I sindaci e più in generale le amministrazioni comunali hanno il compito di tutelare la salute dei cittadini e l'integrità del  territorio che viene loro affidato. A Negrar, come a Verona e in qualsiasi altro comune, il sindaco ha il dovere di intervenire con atti amministrativi trasparenti ed efficaci.

Va riconosciuto all'amministrazione comunale di Negrar il merito di aver decurtato il Piano degli Interventi di 100.000 mc rispetto a quelli previsti dall'ex sindaco Dal Negro.

Senza alcun dubbio l'intervento di Grison è stata favorito dalla congiuntura economica e dalla gravissima crisi del settore edilizio, come anche dai vincoli imposti dalla Soprintendenza intorno alle ville di Arbizzano, ma è anche vero che questa amministrazione ha sempre dichiarato di voler ridurre le cubature edificabili.

La speculazione edilizia è uno dei due fronti su cui si combatte la battaglia per la tutela del territorio. In questo periodo non è sicuramente il fronte più caldo. Il pericolo maggiore negli ultimi anni è venuto dalle trasformazioni fondiarie e dallo smantellamento delle colline in funzione dell'impianto di nuovi vigneti.

Da questo punto di vista il territorio di Negrar ha subito un vero e proprio assalto all'arma bianca. Lo stravolgimento del paesaggio operato negli ultimi anni non ha bisogno di essere descritto. Chiunque percorra la vallata di Negrar rimane incredulo di fronte a tanto scempio.

I permessi per le trasformazioni fondiarie vengono dati dal Servizio Forestale Regionale e dal Sindaco, che comunque viene interpellato quando l'intervento comporta una trasformazione che vada a modificare il precedente assetto dei terreni. L'autorizzazione paesaggistica è un atto di competenza del Comune, anche se viene richiesto un parere della Soprintendenza, che poi in realtà quasi mai viene espresso.

Su questo fronte l'amministrazione comunale può fare molto, sia modificando il regolamento edilizio, il PI e il PAT in modo tale da renderli più rispondenti alle esigenza di tutela del territorio, sia controllando in maniera sistematica la corrispondenza fra le prescrizioni inserite nelle concessioni ed i lavori effettivamente eseguiti.

Dicevamo che il sindaco ha anche il dovere di tutelare la salute dei propri concittadini e che deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali comportano un rischio rilevante. Se esistono pericoli incombenti deve informare la popolazione dei rischi ai quali è sottoposta.

Da questo punto di vista a Negrar come a Verona, ma soprattutto a Negrar, il sindaco e tutta l'amministrazione comunale dovrebbero innanzitutto rendere edotta la popolazione sui gravi rischi sanitari legati all'utilizzo dei fitosanitari, soprattutto quando i pesticidi vengono irrorati nei pressi delle abitazioni e delle zone ad uso pubblico: strade, scuole, parchi, ecc.

Spetta sempre ai sindaci intervenire in maniere efficace affinché i rischi legati all'impiego di fitofarmaci producano il minor danno possibile.

Ieri è stata pubblicata su tutti i giornali la notizia che per la prima volta cala l'aspettativa di vita degli italiani.

"Per quanto riguarda le cause di morte, dai dati del 2012, quelle più frequenti sono le malattie ischemiche del cuore, responsabili da sole di 75.098 morti (poco più del 12% del totale dei decessi). Seguono le malattie cerebrovascolari (61.255 morti, pari a quasi il 10% del totale) e le altre malattie del cuore non di origine ischemica (48.384 morti, pari a circa l'8% del totale". (Ansa 26.04.2016).

Fra le cause di morte non vengono citati i tumori, nonostante si sappia con certezza che esiste un legame diretto fra la contaminazione derivata dal contatto con determinati prodotti chimici e l'insorgenza di tumori. E' sufficiente che guardiamo la storia recente delle nostre famiglie per capire quanto i vari tipi di tumore siano diventati una delle cause più comuni di morte dei nostri congiunti.

Fino a prova contraria il diserbante più utilizzato (Glifosate) e numerosi antiparassitari largamente utilizzati nel nostro territorio sono tuttora considerati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità cancerogeni o probabilmente cancerogeni.

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Tumore alla prostata

 

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