Il presidente di AGS propone da qualche tempo un mischione di piste ciclabili e collettore con il rischio concreto di creare problemi nuovi senza risolvere i vecchi.

Angelo Cresco nella sua lunga carriera politica ha ampiamente mostrato di sapersi muovere con grande spregiudicatezza e con scarsissimo senso civico.
Abbiamo ricordato in un precedente articolo le vicende giudiziarie del deputato socialista Angelo Cresco.
https://www.veramente.org/it/notizie/2018-cresco-con-quale-coraggio.html

Ma Angelo Cresco era implicato anche in un'altra vicenda in cui mazzette e corruzione la fecero da padrone: la cessione delle centrali del latte di Verona alla Parmalat.
https://www.gardaline.it/angelo-cresco-un-nome-una-garanzia-rinfreschiamo-la-memoria-corta-dei-gardesani-64920.html
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/12/verona-in-carcere-accusati-di-truffa-due.html
Nel giro di pochi anni tutte le centrali del latte della provincia di Verona, a quel tempo in mano pubblica e quindi controllate dai politici, passarono nelle mani di Callisto Tanzi. Le centrali del latte a quel tempo erano controllate dai socialisti ed Angelo Cresco era il politico socialista più influente della provincia di Verona. Parmalat conquistò in pochi anni una posizione monopolistica nel settore lattiero-caseario e la provincia veronese perse l'opportunità di lavorare e di vendere in loco il latte prodotto dagli allevatori veronesi.

Come quasi sempre accade, il tempo non ha cambiato il carattere e la natura dell'attuale presidente di AGS.

Sul Corriere di Verona del 13 aprile scorso Angelo Cresco annuncia che "per maggio dovrebbe essere pronto il nuovo progetto esecutivo del nuovo collettore e per dicembre si potrebbero appaltare i lavori della nuova condotta. Ma a cogliere di sorpresa è stato l'annuncio di Cresco, il quale ha riferito che nell'alto lago, da dove dovrebbe partire il primo lotto del nuovo collettore, il tubo potrebbe non essere posato a bordo strada gardesana, come riportato dal progetto di fattibilità redatto da Technital, bensì vicino alle rive. Praticamente sulle stesse rive dove è già presente il collettore, che ha sversato in più occasioni i reflui nel lago.
Inoltre, lungo le stesse rive, i Comuni di Malcesine e Brenzone stanno realizzando le ciclopiste che potrebbero trovarsi a conclusione dei lavori con le opere da demolire per fare spazio alla posa del nuovo collettore".

L'Arena di oggi 14 aprile riporta nuove dichiarazioni del presidente di AGS, che correggono quanto già dichiarato nel marzo scorso da Luciano Scarpetta di Drafinsub. Allora la colpa della corrosione delle tubature sublacuali del collettore fu data ad una non meglio precisata "forma aliena di batteri". Oggi Cresco dichiara: "Abbiamo rilevato come alcuni mitili non autoctoni del Garda abbiano intaccato la tubatura sublacuale. Se non si fa in fretta a realizzare il nuovo collettore, quello attuale potrebbe collassare in più punti in cui le tubature sono sospese, cioè non appoggiate sul fondo. Il tutto a causa dell'aumento delle temperature dell'acqua".

La capacità di Cresco di portare acqua al suo mulino, dove per acqua si intendono ingenti finanziamenti pubblici, era nota da tempo. Anche il totale disinteresse di Cresco per la ricerca di una reale soluzione dei problemi era noto da tempo. Bisogna riconoscere che Cresco è in ottima compagnia e che i sindaci della sponda veronese del lago di Garda fino ad ora si sono mostrati molto interessati ad incamerare qualsiasi finanziamento risultasse in qualsiasi modo abbordabile, ma pochissimo interessati a risolvere i gravi problemi dell'overtourism gardesano e a salvaguardare la qualità delle acque e dell'ambiente lacustre.

Purtroppo Cresco e suoi elettori - sono stati i sindaci ad eleggere per due volte Cresco presidente di AGS e questo la dice lunga su chi abbia in mano da quarant'anni le sorti del Lago di Garda – continueranno per la loro strada, anche se è evidente che in questo modo verranno buttati al vento decine di milioni di euro che i cittadini hanno versato (a malincuore) nelle casse dello Stato. Il buon senso vorrebbe che a questo punto si fermassero tutti i progetti, sia del collettore che delle piste ciclabili, fino a quando non sarà pronto un progetto complessivo che preveda:

- un sistema complessivo di mobilità in cui le piste ciclabili siano progettate come alternativa al traffico veicolare;
- una separazione netta dei sistemi di raccolta delle acque bianche e delle acque nere;
- un nuovo sistema di collettamento e di trattamento dei reflui fognari.

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