Le prime vittime della dissennata gestione del territorio sono gli agricoltori stessi. Per quattro lire stiamo mangiando il nostro futuro.

Circa trenta anni fa gran parte delle  colline boscate della Val d'Illasi, val Tramigna, Val d'Alpone erano state denudate per far posto alla vite. Ho avuto modo di constatare  che pochissimi agricoltori seguivano criteri di corretta coltivazione delle pendici collinari.

Quasi tutti piantavano filari con il sistema a ritocchino (cioè ortogonali alle curve di livello, vedi foto) anche su pendenze che superavano il 20%. Ciò comporta il veloce ruscellamento dell'acqua meteorica verso valle con conseguenze disastrose per la stabilità dei versanti.

Ho visto interi vigneti staccarsi dalle pendici  e franare verso valle senza che nessuno potesse fare niente per fermarli. Alla domanda sul perchè non erano state applicate le regole della corretta sistemazione del terreno (ad es. sistemazioni a giropoggio) un contadino mi rispose che nessuno gli aveva insegnato niente su queste cose!

Erano spesso piccoli agricoltori che sull'onda del boom del vino piantavano viti nella speranza di integrare i magri bilanci. Molti avevano scoperto la meccanizzazione e credevano che perchè si poteva tecnicamente fare una cosa (ad es. sbancare con le ruspe le pendici delle colline) fosse giusto farla.

Bisogna andare molto più indietro nel tempo per trovare l'agricoltore che con la cultura orale tramandata di padre in figlio sapeva dove e come si poteva muovere il terreno. I lavori erano mediati dalla manualità che imponeva ritmi lenti, pensati, razionali.

Oggi, nonostante siano aumentate le conoscenze i laureati in agraria, penso che sia ancora peggio di trenta anni fa. I piccoli agricoltori hanno venduto a grosse aziende e le sistemazioni agrarie sono aumentate di dimensione, ma non è aumentata la consapevolezza delle conseguenze degli interventi.

Si è creata una contrapposizione tra produzione e ambiente senza rendersi conto che sono questioni legate indissolubilmente l'una all'altra.

I primi ad avere vantaggi sulla corretta gestione del territorio sarebbero gli stessi agricoltori. La natura se ne infischia se viene fatto uno sbancamento e distrutto un bosco perchè ha le risorse per spostarsi, rinascere, adattarsi; chi, a lungo andare, ci rimette  sono gli uomini se non sanno  capire come funziona la natura.

Prima ancora di preoccuparsi delle conseguenze ambientali, gli agricoltori dovrebbero preoccuparsi delle conseguenze sul proprio futuro.

Quando i terreni saranno dilavati della parte organica e quindi improduttivi a chi si rivolgeranno? Il danno al paesaggio poi si rivela deleterio dal lato economico, solo che la percezione di questo non è immediata e si gode ancora l'effetto del paesaggio bucolico del passato.

Una domanda: in Italia il consumo di vino è diminuito  e nel mondo si affacciano continuamente nuovi ed eccellenti produttori; dove va a finire tutto il vino prodotto?

Contenuti correlati

Le risorse vanno trovate
Le risorse vanno trovate Ogni partito propone la sua soluzione miracolistica per rilanciare l'economia, ma nessuno ci dice come verranno finanziati questi "miracoli".In realtà i soldi c... 2564 views Mario Spezia
Basta diserbanti!
Basta diserbanti! Al di là di tutte le discussioni sui livelli di tossicità per la salute e per l'ambiente, è ormai assodato che la pratica del diserbo chimico va abbandonata e s... 4619 views Mario Spezia
Natura e biodiversità al Giarol Grande
Natura e biodiversità al Giarol Grande Venerdì conferenza – Sabato escursione – Domenica pulizia percorsi, laboratori e documentari.3 giorni di informazione, divertimento e condivisione sulle rive de... 2713 views Mario Spezia
La battaglia cruciale delle grandi opere
La battaglia cruciale delle grandi opere In Valsusa si sta svolgendo lo scontro cruciale per la sopravvivenza del capitalismo così come lo conosciamo. Chi vince, porta a casa la legittimazione del prop... 2806 views Michele Bottari
L'Orso del Pilandro
L'Orso del Pilandro Con due interventi successivi sono stati eliminati tutti gli alberi e le siepi che contornavano la strada del Pilandro, distruggendo un ambiente amato ed apprez... 4050 views Mario Spezia
Sardine forever
Sardine forever Questa sera Piazza Isolo gremita di sardine veronesi di tutte le età e di tutte le stirpi: dal lago, dalla pianura, dalla collina, dalla montagna, dalla città e... 2564 views Mario Spezia
Librarti
Librarti MANIFESTAZIONE SULLA PICCOLA EDITORIA con collettiva d'arte visiva ispirata al libro.coop. di Pedemonteapertura e presentazione collettiva con la partecipazione... 2710 views redazione
La rivoluzione delle pettorine gialle
La rivoluzione delle pettorine gialle Mentre il mondo si avvita in una catastrofe che appare senza uscita, alcuni scalmanati francesi inscenano una rivoluzione per qualche centesimo sul prezzo della... 5278 views Michele Bottari