Sabato 13 febbraio 2016, alle ore 16.00, presso la Sala Conferenze del Museo di Storia Naturale verrà presentato il volume - Le opere di Sandro Ruffo nel centenario della nascita (1915-2015) - Seguiranno le relazioni di Maria Giovanna Braioni, Mauro Daccordi, Leonardo Latella, Adriano Zanetti.

Alessandro (Sandro) Ruffo nasce il 26 agosto 1915 a Soave, in provincia di Verona. Trascorre la sua giovinezza sulle colline veronesi, mostrando interesse e curiosità per la natura che lo circonda.

Il primo contatto di Ruffo con il Museo di Storia Naturale avviene nel 1929, quando è alla ricerca del nome di un insetto trovato lungo il fiume Adige; non può immaginare che il Museo sarebbe diventata la sua seconda casa.

In questo stesso periodo anche altri due ricercatori frequentano il Museo: Francesco Zorzi, appassionato di preistoria e Angelo Pasa, interessato alla paleontologia e alla geologia. Questi tre giovani, pur con interessi scientifici diversi, creano tra loro un forte legame e insieme esplorano numerose cavità naturali nell'area del Veronese.

Nel 1938 Ruffo si laurea in Scienze Agrarie presso l'Università di Bologna con una tesi sulla biologia di alcuni coleotteri Crisomelidi, ottenendo il punteggio di 110/110, lode e stampa.

Nel 1939 è chiamato alle armi, fatto prigioniero nel 1943 dai tedeschi in Francia e mandato dapprima in un campo di prigionia in Polonia a Leopoli (ora Ucraina), poi trasferito a Wietzendorf in Germania e infine ad Amburgo. Nel 1945 torna a Verona, dove riprende i suoi studi scientifici e speleologici. Contemporaneamente partecipa con impegno ai lavori di ricostruzione del Museo, dove assume il ruolo di conservatore della sezione di zoologia e ritrova i suoi compagni di ricerca Zorzi e Pasa.

Nel 1964 alla morte di Francesco Zorzi, Sandro Ruffo viene nominato Direttore del Museo di Storia Naturale di Verona e Presidente della Società Naturalisti Veronesi.

Nella veste di direttore e negli anni successivi Ruffo continua le attività di ricerca nel settore zoologico. I suoi interessi lo portano ad avvicinarsi a varie discipline: la faunistica e la zoogeografia dell'Italia, la biospeleologia e la sistematica di due gruppi di animali: i crostacei anfipodi e i coleotteri crisomelidi. Descrive 190 nuove specie di Anfipodi, 17 di Coleotteri; 116 specie di animali sono dedicati al suo nome.

Dal 1933 al 2014 pubblica circa 360 lavori scientifici, oltre a testi di carattere divulgativo, pubblicazioni di museologia, didattica e studio dell'ambiente.

La sua attività scientifica e divulgativa lo porta a ricevere anche numerose onoreficenze tra cui: Premio Cangrande (1977), Premio San Zeno, (1980), medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte (1983), premio Gambrinus (1992), premio Gino Beltramini (1997), premio triennale Società Letteraria (1998), medaglia Città di Verona (2001), premio Mazzotti, annullo postale (2008).

A suo nome sono dedicati il Parco dell'Adige a Verona (2005) e il Laboratorio ipogeo salentino di biospeologia.

Svolge anche l'incarico di presidente della Società Naturalisti Veronesi F. Zorzi, del Comitato Scientifico per la Fauna d'Italia (1971-1990), dell'Associazione Nazionale Musei Scientifici, del Comitato tecnico per la fauna presso il Ministero dell'Ambiente (1989-1993) ed è fondatore del Gruppo Biogeografi italiani poi SIB dal 1954.

Dopo innumerevoli studi, pubblicazioni e collaborazioni, riceve nel 2007 dall'Università di Bologna la Laurea Honoris Causa in Conservazione e Gestione del Patrimonio Naturale.

Sandro Ruffo si spegne a Verona il 7 maggio 2010 all'età di 94 anni.

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Alla presentazione del volume su Sandro Ruffo seguiranno gli interventi di:

Maria Giovanna Braioni: Biodiversità dei macroinvertebrati acquatici veronesi ieri. E oggi?

Mauro Daccordi: Cosa sono i Crisomelidi, sempre che siano qualcosa.

Leonardo Latella: Gamberi, grotte e musei. Evoluzione di ricerche, ricercatori e conservatori.

Adriano Zanetti: Storie di farfalle e altri animali. L'arte di raccontare la zoologia.

Vedi anche: Il crepuscolo del Museo.

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