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L’archivione per mese

La TAV sui carri

Il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro scherza su date e numeri della TAV, evidentemente travolto dal clima carnevalesco. Speriamo che mercoledì prossimo, alla festa della Renga, il sottosegretario rinsavisca e detti date e numeri giusti: 7 anni e 4 mesi di tempo con un costo previsto di 4 miliardi per il tratto Brescia-Verona.
Siamo in pieno carnevale e l’altro giorno in fiera c’è stata una grande carnevalata con protagonista non il Papà del gnoco ma il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro, che si è divertito a scherzare con chi lo ascoltava e con gli organi di informazione presenti.
Per dire così tante cose sbagliate in un colpo solo, il sottosegretario si è evidentemente fatto trasportare dal clima carnevalesco.
Ha sicuramente scherzato quando ha detto che i lavori si potrebbero finire in 36 mesi, visto che è una libera diminuzione dei tempi previsti nella valutazione di impatto ambientale, approvata dalla commissione ministeriale, dove il cronoprogramma (già molto ottimistico) prevede una durata di 89 mesi ovvero 7 anni e 4 mesi.
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Inoltre, come evidenziato nel rapporto preparato dal consiglio superiore dei lavori pubblici lo scorso dicembre, il progetto definitivo della linea presenta gravi carenze progettuali e “si basa sulla normativa tecnica risalente al 1988 e superata fin dal 2005” ed il progetto “deve essere rivisto, modificato e integrato/adeguato nel rispetto delle aggiornate e vigenti nuove norme tecniche per le costruzioni”.
Quindi, se non fossimo a carnevale, il governo dovrebbe preoccuparsi di far rispettare anche ai progettisti del TAV le norme che tutti i normali cittadini devono rispettare quando devono costruire qualcosa. Così si eviterebbero rischi inutili a chi ipoteticamente dovrà realizzare l’ opera ed a chi (teoricamente) dovrà utilizzarla in futuro.
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Altro scherzo è quello relativo al costo dell’ opera, che, secondo il sottosegretario, è di solo 1,5 miliardi di euro. Il rappresentante del governo dovrebbe sapere che nel SILOS, (Sistema Informativo Legge Opere Strategiche) della camera dei deputati raggiungibile all’ indirizzo http://silos.infrastrutturestrategiche.it/opere/opere.aspx#moveHere,
è riportato il costo della linea TAV Brescia-Verona, che è di 3,954 miliardi di euro con disponibili solo 2,268 miliardi e con la necessità di trovare altri 1,686 miliardi di euro.
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Se anche il CIPE desse il via libera il mese prossimo, il progetto dovrà passare l’ esame della corte dei conti e poi dovrà essere redatto il progetto esecutivo, quindi tecnicamente i lavori non potrebbero iniziare comunque prima di un anno senza dimenticare il ricorso presentato al TAR del Lazio da una sessantina di ricorrenti, che evidenziava le innumerevoli carenze presenti nel progetto e che è stato discusso nell’ udienza del 9 gennaio e di cui siamo in attesa della sentenza.
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L’ ultima chicca è che il TAV ora serve per collegare Verona a Torino quando fino a ieri ce lo hanno venduto come un’ irrinunciabile progetto europeo che dovrebbe collegare Lisbona a Kiev ed ora diventa un collegamento metropolitano tra due città a circa 300 km di distanza… dimenticando di ricordare che questo corridoio da Padova a Trieste prevede il potenziamento della linea esistente e non la costruzione di nuovi binari e che per oltre il confine italiano non è previsto niente neanche un collegamento ferroviario “tradizionale”.
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Quindi invitiamo il sottosegretario alla festa della Renga la prossima settimana, così il carnevale sarà finito e potrà finalmente dirci la verità su un’ opera inutile, costosa e devastante per l’ ambiente, che serve solo a chi la progetta e la costruisce, ma che viene pagata a carissimo prezzo (80 milioni di euro al chilometro) da tutti.

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