Riponete le bottiglie di spumante: le dimissioni di Berlusconi ci fanno passare dalla padella del caudillo alla brace dei mercati finanziari isterici. Lacrime e sangue solo da parte dei poveracci.

Buttarlo giù dal suo scranno è impresa improba. Non ci sono riusciti i suoi avversari politici: in due tornate gli italiani gli avevano dato una spallata preferendogli l'odiato Prodi, ma erano vittorie striminzite, ed era bastato poco per buttare giù quei governicchi e tornare alle elezioni rafforzato da un consenso plebiscitario.

A nulla è valso appellarsi al suo oscuro passato, l'appartenenza alla loggia P2, il suo gigantesco conflitto di interessi, i rapporti espliciti, ma mai chiariti, con la mafia.

Non ci sono riusciti i giudici: da anni lo perseguitano con particolare puntiglio, ai miei occhi pienamente giustificato, ma sempre di particolare puntiglio si è trattato. Ma anche qui nisba: grazie a un parlamento occupato permanentemente da legulei privi di scrupoli, molti dei quali direttamente nel suo libro paga, è riuscito sempre a scamparla, non vincendo i processi, ma modificando le leggi a suo piacimento.

Non ci sono riuscite le puttane, le minorenni, i ricatti delle sue ex-favorite, il divorzio con la moglie che lo accusava di essere malato, scandali inauditi sulla sua condotta di vita privata, sulle sue debolezze da satrapo, frequentazioni con i personaggi più balordi del nostro tempo, reati di varia natura perpetrati per coprire ulteriori scandali. Niente, nada, nothing, rien, nichts: da ogni scandalo è uscito sempre un po' malconcio, ma in piedi, sorretto dalla complicità dei suoi sostenitori maschi e dalla condiscendenza benevola delle sue sostenitrici.

A fare quello che nessuno era mai riuscito a fare, ci è riuscito solo lo spread. Spiegazione ai non addetti: lo spread indica lo scarto tra il un titolo di stato solido e i titoli di stato di paesi con maggiori probabilità di insolvenza. Dire che lo scarto tra il Btp italiano a dieci anni e il Bund tedesco analogo è di 500 punti significa che la Germania può indebitarsi a un tasso di circa il 2,5% l'anno, mentre l'Italia deve pagare agli investitori oltre il 7%.

Questa bestia, lo spread, è passata in poco più di un mese da 200 a otre 500 punti, e questo equivale a una condanna a morte per l'economia italiana. Questo, e solo questo, ha convinto il nostro satrapo a gettare la spugna, giacché è tra l'altro titolare di molte aziende quotate nel mercato, che stavano per essere trascinate nel buco nero in cui lui stesso aveva gettato l'economia italiana.

Solo il portafoglio lo ha convinto a lasciare. Dobbiamo rallegrarci? Temo di no.

La scelta Monti rappresenta anche la definitiva ammissione della perdita di sovranità del parlamento e del popolo italiani. Una sovranità che è passata decisamente nelle mani degli investitori internazionali, la parte più umorale e isterica della finanza.

Attenzione: qui non c'è ombra di complotto internazionale. C'è qualcuno che vede dietro a Monti un sodalizio di danarosi banchieri (probabilmente ebrei) che decidono le sorti del mondo, e dicono "Ehi, là mandiamoci quel nostro sgherro, come si chiama... Monti". Le teorie complottiste sono semplicistiche, spesso molto rozze, e quindi quasi sempre sbagliate.

In realtà si tratta di una massa informe di persone che hanno denaro, e lo vogliono far fruttare: piccoli e grandi risparmiatori, gestori di fondi, bancari, banchieri, uniti solo dalla frenesia con cui giocano con il computer. Gente debole, che ancora non ha capito che il problema non è solo italiano, ma che riguarda anche Francia e Germania, U.S.A. e Inghilterra, e quindi il mondo intero.

Gente spaventata dal debito pubblico dello stato italiano, e che chiede solo di essere rassicurata: il tecnocrate Monti serve solo a questo. Nessuno può dare garanzie che il nostro enorme debito sarà pagato (come non è possibile che lo sia quello tedesco, o francese e molti altri), ma loro, i mercati, sono umorali, come dei bambini, e si accontentano di dichiarazioni che si faranno scelte difficili, impopolari. E per far questo servono persone serie, che non si ripresenteranno alle prossime elezioni. Monti, insomma.

A danno di chi saranno queste scelte impopolari? Chi pagherà, insomma, questa crisi? Ma i poveracci, ovviamente. Garantisce Monti.

Default!

Yobel!

Perché voterò Berlusconi


Saggio sulla decrescita

Contenuti correlati

Siamo un comitato del SE, non del NO. Vogliamo essere ascoltati
Siamo un comitato del SE, non del NO. Vogliamo essere ascoltati I no-traforisti scrivono al sindaco di Verona per chiedere luce sulla commissione che valuterà i progetti del traforo (proget fainansis).Il Comitato dei cittadi... 2651 views comitato_di_cittadini_contro_il_collegamento_autostradale_delle_torricelle
Fregatura 4.0
Fregatura 4.0 Industria 4.0. Affrontare la svolta che ci attende significa prima di tutto fornire un'adeguata informazione soprattutto sui pericoli che essa comporta, e poi r... 4832 views Michele Bottari
Meno magnaroni metaforici...
Meno magnaroni metaforici... ... e più magnaroni veri! (A proposito del Comitato Pro Autodromo di Vigasio)A pagina 13 di D-News del 19 maggio, evidentemente a pagamento, Augusto Ferrari, a ... 2871 views dallo
Uber Economy 2: caporali coraggiosi
Uber Economy 2: caporali coraggiosi Continua l'analisi dell'economia web 2.0. Poco genio, poca tecnologia, ma mani liberissime nello sfruttamento di persone indigenti o di entusiasti lavoratori gr... 5553 views Michele Bottari
L'illusione di tornare agli anni ‘60
L'illusione di tornare agli anni ‘60 Negrar e San Pietro Incariano puntano tutto sul mattone, ma sbagliano completamente sia l'analisi della realtà che le previsioni. La storia non torna mai indiet... 3297 views Mario Spezia
Caro Pasetto, pensaci bene.
Caro Pasetto, pensaci bene. Il consigliere comunale della Lista Tosi Giorgio Pasetto ha presentato in Consiglio una mozione volta alla promozione turistica dei siti archeologici situati in... 3607 views Mario Spezia
Chi decide su Ca' del Bue?
Chi decide su Ca' del Bue? E' un bell'enigma: decide il sindaco Tosi, il suo braccio "destro" Miglioranzi, l'assessore regionale Conte, o, vuoi mai, i cittadini, che pagano le bollette e ... 2564 views Mario Spezia
Cannes 2025: Il Festival della Guerra in Frack
Cannes 2025: Il Festival della Guerra in Frack Penn, Edge e Bono sfoggiano soldati ucraini sul red carpet tra gli applausi. Mentre il cinema celebra la guerra, la pace non è nemmeno invitata alla premi... 1555 views Michele Bottari