Salvini e Kurz hanno ottenuto il potere con gli stessi mezzi, con le stesse parole d'ordine e sembrano avere gli stessi obbiettivi politici.

Eppure Italia ed Austria rischiano di ritrovarsi ancora una volta l'un contro l'altro armato per questioni di confine.

L'Austria vuole riprendersi il Sud Tirolo, non ci sono dubbi. Kurz sta riproponendo fin dal suo insediamento disegni di legge che vanno in questa direzione. Poco dopo l'insediamento dell'esecutivo guidato dal cancelliere Kurz, il parlamentare austriaco Werner Neubauer, responsabile del partito di estrema destra per i rapporti con l'Alto Adige, aveva annunciato che i "sudtirolesi potranno richiedere la cittadinanza austriaca già nel 2018, al più tardi all'inizio del 2019". Solo pochi mesi fa il governo Kurz ha presentato un disegno di legge che puntava ad aprire i suoi consolati ai cittadini del Sud Tirolo di lingua tedesca e ladina. Ci sono state le rimostranze del governo italiano e le precisazioni di Vienna, ma l'obbiettivo di ottenere la doppia cittadinanza per i cittadini del Sud Tirolo non è mai stato sconfessato. Si discute solo di date e di modalità. Oltretutto siamo nel semestre di presidenza austriaca dell'Unione Europea e Kurz certamente vorrà approfittare dell'occasione.

Il ministro Moavero parla di "un'iniziativa inopportuna e sostanzialmente ostile", ma Mirko Bisesti, segretario della Lega Nord Trentino, in un'intervista uscita sul quotidiano viennese Die Presse, si dichiara disposto a discutere sulla concessione del passaporto austriaco, che Vienna vorrebbe elargire ai sudtirolesi di lingua tedesca. Molto significativa anche la posizione del governatore altoatesino Arno Kompatscher, il quale ha dichiarato che il futuro politico dell'Alto Adige "dovrebbe essere deciso dai cittadini altoatesini perché è un loro diritto".

Che per il governo austriaco la doppia cittadinanza sia solo un passaggio e che il vero obbiettivo sia la secessione del Sud Tirolo, è evidenziato dalle date che Kurz ha preso come riferimento.
L'ufficio di Launsky-Tieffenthal ha confermato il 7 settembre 2018 come data per la presentazione del disegno di legge in Parlamento. Il governo di Vienna si è anche dato una scadenza precisa per l'approvazione della legge sul doppio passaporto: 2019-2020.
E' la celebrazione di un centenario.

Il 3 novembre 1918 L'Austria, stremata economicamente e sconfitta militarmente, firma l'armistizio con l'Italia.
Il 28 giugno 1919 il Trattato di Versailles conclude la Prima Guerra Mondiale. Il 10 settembre del 1919 il Trattato di Saint Germain en Laye pone fine all'Impero Austro-Ungarico ed istituisce la Repubblica dell'Austria tedesca. Con questo trattato L'Austria perde il Trentino Alto-Adige, Gorizia, Trieste e l'Istria. La definizione finale dei confini orientali si protrae fino al novembre 1920 con la firma del Trattato di Rapallo.
Le vittime militari e civili al fronte furono 2.800.000, dei quali 1.240.000 italiani e 1.567.000 austro-ungarici.

Il nazionalismo moderno si è costituito come ideologia politica negli ultimi decenni del 1800. L'intera Europa finì succube dell'esaltazione della Nazione. La Prima Guerra mondiale fu il primo frutto di questa pazzia collettiva, che poi sfociò nei primi decenni del 1900 nel nazionalsocialismo e nel fascismo. Il nazionalismo economico fu il logico corollario di queste ideologie deliranti, che produssero anche l'irredentismo all'interno e le guerre coloniali all'esterno.

Le nazioni europee si sono massacrate a vicenda per tutto il Rinascimento e poi durante tutta l'età moderna fino a metà del ‘900. Dal 1945 l'Europa è vissuta in pace. L'Unione degli Stati Europei nasce a Roma nel 1957, si dà un'organizzazione politica a Maastricht nel 1992 e dal 2002 ha una moneta unica.

Tutti abbiamo creduto che la Seconda Guerra Mondiale avesse messo una pietra tombale su questo delirio ideologico, che invece sembra risorgere dalle proprie ceneri come un fantasma malefico. In Italia, Francia, Inghilterra, Austria, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Cechia, ma anche in Spagna, Olanda e Germania i leader nazionalisti vincono e sempre più spesso governano. Hanno molti punti in comune: difesa ad oltranza dei confini nazionali, xenofobia, insofferenza per le istituzioni e per i vincoli europei, protezionismo economico.

Ma c'è un problema, un grosso problema. La storia dei nazionalismi non ha mai prodotto pace e concordia. Al massimo ha prodotto alleanze, ma sempre in funzione offensiva, vedi l'Asse Roma-Berlino. Il nazionalismo ha bisogno di nemici e Salvini è un nemico fin troppo comodo per Kurz. E' un cane che abbaia, ma non morde.
Al massimo potrebbe mordersi la lingua.

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