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Informazione e ambiente veronese

Le caprette ti fanno ciao

 
2017 caprette fanno ciao 22203

Un ambientalismo rimbecillito che va dalla Brambilla a Berlusconi, alla Boldrini, a Zaia, attraversando la Valpolicella, Conegliano e Valdobbiadene.

Davvero commoventi le foto di Berlusconi e della Boldrini con le caprette! La Brambilla ci ha costruito una carriera politica piena di successo sulla tutela di cani, gatti ed altre specie di animali da cortile.

Peccato che la "Natura" non abbia niente a che fare con questo immaginario caramelloso fatto di caprette che baciano gli umani e di cagnolini agghindati per demenziali passerelle mondane.

Inutile ricordare che in "Natura" il lupo sbrana la capretta, l'asino e la manza; il merlo si nutre si lombrichi e di altri insetti; il rapace piomba feroce ed implacabile sulla preda; il ragno immobilizza la farfalla con il veleno e poi la divora e . . .  avanti di questo passo.

La "Natura" è distante mille miglia dalla descrizione caramellosa che ci viene propinata quotidianamente dai giornali e dai programmi televisivi. Purtroppo molta gente si preoccupa delle caprette finte rappresentate nelle foto e quasi nessuno si preoccupa della Natura vera, quella che vediamo distruggere giorno dopo giorno senza che nessuno muova un dito e senza che nessuno si commuova minimamente.

Alla cerimonia di chiusura del Vinitaly (nomina sunt consequentia rerum), Luca Zaia ha promesso il cappello Unesco per la/il Valpolicella. L'articolo non è un optional: tutti sappiamo che della Valpolicella non si preoccupa nessuno, mente al Valpolicella tutti tengono moltissimo.

"Si tratta di un paesaggio unico al mondo. L'obbiettivo è la salvaguardia di un territorio unico, irripetibile, dove ogni contrada, ogni angolo, diventi un aspetto irrinunciabile".

Parola di Zaia.

Per chi conosce la Valpolicella queste parole del presidente della Regione Veneto suonano come autentiche bestemmie, tanto più che proprio la Regione Veneto ha emanato negli ultimi 20 anni le leggi che hanno reso possibile la distruzione sistematica di "un territorio unico, irripetibile, dove ogni contrada, ogni angolo, diventi un aspetto irrinunciabile".

Zaia è un patetico zuzzerellone che ci ha abituati a qualsiasi tipo di dichiarazione. D'altra parte il parterre era nutrito e referenziato: Cantine Storiche, Consorzi di Tutela, Cantine Sociali, tutti a declamare il valore superlativo di un territorio che per primi hanno contribuito a distruggere.

I vari Allegrini, Tedeschi, Tommasi, Zenato, Musella, ecc. non si sono mai fatti scrupoli quando si è trattato di strappare un nuovo appezzamento al bosco, al prato arido, al prativo o al coltivo. Raramente hanno rispettato e riparato le "marogne", più spesso le hanno sostituite con muretti di calcestruzzo rivestiti di pezzi sfusi di calcare.

Ora applaudono all'iniziativa di Zaia e addirittura inveiscono contro la cementificazione e la Negrarizzazione. Cantare bene e razzolare male è una pratica diffusa nelle nostre contrade.

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Redatore: Michele Dall'O

In realtà el Berlusca manda un messaggio alla Michela: "rossa de cavei, golosa de ... agnei"!
Utente: Attilio Anacleto

"L'agricoltura sembrava essersi liberata dalla sua secolare dipendenza da Madre Natura: apparentemente, un motivo di festa. Ma il prezzo da pagare è stato alto". Soprattutto per la fauna selvatica e la biodiversità" http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/15/agricoltura-e-allevamenti-intensivi-il-libro-sulle-specie-animali-in-estinzione-a-causa-del-sistema-industriale/3520594/
Utente: Aristidevicentini

Era da mò che non passavo dalla vecchia strada della Valpolicella, due ore fa, quella che va da Parona a Pedemonte e che passa dietro la zona artigianale di Arbizzano. Ed in effetti, allargando lo sguardo c'è un ammasso informe di vigneti e cemento. Pesticidi ancora no, ma fra un po' cominceranno, con la regola dei ‘tre dieci': essa stabilisce che la prima infezione si ha quando la temperatura minima è pari o superiore a 10°C, è caduta una pioggia di almeno 10 mm nell'arco di 24-48 ore e la lunghezza dei tralci (recettività dell'ospite legata alla differenziazione degli stomi) ha raggiunto o superato i 10 cm. Eccetto le case e le fabbriche son solo vigneti, distese di vigneti in terreno di fondovalle. Non so cosa faranno con tutta quella produzione di uva, ma immagino! Ma chi ha piantato, per cui ha avuto i permessi da qualcuno che dovrebbe sapere, sicuramente non ha mai letto il disciplinare di produzione del Valpolicella, http://www.cittadelvino.it/download.php?file=doc-valpolicella_25.pdf

tipo? all'art. 4. Oltretutto, la zona di produzione stessa, arriva fino al confine col Vicentino. Ma son cose che già si sapevano! Prosit.
Redatore: Michele Dall'O

Beh va ben lasciamo perdere le macchiette ed anche i duri e puri che in sessant'anni e più di militanza hanno ottenuto gran poco. Ma non sono neanche d'accordo con la visione darwiniana e sanguinaria della Natura, alla National Geographic o ai tanti documentari sulla Savana che passano quotidianamente alla TV e contribuiscono a instillare un'immmagine violenta della Natura, soprattutto nei bambini. Rispecchiando, invece, la violenza della società umana. La Natura, secondo me, è invece interazione cooperativa a tutti i livelli gerarchici, dalle cellule agli organi. Dagli ecosistemi alla biosfera. "Alce è forte perché esiste lupo", dicevano le tribù indiane del Canada, che sicuramente se ne intendevano più di me, vivendoci dentro. Dopodichè la Valpolicella è un discorso chiuso da cinquant'anni, cioè dalle denunce di Giuseppe Silvestri: i buoi erano già scappati allora e adesso è un ammasso informe di cemento, vigne e pesticidi. Distrutta dai suoi stessi abitanti. Come un discorso chiuso è la Lessinia, anche essa deformata dai suoi stessi abitatori. La nostra partita si gioca invece sul Baldo che , tralasciando la piana di Affi, deve diventare un Santuario della Biodiversità.
Utente: Ern Cav

Da anni per i nostri politici conta più quello che si dice di quello che si fa!

e se qualcuno lo fa notare viene accusato di

1. essere disinformato

2. seminare pessimismo

3. remare contro

4 essere un provocatore

5. portare iella

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