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Marmaglia

 

La mozione 434 e le successive dichiarazioni rilasciate da Zelgher alla Zanzara hanno fatto piombare (???) Verona in un buco nero di oscurantismo, intolleranza e bieco razzismo, tanto da indurre gli stessi firmatari della mozione 434 a prendere le distanze dal loro campione.

La truppa dell'estrema destra veronese si è mossa ancora una volta con il passo dell'elefante nelle aiuole di Giulietta e Romeo. E' probabile che Zelgher non sopportasse l'idea di essere da meno del collega Bacciga e, con il tono mellifluo tipico dei finti miti, ha stilato il suo solenne proclama antiabortista.

La mozione n. 434, presentata 01.10.2018 da Zelgher e approvata in data 04.10.18 con 21 voti favorevoli e 6 contrari, impegna, tra l'altro, il sindaco e la giunta:
- ad inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona, ad esempio progetto Gemma e Chiara
- a promuovere il progetto regionale "Culla segreta", stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali
- a proclamare ufficialmente Verona "città a favore della vita"

Mozione 434 pdf

Ma evidentemente il testo della mozione 434 non esprimeva fino in fondo il suo sentire e così il prof. Zelgher ha sentito il bisogno di spiegare meglio il suo pensiero in materia di diritti civili, responsabilità individuale e rispetto per la persona.
Sollecitato dai conduttori della Zanzara, Zelgher è sbroccato senza freni:
"L'aborto non è un diritto, è un abominevole delitto. Il mio esempio è la Russia di Putin, dove gli aborti sono scesi da quattro milioni l'anno a due con sussidi alla maternità. Fosse per me la legge sull'aborto, la 194, non dovrebbe esistere. Sono contrario all'aborto, del tutto in linea con la posizione del ministro Fontana. Significa uccidere un bambino nella pancia della mamma. I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie. Provate a mettere in una città una popolazione di omosessuali. Dopo cent'anni è estinta. È matematico, e io sono laureato in matematica".

Le reazioni, come era prevedibile, non sono mancate, anche perché, con tutta la buona volontà, non si può dire che Verona assomigli ad un giardino incantato in cui regnino l'amore per la vita e per il prossimo. Capita invece con una discreta regolarità che qualcuno venga sprangato per strada o in un bar; capita anche di venir ammazzati per futili motivi; capita che allo stadio (e non solo allo stadio) i "negri" vengano sistematicamente insultati; capita che le donne vengano trucidate per non aver obbedito alle pretese dei maschi; capita che gli omosessuali vengano aggrediti e pestati mentre passeggiano tranquillamente in piazza Bra; capita infine che i rampolli di famiglie inappuntabili si macchino dei più orrendi delitti.

Sta di fatto che i sodali di Zelgher devono aver sofferto il cancan suscitato dalle dichiarazioni del loro campione e, dopo una settimana di malumori, hanno deciso di correre ai ripari presentando in Consiglio Comunale un nuovo documento di censura a Zelger. Ma l'hanno fatto malamente, con un testo annacquato e a ranghi sparsi, perché alla fine il pensiero di Zelgher è il pensiero di gran parte della destra veronese.

VERONA "Una ferma censura" contro il consigliere comunale Alberto Zelger per le sue dichiarazioni "omofobiche e contro la donna". Atto mai avvenuto nella storia di Palazzo Barbieri. Il consiglio comunale, dopo una seduta tempestosa e una lunghissima trattativa fuori dall'aula, prende così posizione sulla polemica che ha infiammato la città, ma anche mezza Italia, nel corso dell'ultima settimana.
Zelger legge una nota scritta: "Mi scuso- dice - con tutti coloro che possono sentirsi offesi...l'incalzare dei giornalisti mi ha fatto usare termini inopportuni". Si riferisce alle parole proferite a La Zanzara su Radio 24, dove ha parlato di aborto come "abominevole delitto" ma anche di omosessualità come "disturbo della personalità".
Corriere di Verona 12.10.2018

Al momento di votare la censura manca dall'aulla del Consiglio Comunale il sindaco Sboarina, che precedentemente aveva preteso che il testo del documento venisse depurato da tutte le frasi più esplicite.

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Utente anonimo: Franco

Non siamo soli

Anche a Prato i leghisti non scherzano:
"Noi, ovvero chi va a lavorare, di solito si sposta con la macchina. Oppure, chi ha i bambini piccini che devono andare dal pediatra, non li porta in bicicletta. Chi ha un lavoro e dei bambini rischierebbe di esser messo sotto un camion, come è successo una volta a me", ha detto rispondendo alle domande di Cruciani e Parenzo. "Molti richiedenti asilo non hanno la macchina. Sembra che il progetto sia fatto a posta per loro", continua la segretaria della Lega.
La Ovattoni, che ha insistito nella sua tesi, affermando tra l'altro che "i pratesi non vanno in bicicletta perché sennò rischierebbero di essere investiti dai camion" o che "chi lavora non si sposta a piedi o in bici altrimenti arriverebbe già stanco sul luogo di lavoro", ma anche che "in bici si va in Versilia e non a Prato", è stata bersagliata prendendosi a più riprese l'appellativo di "analfabeta di ritorno" e di "irresponsabile", con Parenzo che si è lasciato andare ad una plateale risata quando ha saputo che la Ovattoni è la leader della Lega a Prato. Insomma, di sicuro non una performance di quelle da ricordare.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/17/prato-le-piste-ciclabili-le-usano-i-migranti-la-leghista-ha-chiesto-scusa-ma-ce-un-problema/4700733/
Utente anonimo: Bepi

Viaggio nella città della crociata antiaborto

https://www.youtube.com/watch?v=9ejeVnv6VC4

Qui vive Matteo Castagna, giornalista e direttore del circolo "Christus rex-traditio", uno che si definisce "cattolico integrale" e pure "all'estrema destra del Padre". Non riconosce la chiesa e la chiesa non riconosce i suoi, ma è amico personale del ministro Fontana: "Abbiamo iniziato insieme a militare nella Lega. Poi io sono uscito dal partito, ma rimane uno dei nostri interlocutori". Un interlocutore è Fontana come pure Andrea Bacciga, consigliere comunale per la lista identitaria "Battiti per Verona", considerata vicina agli estremisti di Fortezza Europa, un nome che riecheggia direttamente il Terzo Reich. Hanno sostenuto il sindaco Federico Sboarina e ora hanno otto consiglieri. "Siamo simpatizzanti di Fortezza Europa, una forza politica populista e sovranista. Non è fascista, quella è una categoria superata".
https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/parte-da-verona-la-nuova-crociata/