Il comitato "Acqua e Beni Comuni" pretende l'attuazione dell'esito dei referendum per l'acqua senza profitti. Depositata la diffida all'aato veronese.

Dopo quattro mesi dal successo referendario a Verona e Provincia risulta ancora inattuata l'abrogazione del profitto sulla gestione del servizio idrico.

Per tale motivo il Comitato Veronese "Acqua e Beni Comuni" ha diffidato con l'istanza depositata la scorsa settimana l'Autorità d'Ambito di Verona dal continuare ad applicare nelle bollette dell'acqua il metodo tariffario precedente al referendum nelle bollette dell'acqua.

Con il voto del 12 e 13 giugno scorsi, infatti, la maggioranza assoluta del popolo italiano e dei cittadini veronesi hanno votato no alla privatizzazione dei servizi pubblici locali e ai profitti sulla gestione dell'acqua.

Il secondo quesito referendario ha sancito che nella tariffa del servizio idrico non potrà più essere inclusa la remunerazione del capitale investito.

I gestori idrici continuano, però, ad applicare una percentuale media del 7 per cento per la remunerazione degli investitori nelle bollette dei cittadini. A Verona l'Autorità ha appena elaborato la proposta di Piano d'Ambito dove non si tiene conto del referendum e si continua a far pagare la remunerazione del capitale investito.

Per difendere l'esito referendario il Comitato veronese ha già raccolto in pochi giorni centinaia di firme consegnate all'Aato insieme alla diffida. Sta continuando a ricevere le adesioni dei cittadini che vogliono vedere cancellato il profitto dalle bollette del servizio idrico.

Il Comitato sta, inoltre, recapitando una lettera a tutti i Sindaci Veronesi, componenti dell'assemblea dell'Aato, per chiedere di valutare attentamente il Piano d'Ambito. Anche i Sindaci devono impegnarsi per attuare l'esito referendario facendosi portatori della volontà dei cittadini e chiedendo all'Autorità  l'eliminazione del 7% della remunerazione del capitale dalla tariffa.

La mancata attuazione dell'esito referendario rappresenta una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato contro l'affidamento al mercato dei servizi pubblici locali e contro i profitti sull'acqua. Il Comitato Referendario veronese, pur avendo esaurito il suo compito, forte del successo  ottenuto e del supporto della cittadinanza, continuerà a vigilare affinchè il risultato referendario sia  rispettato verso l'obiettivo finale della ripubblicizzazione del servizio idrico.

Ufficio Stampa Comitato Veronese Acqua e Beni Comuni

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