Come trasformare 5,7 miliardi di debito in un "giro d'affari" (con l'aiuto della prestidigitazione contabile).

Cari lettori che ancora credete alle favole, sedetevi comodi che vi racconto la più bella barzelletta dell'anno: i conti di Milano-Cortina 2026. Una storia così divertente che, se non ci fossero di mezzo i nostri soldi e 800 larici abbattuti, ci faremmo una risata.

La RAI e Banca Ifis hanno deciso di regalarci due perle di economia creativa che farebbero impallidire il Tremonti dei tempi d'oro. Vi spoilero il trucco: confondere i costi con i ricavi, chiamare "impatto positivo" la spesa pubblica e, soprattutto, far passare i soldi delle nostre tasse come "proventi da commissario". Un capolavoro.

Leggiamo alcuni dati sulla Gazzetta dello Sport, quotidiano che, per quanto ideologicamente schierato a favore dell'abbuffata olimpica, almeno ha il pregio di essere sincero. Dopo averci raccontato per anni le meraviglie dell'evento, ecco il capolavoro: "La biglietteria ha incassato 200 milioni, gli sponsor 550, il giro d'affari è di almeno 900 milioni". Wow! Peccato dimentichino di dirci che la Fondazione ha avuto spese per 1,7 miliardi. Fate due conti: 900 meno 1.700 fa "meno 800". Mica male come giro d'affari!

Ma non temete, arriva il deus ex machina: il Commissario Fasiol con i suoi 448 milioni di euro pubblici. E qui si compie il miracolo. Questi soldi (nostri) vengono usati per "acquistare servizi dalla Fondazione". Tradotto: lo Stato si dà i soldi con una mano e se li ripiglia con l'altra, e nel mezzo qualcuno grida al pareggio di bilancio. È come se io trafugassi i risparmi di mia nonna per pagare le mie notti brave. E poi dichiarassi: "Guarda, ho chiuso in attivo!".

Ma il vero capolavoro di comicità involontaria arriva da Banca Ifis. Secondo il loro studio, l'impatto economico delle Olimpiadi sarà di 5,3 miliardi. E come si arriva a questa cifra? Semplice: prendendo i 5,7 miliardi di spesa pubblica per infrastrutture (quelle che hanno distrutto i larici, che non serviranno a nessuno e che tra un anno manuterremo a nostre spese) e chiamandoli "ricadute positive".

Con questa logica, il miglior affare per l'economia italiana sarebbe radere al suolo Roma e ricostruirla ogni dieci anni. Pensate che impatto! Gli operai lavorerebbero, i camion girerebbero, le cementerie venderebbero. Peccato che alla fine ci ritroveremmo con una città nuova e un debito pubblico che toccherebbe la luna. Ehi, aspetta: è esattamente quello che sta succedendo!

Ricapitoliamo: se togliamo dal conto la porcata di considerare "ricadute positive" i soldi spesi a cazzo, quello che rimane è desolante: il contribuente spende tra i 4,9 e i 5,7 miliardi di euro per avere un giro d'affari netto di qualche centinaio di milioni di euro, che saranno appannaggio, al lordo delle spese, di qualche albergatore e venditore di peluche. Se l'avesse fatto un manager qualunque, ora sarebbe davanti al Duomo a chiedere l'elemosina, con tutto il rispetto per i clochard. 

E poi c'è la ciliegina: le infrastrutture promesse. La variante di Cortina, la variante di Longarone. Belle parole, bei titoloni sui giornali, bei voti presi alle elezioni. Risultato? Non realizzate. Ma i soldi spesi per progettarle, per le conferenze, per le consulenze? Quelli sì, sono stati spesi eccome. Fanno parte di quei 5,7 miliardi di "ricadute positive".

Intanto sulla statale 51 ci si continua a incolonnare, ma poco importa: le medaglie le abbiamo vinte, gli americani hanno comprato i pupazzi, e i nostri politici possono fare i giretti in tram, e sorridere in fotografia con le loro facce d'oro, d'argento, e soprattutto di bronzo.

La morale è semplice e amara: privatizzare i profitti (sponsor, diritti tv, biglietti), socializzare le perdite (opere pubbliche, deficit della Fondazione, manutenzione futura). E nel mezzo, una coltre di giornalismo compiacente che chiama "successo" un disastro tremendo.

I larici abbattuti non ricresceranno. I 5,7 miliardi di debito li pagheremo noi, con gli interessi. Gli impianti sotto utilizzati richiederanno manutenzione per decenni. Ma non preoccupatevi: Banca Ifis sta già studiando l'impatto economico positivo della manutenzione.

 

 

Per  saperne di più:
C.I.O.: Comitato Insostenibili Olimpiadi 2026

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