Il Difensore civico in difesa del diritto di informazione dei cittadini. Le osservazioni del Comitato sulle considerazioni dell'assessore Giacino

I cittadini hanno diritto di conoscere il progetto del traforo.

Rendiamo noto che il Difensore civico comunale, Stefano Andrade Fajardo, ha appoggiato la nostra richiesta di accesso agli atti amministrativi e ha invitato gli uffici comunali a metterci a disposizione, entro 30 giorni, copia della "proposta di finanza di progetto della RTI capogruppo Technital". Per il Comitato si tratta dell'ennesima conferma che i cittadini hanno il sacrosanto diritto di conoscere fin nei minimi dettagli che cosa accadrà a casa loro, mentre d'altro canto conferma, secondo il nostro punta di vista, la tenuta scorretta e poco trasparente dell'amministrazione comunale.

Lo scorso dicembre, durante la preparazione del ricorso contro la bocciatura del quesito referendario da parte del Collegio dei Garanti, la burocrazia comunale si era rifiutata di metterci a disposizione il documento (espressamente citato dai Garanti nelle loro motivazioni) affermando che esso conteneva "informazioni di carattere riservato che costituiscono un know-how progettuale e costruttivo di esclusiva proprietà del promotore".

Il Difensore civico ha però respinto questa spiegazione osservando che la Giunta comunale aveva già licenziato come "idonea" e "più vantaggiosa" la proposta del RTI mandataria Technital arrivando a individuare come promotore la suddetta società. Con l'approvazione in giunta degli elaborati progettuali facenti parte della proposta del suddetto RTI, scrive il Difensore civico, "appare quindi maturato il termine regolamentare dopo il quale era – ed è – possibile al dott. Sperotto – quale rappresentante dei suddetti comitati portatori di interessi pubblici o diffusi accedere alla suddetta documentazione la cui completa acquisizione è necessaria per consentire allo stesso di curare e/o difendere i suddetti interessi giuridici".

Ma c'è di più. "Peraltro – aggiunge il Difensore civico – il diritto alla riservatezza, tutelato dalla normativa mediante una limitazione del diritto d'accesso, recede quando l'accesso sia esercitato per la difesa di un interesse giuridico". Il Comitato dunque si chiede per quale ragione l'amministrazione comunale si ostini a sfidare la legalità riflettendo sul piano amministrativo una pregiudiziale tutta politica contro dei cittadini che chiedono soltanto di esercitare i loro diritti politici, di conoscenza e di informazione. Questo vale per l'accesso agli atti ma anche per la procedura di indizione del referendum, contro la quale l'amministrazione comunale ha già esercitato un indebito ostruzionismo, già censurato dal Tribunale di Verona. La linea dell'amministrazione, con il sindaco che continua ad esprimersi pregiudizialmente contro al referendum, viaggia su un binario pericoloso, al limite della legalità, mostrando di preoccuparsi di pochi privati cittadini e delle loro Società per azioni a scopo di lucro a scapito dell'interesse di tutti gli altri.

Sulle considerazioni dell'Assessore all'Urbanistica Vito Giacino apparse sui giornali di oggi il Comitato vuole fare un plauso all'assessore che ha ribadito la necessità di informare i cittadini sull'opera. Tuttavia osserva che la questione non è soltanto quella del contratto che resta "aperto" e che pertanto potrebbe venire contestato in sede di gara. I parcheggi, gli hotel, i bar, i fast food, i ristoranti, i minimarket le autofficine e gli autolavaggio per camion sono già inseriti nella nuova bozza di accordo come opere che verranno sicuramente realizzate, in barba a qualunque pianificazione urbanistica. Che poi il promotore se ne voglia riservare delle altre non cambia la sostanza: la pianificazione urbanistica di questa città è completamente nelle mani dei privati e delle loro società per azioni a scopo di lucro e dell'assessorato alla Viabilità.

Sulle uscite estemporanee dell' Assessore Corsi.

Quanto al traforo, se scopo dell'uscita dell'assessore Corsi fosse era quello di rassicurare, ha sbagliato tempi e modi verbali: anziché smentire ci ha confermato che le riduzioni per i residenti non sono sicure; che le opere di compensazione col loro strascico di negozi, fast food, minimarket, ristoranti e autolavaggi già ci sono, e che ulteriori sovraccarichi per il territorio possono venire eliminati solo in ipotesi.

I nostri amministratori parlano tanto di legalità ma sono i primi a ricercare i cavilli. Piano piano, a piccole dosi, la verità che il Comitato ha sempre affermato (e che ha comunicato nel suo punto informativo e in tutte le sue iniziative) sta venendo alla luce: il traforo alla fine costerà mezzo miliardo di euro, e porterà alla distruzione del territorio perché è inutile, costoso e dannoso, tanto è vero che senza le opere di compensazione rappresentante dai centri commerciali da solo non starebbe mai in piedi.

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