Montecchio Maggiore (Vicenza), Giovedì 31 maggio alle ore 21 presso la Sala Civica in Corte delle Filande sarà presentato un progetto di cultura partecipata e indipendente pensato per l'intera cittadinanza - associazioni e individui, persone e generazioni di diversa provenienza ed età - e che potrà aprire la strada a progetti paralleli in altre città d'Italia. Per l'occasione sarà proiettato il documentario film "Piccola terra", unico lungometraggio italiano riuscito ad entrare nell'ambita e difficile selezione del 60° Festival Internazionale di Trento, vincitore pochi giorni fa di due riconoscimenti molto importanti (Premio della Stampa e della RAI). Il film (per l'80% in dialetto veneto, sottotitolato in italiano) è stato curato dall'equipe di geografia culturale dell'Università di Padova guidata dal prof. Mauro Varotto.  

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PICCOLA TERRA

Valstagna, Canale di Brenta, Vicenza: su piccoli "fazzoletti di terra" un tempo coltivati a tabacco si gioca il destino in controtendenza di personaggi assai diversi, impegnati nel dare nuova vita ad un paesaggio terrazzato in stato di abbandono. C'è chi rimane aggrappato con ostinazione e orgoglio all'antico podere di famiglia, chi lascia il posto di operaio in cava per ritrovare se stesso, chi venendo dal mondo urbano decide di prendersi cura di campi e muri a secco grazie ad un innovativo progetto di adozione, e chi originario del Marocco coltiva il sogno dell'integrazione per sé e per i propri figli chiedendo e ottenendo ascolto da un'amministrazione leghista, letteralmente sorpresa che una famiglia di immigrati si dia da fare per recuperare e valorizzare le tradizioni dei "vostri padri", dei padri veneti. "Piccola terra" è un messaggio di speranza per terre alte marginali. È un racconto sul valore universale del legame con la terra, che prescinde da interessi economici, impedimenti politici, steccati culturali. Il "mondo dei vinti", raccontato negli anni Sessanta dal regista Giuseppe Taffarel, qui è una montagna che torna a vivere, in un nuovo rigoglio che sa di menta, appartenenza e libertà. Dal Veneto alle montagne dell'Atlante marocchino, passando per un'umanità non ancora china di fronte alle barbarie dei pregiudizi culturali localistici e dell'economia globale. Un inno alla fratellanza tra le genti e alle microeconomie di prossimità.

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