La palla ovale

L'assessore Giacino sarà insignito nei prossimi giorni della croce di asbesto, onorificenza con la quale viene premiato per l'impegno profuso nella diffusione di questo importante minerale in tutto il quartiere di Veronetta.

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“L’amianto non è un rischio derivante dall’intervento svolto alla Passalacqua, bensì il motivo principale dell’intervento stesso. Tra gli scopi principali dell’intervento c’è quello di bonificare un sito con una forte presenza di amianto.”

Con queste parole l’assessore Giacino ci ha “rassicurati” sulla presenza dell’amianto nelle costruzioni demolite durante l’estate alla Passalacqua. Infatti sapevamo bene che nelle costruzioni tirate su dai militari c’era parecchio amianto, ma non eravamo in grado di dimostrarlo con sicurezza.

Così al vate gh’è sbrocà un’ode:

LA PALLA OVALE

Disémo che la palla ovale,
drita, drita in mezo a le bale,
la pol far dei dani seri,
se ‘l campo l’è Palasso Barbieri.

Tra i consilieri, fasendo sforsi,
avarìa dito che tra i manco svej
cioè quei che combina più roej,
ghe sarìa stà Flego o Corsi.

No me saria spetà che un leguleio
l’alsasse un tale roejo,
co la caserma piena de amianto,

da far saltar par aria tuto quanto.
Proprio quel che i ambientalisti i se speta:
Giacino: grassie de l’autometa!!
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Meno rassicurati si sono sentiti i genitori dei ragazzi che hanno praticato rugby nei cortili della Passalacqua e si sono cambiati e lavati per anni in quelle palazzine intrise di amianto:

“Dicono che la Passalacqua è piena di amianto, che l’intervento di bonifica è stato deciso per questo e che lo sapevano fin dall’inizio. Ma non dicono che per due anni là ci hanno fatto giocare i nostri bambini, li hanno fatti cambiare negli spogliatoi, hanno fatto fare loro la doccia in mezzo all’amianto!!!”.

Poco entusiasti del modo in cui sono state demolite le vecchie costruzioni militari anche gli abitanti di Veronetta: “Gli alberi erano bianchi e anche le case, dentro e fuori, erano coperti di polvere. Lo sente l’odore? Questa è roba che respiriamo da settimane”. (Corriere di Verona 30.7.11)

Un Giacino debordante, che si preoccupa del colore dei Comitati, ma che non spende una parola per rispondere alle gravi accuse che da molte parti vengono mosse all’operato suo e della giunta comunale.

Invece di preoccuparsi dei colori e degli umori dei Comitati e delle Associazioni (stavolta possiamo rassicurare noi l’assesssore: sono molto variopinti), farebbe meglio a smetterla di raccontare frottole sugli interventi di questa amministrazione, che sta trasformando Verona in un museo degli orrori a cielo aperto.

A Veronetta c’è bisogno di tante cose, ma sicuramente nessuno sentiva la mancanza di 300 nuovi appartamenti, alcuni dei quali popolari e convenzionati, molti invece di lusso e di superlusso, con il relativo corredo di centro commerciale, centro direzionale, aumento delle automobili, del traffico e degli intasamenti.

La storia delle “case per i poveri” la vada a raccontare a Tosi & C, che sullo sfratto dei veri poveri da Veronetta ci hanno costruito la loro fortuna elettorale.

4 commenti per La palla ovale

  • micdallo

    CAMPOFIORE

    Mi ami o no mi amiANTO.
    Mi ami o no mi amiANTO.
    Mi ami o no mi amiANTO.
    Mi ami o no mi amiANTO.
    Mi ami o no mi amiANTO.
    …………………..

  • crassana

    Una croce! Una croce da trasmettere per conoscenza anche all’Apt Amt o come cavolo si chiama adesso l’azienda del pubblico trasporto a Verona, per avere in cambio una risposta alla seguente domanda: nella nostra città, a occhio e croce (!!), sono ancora in circolazione i mezzi che hanno l’amianto nel sistema frenante? Si sa che questi sono mezzi che, in mezza Europa, hanno bandito da un pezzo,come pericolosi innanzi tutto per la salute dei conducenti.
    Pensierino del giorno, dalla Rete: “Alla fine degli anni ‘60 si trovavano già in commercio oltre 3.000 prodotti contenenti amianto: edilizia, navi, vagoni ferroviari, guarnizioni di ricambio per motori, tubi per acquedotti e fognature, canne fumarie, serbatoi per l’acqua, freni per auto, guanti di protezione, tessuti resistenti al fuoco, corde, schermi. In quel periodo cominciava inoltre l’utilizzo di amianto nell’edilizia, uso protrattosi per buona parte degli anni ‘80».

  • gino

    Ghedafi el gh’à le bombe ‘nteligenti de la nato tute le noti da quatro mesi e meso;
    noialtri gh’avemo l’amianto note e giorno da quarant’ani bondanti.
    Semo lì.

  • micdallo

    Beh, rispondo a Crassana. Tempo fa cazzeggiavo un Internet facendo ricerche sulla ex ditta di mio papà, la Domenichelli trasporti, fallita quasi una ventina di anni fa. Ho trovato questo articolo del Mattino di Padova:
    http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2009/08/06/MC5PO_MC504.html
    in cui i familiari di uno dei meccanici dell’officina della filiale di Padova intentavano causa a chi era rimasto a rappresentare la ditta, proprio perchè il loro congiunto era morto di mesotelioma pleurico.
    Quindi, Crassana, la tua osservazione è più che lecita. Solo che, purtroppo, nella società attuale comanda l’economia, che ha asservito la tecnologia per inondarci dei prodotti più idioti e dannosi. Si sa che tecnologia e biologia non vnno molto a braccetto. Ovviamente noi subiamo tutto passivamente in nome di presunte comodità che ci permettono, in apparenza, di cortocircuitare il Tempo. Adesso sappiamo che il benzene è molto dannoso. Ma chi rinuncia all’auto? Fra un po’ sapremo che i cellulari e la sua perfida rete erano causa dei più perversi tumori… Ti sto scrivendo con l’antennina da 1 Gigahertz ad un metro dalla mia testa (evidentemente, de casso).