All'inizio di agosto è stato siglato a Roma dal ministro Graziano Delrio, da un rappresentante del dicastero ai Beni culturali e dalle delegazioni delle Regioni Lombardia, Veneto e Provincia Autonoma di Trento, il protocollo d’intesa nazionale per la realizzazione della ciclovia del Garda.

L'anello sarà lungo 140 km e costerà più di 100 milioni. Ma non è tutto oro quel che luccica.

"Ora – spiega l'assessore regionale della Lombardia Mauro Parolini - diamo ufficialmente il via al completamento di un'opera straordinaria che farà del lago di Garda un paradiso del cicloturismo.
Si tratta di un'opera di portata storica perché integrata e connessa con una complessa rete di ciclabili. L'obiettivo è creare un anello di oltre 140 chilometri, esempio unico in Europa, collegato con la Ciclovia del sole e la Ciclovia del vento, la dorsale del Po".

L'opera è già entrata nella manovra finanziaria ed è stata recepita tra le priorità del Governo nel piano di sviluppo del sistema nazionale di ciclovie turistiche, per il quale sono stati stanziati 74 milioni di euro nei prossimi due anni.

Brescia Oggi riassume così il progetto:
- costo complessivo delle tratte ancora da realizzare: 102 milioni di euro;
- sulla sponda bresciana saranno impiegati 43 milioni di euro;
- sulla sponda trentina saranno impiegati 45 milioni di euro;
- sulla sponda veronese saranno impiegati 14 milioni di euro.


In realtà la riva veronese ha una morfologia piuttosto semplice, con una rete ciclabile quasi ultimata. Le difficoltà maggiori sono nell'alto Garda, dove si annunciano i tracciati più difficili e spettacolari, con investimenti milionari.

L'avvocato Luca Trentini di Toscolano Maderno ha spedito ai giornali locali una lettera in cui mette in guardia gli amministratori dal pericolo di sprecare inutilmente alcune decine di milioni di euro.

Ho letto con interesse la pagina sulla "ciclabile/ciclovia del Garda".
Premetto che una parte della" ciclabile del Garda", ad occhio almeno venti/trenta Km, è in campagna (tratto Salò/Desenzano e tratto San Vigilio-Peschiera), nel senso che il Lago lo si vede da lontano, col binocolo.
Vi sono poi alcune osservazioni doverose:
-per fare un pezzo di ciclabile su di un Lago c'è bisogno di protocolli siglati a Roma con Ministri ecc. ? Province, Regioni e Comuni che ci stanno a fare ?
-l'assessore regionale lombardo (capofila) presenta l'opera come "…un'opera straordinaria che farà del Lago di Garda un paradiso del cicloturismo … un'opera di portata storica … L'obbiettivo è creare un anello di oltre 140 Km, esempio unico in Europa, collegato ecc. ecc. …". Di straordinario e storico vi sono solo queste dichiarazioni. Per esempio, il Bodensee/Lago di Costanza (anch'esso diviso in tre Stati/Regioni-chissà dove avranno firmato il "protocollo" a Berlino ? All'Onu ?) è circondato da almeno due decenni da un anello ciclabile, vicino o sulle rive di 220-280 Km (secondo il tracciato). I nostri politici, gli stessi da sempre, ci arrivano dopo almeno un ventennio.
Forse i toni entusiastici andrebbero abbassati, ma il punto focale della questione è un altro: i tratti tra Gargnano e Riva del Garda e Torbole Malcesine, con km di costa a picco sul Lago. Questa parte è la vera "Grande Opera", il nostro Ponte di Messina o Mose: ciclabile a picco sul lago, al costo, per ora, di 3-4000,00 euro al metro.
Nei vari rendering/simulazioni viene sempre omesso un piccolo particolare, il tetto della ciclabile, che dovrebbe proteggere i ciclisti e pedoni dalla costante caduta di sassi da pareti, pressochè perpendicolari, alte 2-3-400 ml.
Ricordo che la mini ciclabile di Gargnano, dalla ex Centrale Enel alla fine della seconda galleria, aperta qualche anno fa è ormai chiusa a tutti, per la continua caduta di sassi, nonostante costose protezioni e reti a monte.
Ma se anche si facesse un "tettuccio" alla ciclabile, come dovrebbe essere (e quanto costare) per riparare da frane, o più banalmente da un sasso di 5 kg che cade da 300 ml di altezza ?
Se la Strada Gardesana 45 bis è quasi tutta in galleria ci sarà pure un motivo ?
Ma di fronte alla grande opera, o al grande progetto non si arretra.
Non sarebbe più semplice, immediato, e mille volte meno costoso (e spettacolare per il turista) istituire un servizio di navette a prezzo simbolico e continue lungo i tratti rocciosi ?
Questa sarebbe la vera grande notizia, il vero protocollo, e la ciclabile del Garda sarebbe completa in un anno.
Altrimenti dovremo aspettare il solito decennio, costi moltiplicati a non finire, imprevisti, dissesti anche paesaggistici, quindi buona notte all'opera strategica, al turismo, ai residenti. Qualche opposizione alla mega opera in trentino c'è già, speriamo che maturi anche qui.
Luca Trentini

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