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L'auto dell'ecofighetto (3)

 
2010 auto dell ecofighetto 1293

Come sarà mai l'auto dell'ecofighetto? Ma ecologica, naturalmente! Una piccola botta di conti per smontare la necessità di un'auto nuova. Euro 5, rottamazioni e altre fregnacce.

Tra gli ossimori possibili, auto ecologica è certamente uno dei più stridenti e strazianti. Eppure, come ogni concetto pompato dalle multinazionali, anche questo ci sta invadendo gradualmente, e piano piano l'abbiamo accettato.

Cosa deve avere un'auto per essere ecologica? La prima regola è che sia nuova: un bolide fuoristrada del 2010, con un motore da 200 kW è ecologico, una bianchina del 1965 (che con 11 kW portava lo stesso numero di persone negli stessi luoghi in tempi paragonabili) non lo è.

Seconda regola: per essere ecologica un'auto deve avere tatuata sul culo la scritta 'ecologica', e sul libretto deve recare la scritta EURO seguita da un numero intero il più alto possibile. Alla data in cui scriviamo, tale numero deve essere 5. Se avete un auto EURO4, allora dovete cambiarla, pena la decadenza dello status di ecofighetto.

Prima di tutto una considerazione banale. Possiamo progettare il motore a scoppio più pulito del mondo, limitare e anche azzerare la produzione di ossidi di azoto, di zolfo. Ma la produzione di lavoro si ottiene sempre arricchendo ogni atomo di carbonio con due atomi di ossigeno, per cui la produzione di CO2 sarà proporzionale al peso che spostiamo e alla sua accelerazione: più un'auto è pesante e potente, maggiore sarà la sua produzione di anidride carbonica.

Ma anche orientandoci su auto piccole e leggere, siamo proprio sicuri che cambiare auto (o lavatrice, o televisore, o computer) sia la scelta più ecologica? Quanto costa al nostro pianeta la produzione di un'auto nuova? Dati seri sull'argomento, potenza del marketing, non circolano affatto, ma ci sono due ricerche: quella della Carnegie Mellon university di Pittsburgh, del 1998, e quella del 1994 dall'Istituto per la ricerca energetica e ambientale di Heidelberg, in Germania.

Quest'ultima, in particolare, ha calcolato che l'estrazione delle materie prime necessarie a fabbricare ogni vettura causa 25 tonnellate di rifiuti e di 922 milioni di metri cubi di aria inquinata (non ci sono dati sull'acqua). I dati atmosferici sono impressionanti: di tutti gli inquinanti prodotti da un'auto, il 45 % è rilasciato nella sola  fase di fabbricazione. Siete ancora convinti di lavarvi la coscienza con un nuovo eco-SUV?

Ma fingiamo solo per un attimo che rifiuti, estrazione di materie prime, inquinamento di aria e acqua non siano un problema, e analizziamo l'impatto energetico. Ci viene in aiuto l'ingegner Bruno Pistone che calcola l'energia impiegata dalla produzione di un'auto nuova a partire dai dati diffusi da Mercedes-Benz (dati che definire ottimistici è un eufemismo).

Secondo Stoccarda, per produrre un'auto occorre energia equivalente a 3800 litri di petrolio. Andate dal benzinaio, chiedetegli 3800 litri di carburante e portateli a casa. Questo è il costo energetico della produzione della vostra prossima auto. Quanti km fareste con quel carburante nella vecchia auto?

Più analiticamente, possiamo calcolare che la produzione di un'auto richiede 27,55 Kwh per ogni kg, secondo i dati ottimistici forniti dal costruttore. Un'autovettura media pesa circa 900 kg, di cui 180 provengono dal riciclaggio, quindi occorre lavorare ex-novo 720 Kg di ferraglia e plastica.

Moltiplicando 720 x 27,55 otteniamo che, per ogni nuova vettura immessa nel mercato, ci rendiamo responsabili del consumo di 19.836 Kilowattore, senza contare il costo energetico dello smaltimento della vettura che intendiamo rottamare. E se ci tenessimo l'auto vecchia?

Secondo l'ing. Pistone, un uso razionale per altri 5 anni della vecchia auto comporterebbe:



Il maggior costo di 5 anni di uso sarebbe dunque pari a 3480 +8678 = 12158 kWh, cioè poco più della metà di quanto costerebbe produrre (secondo Mercedes, ricordiamo) un'auto nuova. il tutto ignorando i parametri di inquinamento considerati dall'Istituto di Heidelberg.

Morale della favola: l'auto più ecologica è la nostra vecchia auto, soprattutto se la teniamo in garage e usiamo bici e mezzi pubblici.

Prossima puntata: auto ibride, elettriche e plug-in.

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Redatore: Michele Dall'O'

Mirco, a la guerre comme a la guerre.

Con questi, visto che di materia grigia ne hanno in quantita´inversamente proporzionale ai loro successi elettorali, bisogna usare il loro linguaggio.

Finisco il ragionamento iniziato nel primo commento. Dopo aver dimostrato, dice in maniera poco fine, che il concetto leghista di sccorrimento veloce rappresenta una finta diluizione di inquinamento, vorrei tirare in ballo la dinamica delle popolazioni (in senso ecologico). Tu Mirco obietterai: ma se riporto Corsi non e´in grado di capire il concetto di concentrazione, come puo´ capire intricati modelli matematici non lineari? D´accordo, ma lo spiego con un semplice esempio. Le coorti non sono altro che le classi di eta´: in un dato anno tutta la popolazione dei trentenni e´data da tutta quella che l´anno prima aveva ventinove anni. L´anno successivo i trentenni saranno i trentunenni, a meno di quelli morti nell´anno precedente e in piu´ gli eventuali immigrati. E cosi´ via, a partire dal primo anno di eta´. Ora questa dinamica deve essere applicata ai possessori di automobili. La motorizzazione di massa e´ cominciata a meta´ degli anni 50. Forse adesso sta uscendo dal giro chi negli anni cinquanta aveva una ventina di anni. Quindi dobbiamo attenderci per i prossimi dieci quindici anni un ulteriore aumento di macchine nel gia´ saturo spazio, dato che il numero di chi entra sulle strade e´ sicuramente inferiore di chi ne esce . Dopo, il benedetto picco del petrolio fara´ giustizia e trascinera´ nel baratro chi ha voluto sfidare le leggi biologiche.

Ora, tuttavia, per tre quattro lustri dovremmo quindi sorbirci ancora il traffico impazzizo. Stante una politica che invece di far diminuire le macchine per strada, le fa aumentare e le fa correre di piu´ (facendo tra l´altro aumentare come effetto indiretto l´insicurezza generale, dato che vecchi e bambini non possono mettere fuori il naso dalla porta di casa... cioe´ un altro dei paradossi leghisti).
Utente: Bikersgrunf1966

Io mi sono comprato una bianchina non del 65 ma del 70 e vado in giro con quella.

scelta controcorrente direte voi, io non penso proprio.

Inquina come un piaggio ciao (prove effettuate) e consuma come il suddetto ciao, con il pieno di 30€ faccio tantissimi kilometri.

Certo gli eco fighetti mi guardano dall'alto in basso, ma loro non sanno che io faccio lo stesso... :)

In più non pago il bollo , l'assicurazione costa 120 € e non ho l'obbligo delle cinture, cosa volere di più....

P.s Essendo auto d'epoca entro nei centri storici senza problemi.. Ora chiedetevi perchè c'è un ritorno delle vecchie 500 in circolazione.
Utente: Gasmiro

Beh!

Non è molto fine, ma l'esempio della "scoreggia", per qualcuno, è il solo linguaggio comprensibile.

Condivido.
Redatore: Michele Dall'O'

Lo stratega alla pearà della mobilità nostrana, cioè Enrico Riporto Corsi si è autoconvinto, come tutti i leghisti made in Veneto, che costruendo più strade a scorrimento veloce (metterò in un successivo post il riferimento all'intervista sull'Arena in cui ha fatto tali dichiarazioni) si ha meno inquinamento.

Riassumo cioè l'assioma di Corsi:

auto più veloci = meno inquinamento

Oltre ad avere qualche problemino con il secondo principio della Termodinamica, e facendo a pugni con tutte le direttive della UE per diminuire l'inquinamento (generale abbassamento della velocità dei veicoli a 90km/h), Corsi non si rende conto (come tutti quei veronesi che hanno votato il suo partito e dintorni) che:

1) auto a velocità 2X --> inquinamento = 2Y

2) auto a velocità X --> inquinamento = Y

3) auto a velocità 0 --> inquinamento = 0 (cioè quando se va a peote)

Quindi come si vede il punto 3, combacia perfettamente con la Morale della favola del buon Bottari.

Solo che il povero Corsi (qualcuno glielo spieghi) confonde lo spazio con il tempo. Infatti quando si ammassano tante auto, che vanno lente, in uno spazio esiguo, come ad esempio può capitare in Via Carducci, si ha una aumento della concentrazione di inquinamento, essendo:

concentrazione = massa/volume

E nell'esempio di via Carducci, la massa di inquinamento non è alta (tante auto quasi a passo d'uomo, vedi il punto 2) sopra, ma il volume è esiguo. E da qui la spussa di smog che si annusa.

Per spiegarlo al buon Corsi in termini che forse gli sono più comprensibili, è lo stesso effetto che si ha scoreggiando sotto le lenzuola. Lo provi il buon Enrico, questa sera.

Perchè se infatti scoreggia in consiglio comunale, non se ne accorge nessuno.