello (2), Tordo bottaccio (2), Merlo, Picchio r.m., Picchio verde, Colombaccio, Piccione domestico, Tortora dal collare, Gazza, Cornacchia gr., Taccola (24), Ghiandaia, Storno, Merlo, Gheppio, Poiana, F.Pellegrino, Ballerina gialla e bianca, Lucherino, Fanello, Fringuello, Cardellino, Pettirosso, Capinera, Luì piccolo, Cinciallegra, Cinciarella, Picchio muratore, Codibugnolo, Scricciolo, Passera scopaiola, Passera d'Italia, Pispola, Rondine montana.

In primavera, come hanno ricordato le nostre concittadine, a queste specie di uccelli si aggiungono nuove specie che nidificano lungo le rive del fiume, nei cespugli e sugli alberi. Per questo motivo la legge impone il divieto di potare e tagliare alberi durante i mesi dedicati alla riproduzione. Siamo tutti a conoscenza del pesantissimo declino delle specie ornitiche in Italia ed in Europa.

C'è poi tutto il tema vegetale, che meriterebbe uno studio approfondito che non è mai stato fatto, nonostante la normativa di NATURA 2000 lo imponga ormai da 20 anni. Tocca alla Regione Veneto il compito di elaborare il Piano Ambientale e il Piano di Gestione dello ZSC Adige Nord con un censimento serio delle specie presenti e con una pianificazione degli interventi di conservazione.

Ci sarebbe uno strumento principe da utilizzare in questi casi, si chiama CONTRATTO DI FIUME.
https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/convenzionealpi/rapporto_Convenzione_Alpi_novembre2017.pdf
I Contratti di Fiume sono stati introdotti in Italia e in tutta Europa a seguito del secondo Forum Mondiale dell'Acqua1 (L'Aia, 2000, organizzato dal World Water Council, ha visto la partecipazione di 5700 esperti in rappresentanza 113 Paesi) come strumenti di programmazione strategica e negoziata ad adesione volontaria, ideati con la volontà di perseguire la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali congiuntamente alla protezione dai rischi idraulici, contribuendo quindi allo sviluppo locale.

In attesa del Piano Ambientale, del Piano di Gestione e del Contratto di fiume, si impone la necessità di costituire almeno un tavolo di concertazione che veda la presenza, oltre al genio Civile, del Comune di Verona, di esperti naturalisti e di rappresentati delle associazioni ambientaliste, con lo scopo di elaborare quanto prima delle linee guida condivise per la gestione degli argini del fiume Adige. Questo lavoro è stato recentemente portato a termine con successo a Rovigo attraverso un lavoro di concertazione tra il WWF locale e il Genio Civile di Rovigo. Speriamo che un percorso analogo possa partire presto anche a Verona.

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