Le opere in metallo di Cristini, al Pink dal 9 all'11 gennaio e realizzate a partire da rifiuti e oggetti scartati, ci parlano di un modo per riqualificare ciò che per il sistema consumistico in cui viviamo avrebbe concluso il suo ciclo vitale ed economico.

Per il secondo appuntamento con l'arte del Circolo Pink di Verona, giunto quest'anno alla terza edizione della rassegna WekEnd in mostra, da venerdì 9 gennaio (inaugurazione ore 18.30) all'11 gennaio sarà possibile scoprire "un'arte rudimentale" che ridà vita a un'ampia gamma di "oggetti smarriti". Sergio Cristini, con il suo Riciclato: opere in metallo, mira, come spiega lo stesso artista "ad avvicinare due aspetti normalmente distinti nel campo artistico (e spesso anche nella vita): l'estetica e l'uso che si fa dell'oggetto".

Per Cristini è fondamentale ridurre la ricerca estetica e favorire l'innesco culturale dell'utilizzo dell'oggetto, recuperando materiale scartato da un sistema di consumo malato cronico e rimettendolo in circolazione "travestito" da opera d'arte, dando più attenzione all'uso che se ne farà che al lato contemplativo della ricerca artistica.

Un percorso che rientra nell'ottica di ridurre i consumi di energia, riciclando in arte ma non solo, vivendo l'atto del riciclare come "un modo quotidiano di vedere le cose, non l'eccezione per esprimere un concetto", piuttosto per viverlo. Così Cristini spera, con la sua arte, di trasmettere un messaggio che è tutt'uno con l'opera. Scopo dell'artista è anche evidenziare le potenzialità insite nell'oggetto/rifiuto, ampliando la visuale dei punti di vista possibili su di esso. Un esercizio di fantasia che riqualifica un'enorme quantità di cose, attraverso le quali il passato si trasforma in futuro. Un approdo alla semplicità e all'essenzialità dell'oggetto, che intende armonizzare il concetto e la sua realizzazione attraverso un'arte che sia da toccare, da usare: "così il concetto possa diventare l'oggetto stesso". Pur rimanendo nell'ambito artistico, l'oggetto raggiunge infatti la sua massima espressione nel suo divenire utilizzabile, con l'estetica funzionale all'utilizzo.

La poetica del riciclo non è certo fenomeno nuovo nel mondo dell'arte, regalare nuovi significati a ciò che teoricamente ha chiuso il suo ciclo è atto creativo e pregno, passabile d'infinite varianti.

Partendo da ciò che gli altri hanno scartato, l'artista interpreta ciò che è stato rifiutato come preziosa risorsa, se ne appropria, ingloba, trasforma.

Negli ultimi cent'anni gli artisti che hanno operato così sono molti, da Boccioni a Picasso, da Duchamp a Man Ray e gli affichisti, Mimmo Rotella in testa. Ognuno è un caso a sé, ognuno opera secondo una personale poetica. Gli intenti sono i più vari, così pure i linguaggi; e a ben vedere, anche gli scarti appartengono a tipologie che vanno dai puri materiali, come legno o plastica, a oggetti utilizzati per ciò che sono, o rielaborati fino a diventar irriconoscibili. L'idea della trasformazione/riuso/recupero è alquanto duttile.

Accomuna questi artisti l'idea che non occorra produrre continuamente "altro", che sia possibile rigenerare ciò che c'è. Lontano dalla logica dell'usa-e-getta praticata senza attenzione dalla cultura consumistica. Sottraendo allo scarto definitivo e prolungando la vita di ciò che pareva aver concluso il suo ciclo vitale ed economico, con un atto poetico per eccellenza.

Il carianese Cristini sceglie di dare nuovo senso ad oggetti in metallo -un materiale che riflette la luce e molto resistente- che tramite assemblaggi e combinazioni si trasformano da vecchie cose in opere capaci di parlare del tempo, della vita che scorre, della transitorietà. Le sue opere in metallo portano con sé le tracce del passato; portano trascritti pensieri, emozioni, desideri, pezzi di vite. Cristini si appropria così di delle storie e immette nelle sue opere un senso d'identità, parlandoci di una rigenerazione da scoprire.

Recentemente Cristini ha lavorato con 80 bambini delle scuole elementari di San Floriano e Corrubbio nell'ambito del progetto "Viaggiatori dell'arte", creando con loro una foresta di alberi natalizi, poi esposta nel chiostro della pieve romanica di San Floriano, servendosi solo di materiale di recupero: vecchi ombrelli, tubi, rondelle, filo di ferro, stoffa e altre cose altrimenti destinate alla discarica. Sia per rendere i più piccoli sempre più consapevoli del problema dei rifiuti e dell'importanza del loro riciclo, sia per avviarli all'uso di diversi materiali nella realizzazione creativa.

La mostra sarà aperta anche sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Il circolo Pink si trova in via Scrimiari 7/a, Verona.

info circolo 045 8065911

www.circolopink.it

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