Come sia possibile godersi la montagna con la famiglia senza macchine e motori.

L'anno scorso, quando avevo cominciato a portare Lorenzo in bici, vedevo che c'era qualcosa di strano.

Io, definito come "il criminale della mountain bike", non sudavo, non facevo fatica. Per forza: facevamo piste ciclabili. E, con tutto il rispetto, le piste ciclabili, quando devo fare dei giri extracittadini, non fanno per me. Pista ciclabile della Valsugana, della Valbelluna, della Valdisarco,… Le avevamo collezionate quasi tutte.

Qualche settimana fa mi solletica la proposta di mia moglie Wiebke: "Perché non andiamo su al PfitscherJoch (Passo di Vizze, 2250m)?". Aderisco subito entusiasta, anche perché poco prima avevo portato il bocia su ai Parpari dalla Pissarotta: 1300 di dislivello, in linea con quanto proposto. Scendiamo dal treno un venerdì afoso, convinti che a Vipiteno dormiremo al fresco. Balle! Anche lì c'erano stati in giornata 36°C.

L'indomani partiamo presto e ci godiamo la Pfitscher Tal (Val di Vizze), a parte la pontara al 13% tra Wiesen (Prati) e Afens e i tornanti seguenti che portano al RiedelStauSee (Lago di Novale). Il bocia, dietro nel seggiolone, è entusiasta nel vedere le chiazze di neve "lì, in alto". Noi pure, scorgendo la sagoma del rifugio attaccata alla montagna, e, più a destra, l' Hochferner (il Gran Pilastro, 3 mila e qualcosa metri). Dopo Stein (Sasso), 1540m , comincia la bianca e si va su che è un piacere. I militari, infatti, conclusa la Prima Guerra Mondiale, attendendo un eventuale attacco da Nord, avevano fortificato il confine al Brennero. Una serie di strade a pendenza costante conducevano alle fortificazioni poste in prossimità di passi o delle zone elevate che li controllavano. Saliamo tra abeti e poi larici e infine tra gli sparuti cirmoli che lasciano spazio alle praterie di alta quota, dal profumo inebriante. Poderosi rivoli argentei abbelliscono i fianchi delle montagne. I ghiacciai arrancano lassù, stuprati dalla CO2 umana. Noi, se non altro, tra treni e pedali, ci conteniamo!

Siamo al Passo (2250) e, per usare un verbo abusato, esultiamo. Lorenzo prosegue intanto il suo sonno. Due tedeschi mi dicono che sono partiti dalla Foresta Nera e vogliono andare per sentiero ad Asolo: bravi! Anzi: criminali anche loro! Poi gozzovigliamo al Rifugio, riparati dalla bufera che nel frattempo si è alzata. Per tutta la notte fischia un poderoso vento e la nebbia avvolge tutto.

Al mattino non esultiamo più. Tentiamo la sortita,ma la Zillertal ci respinge: "Oggi, cari ragazzi niente Austria", ci dice la valle. Austria Infelix! Ce ne stiamo rintanati sei ore nel buco della Lavitz Alm, un paio di chilometri sotto il Passo di Vizze, lato austriaco. Lorenzo gioca con i tre bambini del malgaro-gestore del rifugio, Marian (9), Victoria (4) e Letizia (2); Dominik (2 mesi) ha altro a cui pensare. Poi leviamo le tende e di corsa torniamo al Passo. Cambiamo i programmi.

Di nuovo a Vipiteno. Per la mente criminale frulla Passo di Giovo, Passo di Giovo, Passo di Giovo. Che mi manca, come le figurine da bambino. Wiebke acconsente e il bocia pure. A Gsteig (Casateia) ci dicono che si può dormire a Kalch (Calice): solo 6 km e 300 metri di dislivello. Maledetti motorizzati! Che non sanno più riconoscere distanze e dislivelli: passa per il chilometro, un po' meno per i 200 metri di salita in più. Ma le Forelle (trote) e lo strudel di Frau Klotz alla Jaegerheim Pension leniscono la delusione.

Il giorno dopo un'aria frizzante, insieme al canto di pettirossi, regoli e al lavorio delle formiche rufe in un mare di orchidee maculate ci accompagnano al passo, scandito dall'altitudine dei tornanti: 1520, 1560, 1640, 1722, 1992, 2000, 2040, 2072. E, finalmente, il JaufenPass, Passo di Giovo a 2099! I panzoni in moto o in suv ci guardano allibiti, noi invece guardiamo allibiti la meravigliosa corona di montagne, di ghiacciai e di valli che ci circonda. Picchiatona su San Leonardo. E adesso si che ci concediamo la pista ciclabile! Lungo il Passirio, ed insieme a lui i pensieri vanno e vengono. Su queste belle giornate, passate –cocedeteci il treno, a misura d'uomo di una volta. A Merano riprendiamo il treno per Verona… Ai prossimi Passi!

Contenuti correlati

San Consumismo finisce a spintoni
San Consumismo finisce a spintoni Durante la programmata sfilata di carrelli vuoti al Galassia, organizzata per favorire il non-acquisto, la vigilanza perde le staffe, ma la manifestazione non s... 2795 views Michele Bottari
Il vallo di  Adriano
Il vallo di Adriano Una certa confusione nelle scarse cognizioni storiche dell'assessore Di Dio sembra essere stata all'origine dell'idea di realizzare il vallo intorno all'Arco de... 3905 views prof_trinca
Dittatura (ma sta finendo)
Dittatura (ma sta finendo) Sottrarsi al giogo della civiltà dell'auto non solo a parole, ma nei fatti, è cosa da pochi. Uno di questi è il nostro vate, che ci racconta la sua storia.In "L... 2970 views dallo
Il Comune di Lazise in difesa delle api
Il Comune di Lazise in difesa delle api Con un'apposita ordinanza il Sindaco dott. Luca Sebastiano, che rappresenta l'Autorità sanitaria locale, ha schierato la propria squadra in difesa delle api dai... 3575 views attilio_romagnoli
Campanula ramosissima
Campanula ramosissima A Valeggio, lungo le scarpate delle strade che attraversano le colline moreniche oppure sui ghiaioni residuali delle sterminate cave di ghiaia, possiamo ammirar... 3646 views Mario Spezia
Un SIC molto esposto
Un SIC molto esposto Nei giorni scorsi l'avv. Osvaldo Pettene ha presentato nelle mani del dirigente del Corpo Forestale dello Stato un esposto alla Procura delle Repubblica di Vero... 3278 views Mario Spezia
Xylella e altri parassiti
Xylella e altri parassiti Di parassiti, di alcuni criminali e di altre questioni. La meticolosa indagine delle comunarde di Urupia mostra i reali motivi dello sterminio degli ulivi in Sa... 3435 views comune_di_urupia
Chiodini e pioppini
Chiodini e pioppini Due specie di funghi commestibili molto apprezzati e ricercati. Descrizione, determinazione, caratteristiche, foto.   Pioppini o piopparelli, Agrocybe ... 34880 views gianluigi_andreoli