Finalmente Paternoster scopre che Verona non produce rifiuti sufficienti per giustificare la costruzione di un nuovo impianto a Ca' del Bue. Tosi invece tentenna ancora, ma rischia grosso.

Le dichiarazioni del presidente di AGSM Paolo Paternoster, secondo cui  mancherebbero i rifiuti da bruciare nell' inceneritore di Ca' del Bue e che per questo l' impianto potrebbe rimanere solo un progetto, indicano che finalmente anche chi si è ostinato a sostenere che l' inceneritore di Verona era necessario prende atto della realtà, costituita dal continuo calo della produzione dei rifiuti e dalla contemporanea crescita della percentuale di  raccolta differnziata, arrivata a livello regionale nel 2011 al 60,5 % (ultimo dato ufficiale disponibile).

Nel nuovo piano regionale dei rifiuti, pubblicato nel marzo scorso e che dovrebbe esssere approvato entro fine 2013, la quantità di rifiuti che Ca' del Bue dovrebbe bruciare per 25 anni diminuisce dalle 192 mila tonnellate annue previste nel bando di gara alle 150 mila tonnellate presumibilmente disponibili.

Il tentativo di  scaricare le responsabilità di AGSM e dell'amministrazione comunale sulla Regione serve solo a salvare le apparenze, visto che la penale da 4-5 milioni di euro di cui parla il presidente di AGSM, di fatto non esiste, come confermato dall'assessore alle aziende partecipate  Toffali in consiglio comunale lo scorso febbraio; questo perchè il contratto  tra AGSM, proprietaria del vecchio impianto ed appaltatrice del nuovo inceneritore, e la società spagnola Urbaser, vincitrice del bando, non è ancora stato firmato. Gli spagnoli potrebbero chiedere al massimo il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione alla gara d'appalto e per la preparazione del progetto, ma non si tratterebbe sicuramente di 4-5 milioni di euro.

Le penali ci saranno invece non appena sarà firmato il contratto e saranno sicuramente salate!!!

Chiediamo quindi a Flavio Tosi, sindaco del comune di Verona, proprietario al 100% di AGSM, di non firmare il contratto, chiudendo qui la penosa vicenda relativa all' inceneritore di Verona, che rischia di essere pagata a caro prezzo semplicemente perché il sindaco "non ha informazioni per confermare le dichiarazioni del presidente di AGSM".

Questa sua ignoranza finirà per ribaltare sui cittadini la scelta scellerata di far partire l'inceneritore sebbene ormai anche lo stesso presidente di AGSM, paladino dell' impianto fino alla settimana scorsa, oggi sia costretto ad ammettere che ha sbaglato a non ascoltare i comitati e  le associazioni dei cittadini che, basandosi sugli stessi dati che ora improvvisamente gli hanno aperto gli occhi, gli dicevano da anni che l'inceneritore non aveva materia prima sufficente.

Se malauguratamente, nonostante tutto quanto emerso in questi giorni, l'iter per  la riattivazione di Ca' del Bue non dovesse essere fermato, denunceremo nelle sedi opportune  lo spreco di denaro pubblico e l'aggravio di spesa che i cittadini  dovranno sostenere.

E questo non sarebbe certamente un bel biglietto da visita per chi punta a diventare il nuovo Presidente del Consiglio.

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