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L’archivione per mese

Senza acqua sarà dura

Dopo un autunno secco ed un inverno arido si prospetta una primavera avara di pioggia. Le piante mostrano già segni evidenti di sofferenza e con l’arrivo dell’estate la situazione potrebbe diventare seria anche per noi umani. Quali le criticità.

Il carro del dio dell’oro

E' tutto un fiorire di iniziative che vorrebbero proporre una viticoltura rispettosa dell'ambiente e della biodivesità, ma in realtà nascondono una avidità smodata che non ha rispetto per niente e per nessuno.

Le vegne maregne

Sui due lati di Via Are Zovo è in atto da settimane la distruzione definitiva degli ultimi prati aridi rimasti sulle dorsali delle colline veronesi.

El Baldo imbriago

Ancora una zampata del nostro Vate. Nuovo record di altezza per un vigneto: grazie al cambiamento climatico e al Dio denaro vedremo vigne al posto di cirmoli e mughi?

Negrar: nuovi vigneti nel SIC

Grande delusione in Valpolicella: la nuova amministrazione di Negrar a trazione PD sta riproponendo la vecchia politica fatta di favori, clientele e ignoranza delle più elementari regole di rispetto per l'ambiente.

Felix Agroecologia!

Il governo in questi giorni ha sparato due bordate all'ecologia delle nostre colline, la prima infischiandosene della direttiva nitrati la seconda favorendo la speculazione vitivinicola.

A Negrar si può bere solo vino

"A seguito della contaminazione della falda acquifera in località Terminon di Arbizzano vi è divieto di utilizzo a scopo potabile dell'acqua". Così recita l'ordinanza del sindaco Dal Negro, che rende nota la presenza di tetracloroetilene oltre i limiti di legge nelle falde acquifere della vallata.

Dal Veneto alle Langhe

È il vigneto Cannubi il problema del Barolo? Da Il Fatto quotidiano, 3 maggio 2011 - Ambiente & Veleni | di Gian Luca Mazzella

Vino a chilometri zero, Valpolicella apripista

A Marano undici produttori incontrano i consumatori in punti promozionali o nelle cantine, dove si possono gustare i prodotti tra abbinamenti deliziosi e percorsi olfattivi.

Spiansa, bacàn

Una sera di mezza estate vedo Flavio, il presidente del Carpino e gli chiedo come va con i sbancamenti per l’impianto di nuovi vigneti dalle parti del Maso. “Tasi, che j’à pena spiansà”, riferendosi ai vecchi. Ecco allora questa dovuta invettiva contro la maggioranza dei nostri avidi “vignaiuoli”, cioè i “Bacani”, in particolare quelli che nei loro siti web si fanno immortalare immancabilmente con la famiglia a fianco delle botti di rovere e con il calice di rosso scintillante in mano.

14 – Vigneti e colline

Le prime vittime della dissennata gestione del territorio sono gli agricoltori stessi. Per quattro lire stiamo mangiando il nostro futuro.