Ci sono opinioni contrastanti, che vanno dalla assoluta certezza alla totale sfiducia.

Il punto di vista di chi ha ideato il Mose, Alberto Scotti, amministratore unico della società Technital di Verona; Massimo Cacciari, che fu più volte sindaco di Venezia; Giuseppe Fiengo, Commissario del Consorzio Venezia Nuova; Luigi D'Alpaos, professore emerito del Dipartimento di idraulica dell'Università di Padova.

Come funziona il Mose.

L'ing. Alberto Scotti, inventore del Mose e capo dei progettisti della Technital, non ha dubbi sul funzionamento della sua creatura.
Non è che il Mose non si può alzare perché ad ogni sollevamento ci sono dei problemi? L'ultimo è stato quello delle tubazioni che vibrano.

"Molti si scandalizzano per il fatto che nel corso dei test si riscontrano cose che non funzionano, ma negli impianti è l'assoluta normalità. Non si tratta di un opera di calcestruzzo, ci sono centinaia, se non migliaia, di componenti messi insieme, che arrivano da tutte le parti del mondo. Non è che si monta e funziona tutto: almeno il 20 per cento degli oggetti vanno rivisti, adeguati, ci sono piccole anomalie che non sono degli errori, ma che nel loro insieme possono però creare una situazione di pericolo".
https://corrieredelveneto.corriere.it/venezia-mestre/cronaca/19_novembre_15/inventore-mose-studiata-fermare-improvviso-scirocco-4828edb6-0770-11ea-b1bc-49915ddb2d66.shtml

In questa intervista a L'Espresso Massimo Cacciari riepiloga la sua lunga opposizione al Mose.
"Ma il Comune non si limitò alle critiche. Cercò di mostrare possibili vie alternative, e più economiche, per affrontare il problema delle acque alte. Con la consulenza, pressoché gratuita, tra gli altri, di tecnici come Marco Rugen, ex-presidente dei Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, di Luigi D'Alpaos, professore di idraulica dell'Università di Padova, dei professori Antonio Campanile e Giovanni Benvenuto. Nonché della società Principia, consulente per gli impianti off-shore di Esso, Saipem, eccetera".
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/06/18/news/la-mia-guerra-contro-il-mose-1.169997

Diversi dirigenti del sistema Mose hanno ammesso che ci sono una serie di criticità non ancora risolte: depositi di sabbia e incrostazioni di mitili nelle sedi di movimentazione delle paratoie, deterioramento imprevisto delle componenti costruttive, problemi alla taratura del software, problemi ai compressori e alle tubature di trasmissione. Tutti gli esperti concordano su un costo superiore ai 100 milioni-anno per garantire la manutenzione del sistema Mose.
Durante una intervista a Zapping del 13.11.2019 il commissario Giuseppe Fiengo ha dichiarato che proprio in questi giorni sono stati banditi dei concorsi internazionali per individuare nuovi materiali capaci di far fronte al deterioramento che è stato verificato nelle attuali componenti della movimentazione.
https://www.raiplayradio.it/programmi/zappingradio1/archivio/puntate

L'opinione di Luigi D'Alpaos, professore di idraulica dell'Università di Padova.
"È una struttura malpensata. Nel senso che è evidente che per difenderci dalle acque alte eccezionali non c'è soluzione diversa, oggi come oggi, da quella di intercludere la laguna rispetto al mare. E cioè chiudere le bocche di porto. Ma la soluzione strutturale che è stata scelta, a mio avviso, l'ho sempre detto ma pure inutilmente, è una soluzione che pone dei problemi, innanzitutto di carattere strutturale di funzionamento"
https://www.agi.it/cronaca/venezia_mose_acqua_alta-6554809/news/2019-11-15/

E questo è il servizio messo in onda dalle Iene il 9.12.2019

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