
Il sindaco di Verona, che è anche presidente regionale di Federcaccia, ci rende noto che i cacciatori in Veneto sono 50.000 e l’ assessore regionale alla caccia Venturi ci precisa che a Verona sono circa 10.000. Ci informa anche che su “34 agenti della polizia provinciale possiamo utilizzarne al massimo una ventina per il servizio di controllo dei cacciatori”, come dire che ogni guardiacaccia dovrebbe controllare 5 comuni, dato che i comuni della provincia di Verona sono 98. Il nostro si appella poi al senso di responsabilità dei cacciatori e chiede loro di denunciare chi infrange le regole.
Davvero commovente!
Dimentica che il suo partito ha ripetutamente inserito fra gli uccelli cacciabili alcune specie protette dalle Direttive Comunitarie e dalla Convenzione di Berna sulla tutela della biodiversità: la Pispola, il Fringuello, la Peppola, lo Storno, il Prispolone ed il Frosone, specie tutelate dal 1982!
E tutto questo nonostante la Corte di Giustizia Europea il 15 luglio scorso abbia condannato l’Italia a pesanti sanzioni perché tramite le regioni consente la caccia in deroga ad uccelli protetti (Causa C-573/08) e sia attualmente in corso un processo contro l’Italia perché la legge sulle deroghe del Veneto viola la Direttiva Comunitaria “Uccelli” (Procedura di infrazione U.E. 4924/04 e Causa C-164/09).
Ma, dulcis in fundo, l’ assessore Venturi ci spiega che: “La Provincia, purtroppo, ha competenza solo sui controlli e sulle misure di contenimento di specie nocive come le nutrie e i cinghiali e in questo ambito i cacciatori prestano un servizio davvero utile”, facendo finta di non sapere che le nutrie (Myocastor coypus, detta anche comunemente castorino) sono state inserite nel nostro territorio da allevatori veronesi senza scrupoli che negli anni ‘70 hanno fatto affari d’ oro con il commercio delle loro pelli e che i cinghiali sono stati importati recentemente nella nostra provincia dai cacciatori veronesi con lo scopo evidente di prenderli a fucilate.
Ricordiamo tutti molto bene la sceneggiata estiva di Tosi, presidente appunto di Federcaccia, che prometteva l’ abbattimento dei cinghiali che danneggiavano le colture. Non era più giusto denunciare i responsabili della illecita introduzione e sopratutto far loro pagare i danni, come ha fatto un suo collega sindaco in Trentino?
Speriamo almeno che agli altri 898.500 veronesi sparsi per la provincia, che rischiano ogni giorno di venire impallinati insieme a cinghiali e frosoni, aumenti la rotazione dei così detti!

A ti, cassador
(bauco distrutor)
-
Dise i me amighi svedesi
s-cierè co i oséi indifesi:
“Ma se pol rivàr a tanto,
a copàr i oséi da canto?”
—
Devo alora justificarme:
i saria li’ a imbalinarme!
Eco do rime par la rassa
che ghe piase nar a cassa.
—
Nel çiel svola maraveje
che piaser ne dà el canto!
Gnan’Orfeo podea tanto
o’l da Vinsi co le so idee.
—
Arda su le stele filanti
che j’è ciuìn e siprioto:
pol scordarse anca Gioto,
de colori cussì brilanti.
—
Ti, cassador co’l s-ciòpo,
lassa star quel fringuél
e sbàra invésse al to osél
cussi’ molo e mezo falopo.
—
Basta solo che du balini
par proar quanto fa male
restar de boto sensa bale
e no podér far più butìni!
—
Ti, cassador co’l s-ciòpo,
tordo (!), a cassa de sfroso
te centri l’amigo sul proso!
Se te ciapo, mi te s-ciòpo!
-
proso = dial deretano
Gino Finco-Moscardo, 30/1/2003
Pigozzo
Il 10 settembre scorso il consiglio regionale della Lombardia, ha impedito l’approvazione della caccia in deroga che puntualmente veniva rinnovata da dieci anni. Ciò è stato possibile solo perchè lo scrutinio è stato segreto, approvando con libertà di coscienza (39 favorevoli, 24 contrari) una pregiudiziale delle opposizioni. Agli amministratori Veneti ricorderei che in occasione dei passati referendum abrogativi in materia venatoria, la nostra regione è stata l’unica a superare il quorum del 50%: Se non fosse quindi per quell’unità d’Italia che da fastidio, il Popolo Veneto avrebbe già cancellato questa pratica da anni. Il sondaggio Ipsos su “Le opinioni degli italiani sulla caccia” non lascia dubbi: il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). Ora mi chiedo se alle pressioni dei nostri cacciatori si siano aggiunte quelle dei Lumbard, così che nella logica di una padania unita questi ultimi possano consolarsi con una gita a poco meno di un’ora di macchina per una consolatoria battuta di caccia nelle Serenissime terre.
GRAN IGNORANTE, PORO CAN, QUELLO CHE SCRIVE…. IL VENETO NON è SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE, IN QUANTO LA LEGGE ERA PERFETTAMENTE IN REGOLA.MA IO MI CHIEDO, X COSA ROMPETE TANTO I COGLIONI A CHI VUOLE ESERCITARE UNA PASSIONE, FORSE NELLA VOSTRA VUOTA VITA NON AVETE NIENT’ALTRO DA FARE? GIA…898.500 VERONESI RISCHIANO DI VENIRE IMPALLINATI?? LA TERZA GUERRA MONDIALE PRATICAMENTE… PERCHè NESSUNO SCRIVE MAI CHE CI SONO DELLE REGOLE ANCHE NELL’ATTIVITà VENATORIA? MINIMO 150METRI DI DISTANZA DA CASE E STRADE, FATE IL CONTO DI QUANTO SPAZIO RIMANE AL CACCIATORE! IGNORANTI CHE NON SIETE ALTRO. FATE QUALCOSA DI UTILE PER LA SOCIETà, CHE è MEGLIO PER TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si da’ il caso che tutti noi della redazione di Veramente.org svolgiamo dei lavori professionalmente piuttosto impegnativi, che ci tengono impegnati bel oltre le otto ore quotidiane. Questo ci porta ad affrontare anche il lavoro di redazione con una certa serietà e a verificare puntualmente le informazioni che diamo. Se anche lei vuole verificare le informazioni relative alle sanzioni della UE in materia di caccia, lo può fare sia presso il sito della Comunità Europea http://europa.eu/geninfo/query/resultaction.jsp?page=1 sia presso il sito della LAC http://www.abolizionecaccia.it/notizie/unione-europea/ . Se invece ci teneva a mettere in evidenza il livello medio di civiltà dei cacciatori, allora ci è riuscito perfettamente.
31 morti e 65 feriti nella stagione 2008-2009, 2 morti e un ferito grave solo nella giornata di ieri. Non c’ è che dire, davvero una sana passione!
Il nomignolo di “Marmotto” probabilmente se lo porta dietro dai tempi delle elementari. Vista la sua prosa direi che si tratta di una considerazione fatta dall’insegnante per indicare che, fin d’allora, era un pò duro a capire le cose……
Signor Marmotto…cosa diceva a proposito?
http://www.larena.it/stories/Home/188736_spara_alla_lepre_centra_lamico_muore_operaio_di_s._ambrogio/
E quando poi invece di usare pallini o pallettoni si usano proiettili, come nella caccia al cinghiale, cosa succede?
…Il sacerdote, a quanto si è saputo, aveva organizzato un Raid Goum (i Goum sono gruppi di fedeli laici che durante i periodi di vacanza svolgono settimane di cammino, preghiera e digiuno all’aria aperta, accompagnati da sacerdoti). Don Francesco Cassol era a capo di una ventina di giovani con i quali dormiva nei sacchi a pelo nelle campagne di quello che gli stessi partecipanti, definiscono il “deserto pugliese”. Stando ai primi accertamenti degli investigatori, il prete è stato raggiunto da un unico colpo d’arma da fuoco, sparato da una distanza probabile di 20 metri da un fucile automatico da guerra del tipo 7,62 ‘Nato’…
La RepubblicaBari 4 ott 2010.
Perfettamente d’accordo con Gino. Questi qua (Tosi e Venturi) esultano per l’apertura della caccia al cinghiale (a proposito, le prossime designate a finire nel mirino sembrano essere le Marmotte, vedi L’Arena di ieri 4/10/2010. Quindi, Marmotto, armati di corazza!!) Salvo poi annunciare giri di vite (L’Arena sempre del 4/10/2010), dopo le malefatte dei loro amici cacciatori. Non voglio pensare a cosa succederà passando dai pallini per il leoro alle micidiali supposte per il cinghiale.
BRENTONICO 11.10.2010. Un tragico incidente di caccia. Una scivolata sul prato bagnato, il cane della doppietta che scatta. Graziano Tardivo, 41 anni, contitolare della Floragest ha trovato la morte per un colpo partito per caso dal suo fucile mentre andava a caccia con i suoi due setter.
COMELICO SUPERIORE (Belluno) – Un cacciatore di 50 anni di Comelico Superiore è morto oggi per le conseguenze di un incidente avvenuto durante una battuta di caccia al camoscio. Il fatto è accaduto nella frazione di Padola. Secondo quanto si è appreso, l’uomo, uscito con altri due conoscenti, si sarebbe trovato sulla traiettoria del secondo colpo sparato da uno dei compagni nella direzione del’animale fatto fuggire dalla prima esplosione. Il decesso è stato istantaneo. Sul posto hanno operato i carabinieri e la polizia provinciale. (Ansa)
20 ottobre 2010
L’Arena,Venerdì 22 Ottobre 2010. BONAVIGO. Il grave infortunio è accaduto ieri mattina nelle campagne di via Saletto ad un 64enne residente a Lonigo.Gli partono due colpi, cacciatore perde un dito. All’uomo è scivolato il fucile dopo aver sparato in aria e sono esplose due cartucce che l’hanno ferito alla mano.
LA NAZIONE – Pistoia, 24 ottobre 2010 – GRAVE incidente di caccia: M.S., di 65 anni, residente a Pistoia, è rimasto ferito all’occhio sinistro durante una battuta che si stava svolgendo a Marina di Castagneto, in provincia di Livorno. Le indagini del commissariato di Cecina in collaborazione con la squadra mobile di Livorno stanno proseguendo per identificare il cacciatore che ha ferito il pensionato pistoiese e che dopo averlo ferito ha anche omesso di soccorrrerlo.
Su questo sito tutti gli incidenti di caccia della stagione 2010/2011:
http://www.abolizionecaccia.it/index.php?id=20
AREZZO – Un cercatore di funghi di 47 anni è stato ucciso per errore da un colpo di fucile esploso da un cacciatore. La vittima, sposato con due figli, si trovava nei boschi di San Fabiano e San Polo, nell’aretino: intorno alle 8 è stato raggiunto da una sventagliata di pallini.
La Repubblica 14.11.2010