Domenica 19 settembre, ore 9.30, appuntamento a Malga Biancari, in Località Girotto. Per tutta la giornata percorsi naturalistici, informazioni e convivialità. Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia, ci porta il suo contributo personale e il sostegno di tutto il WWF nazionale.

Non ci si deve sorprendere se il W.W.F., nel 2010, anno dedicato dall'ONU alla tutela della biodiversità, pone la sua attenzione ad un piccolo territorio alle porte di Verona: la Valpolicella.

E' un luogo di colline amene adagiate fra il vicino solco dell'Adige e le prime propaggini delle Prealpi, dove la natura e la mano dell'uomo hanno prodotto un paesaggio ammirevole: filari di cipressi lungo viali di accesso a dimore signorili del passato di pregio architettonico, una di queste, villa Santa Sofia, progettata dal Palladio, cipressi isolati, quasi sentinelle, pendii pettinati da filari di viti, balze sostenute da muri a secco costruiti con vecchia maestria, prati disseminati di ciliegi, piccoli boschi, i solchi dei "progni" (torrenti) che scendono, talvolta con impeto, nei loro letti dall'altipiano della Lessinia, che protegge la valle dai freddi venti di nordest.

Ambiente ricco di storia dove sono passati romani, ostrogoti, longobardi prima dei Camuni e della Signoria Scaligera e ormai celebre per le stazioni neolitiche di Fumane.

Questo in poche parole l'ambiente, il paesaggio, il teatro, per dirla con il compianto geografo Eugenio Turri, nel quale il vigneto è primo attore, prodigo di vini: il Valpolicella superiore, il Recioto e l'Amarone, con merito celebrati. Un piccolo paradiso fino a non molto tempo fa. Ma negli ultimi decenni un vento, più nocivo di quello di nord-est, si è insinuato nella valle e ne sconvolge natura e paesaggio.

Un serpente di case costeggia ormai le principali vie; i piccoli borghi, assediati da nuovi e per lo più banali insediamenti, divengono grossi centri, la popolazione residente, incrementata anche da chi abbandona la meno accogliente e vicinissima Verona, supera ormai le 70.000 unità (un quarto di quella di Verona).

Una cementeria, con area di scavo nei territori dei comuni di Fumane e di Marano, minaccia con le polveri dei suoi camini, anche se dotati di filtri, la salute dei cittadini e l'integrità dei vini.

Questo vado apprendendo dal conte Pier Alvise Serego Alighieri, erede di Dante, presidente di Salvapolicella, e da Averardo Amadio del W.W.F. Di Verona, già a lungo Consigliere Nazionale del W.W.F. Italia, che collaborano con le proprie Associazioni e con altre, fra le quali Valpolicella 2000 e Fumane Futura, con iniziative tese alla tutela della Valle.

Ed è una vera e propria controffensiva che si va organizzando per frenare la trasformazione del territorio agricolo in aree edificabili per porre un alt al proliferare di nuovi vigneti nelle fasce boscate dell'alta collina, per tutelare popolazione e vini dall'insidia delle polveri di cemento.

Una legge di iniziativa popolare, promossa con la raccolta di quasi 6.000 firme da Salvalpolicella, cui va il merito della proposta per l'istituzione di un Parco Naturale Regionale, finalizzata alla promozione dei valori della valle ed all'arresto del loro scempio, è già all'esame della Regione del Veneto. Legge necessaria se si pensa che la volontà politica locale purtroppo, invece, diverge: nessun sindaco ha firmato. I cittadini evidentemente sono più lungimiranti di chi li amministra.

Ed altre dighe ideali si vanno erigendo per fermare gli scavi di marna e la devastazione del patrimonio naturale della collina di Marezzane, alle3 spalle di Fumane, dove fioriscono 27 specie di orchidee, e la distruzione dell'intera collina. Sono infatti in atto ricorsi al TAR del Veneto del W.W.F. Italia e della Comunità Montana della Lessinia contro questo progetto capace di mutare la morfologia e la natura del luogo. E' da notare che la collina è ricompresa nel Parco Regionale della Lessinia, nell'ambito del quale la legge istitutiva dello stesso vieta l'apertura di nuove cave.

Ed è da non dimenticare che l'utilizzo della marna di Marezzane servirebbe a protrarre la produzione di cemento per altri decenni, trascorsi i 15 anni residui della attuale concessione mineraria, renderebbe vantaggioso per l'azienda cementiera il previsto grosso investimento per la ristrutturazione e ampliamento dell'impianto. Ciò comporterebbe fra l'altro la costruzione di un nuovo camino alto 103 m, per disperdere i fumi, evidentemente non innocui come si dice, prodotti dalla combustione di 180.000 (centottantamila) tonnellate all'anno di rifiuti di ogni genere.

E con il vantaggio che una torre di 103 m ed i fumi che disperde, e centinaia di autocarri in circolazione con l'inquinamento ed il disturbo che producono, potrebbero arrecare alla godibilità del paesaggio ed al turismo, dei quali, assieme ai suoi pregiati vini la Valpolicella vive e dovrà vivere anche in futuro.

Salvapolicella, W.W.F., Valpolicella 2000, Fumane Futura e tutto il mondo ambientalista e culturale stanno facendo la propria parte: la Regione Veneto, col suo presidente Zaia e il ministro dell'Agricoltura è auspicabile che facciano la loro parte.

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