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I venti giorni che sconvolsero Nutrilandia - Cap. 3

 
Venti giorni che sconvolsero 3318

Il fogliettone di Veramente.org - Prosegue l'indagine dell'ing. Nutrielli, un tipo tosto, che non ama fermarsi alle apparenze. Nel problema dell'alluvione pare sia implicato l'uomo. Ultimo capitolo!

Riassunto del Capitolo 1 e del Capitolo 2: l'ing. Nutrielli deve indagare sulle cause dell'alluvione a Nutrilandia. Posa gli occhi su un problema sottovalutato: il genere umano.

L'Ingegner Nutrielli si sarebbe potuto fermare ai soliti stereotipi sulle nutrie. Grosso sviluppo demografico, parallelamente un'enorme incremento dell'edilizia residenziale, bla bla bla. Vabbè, c'era qualcuno, come il noto assessore Nutriorsi della Lega della Nutrianord, che si era sparato un ingresso a doppia canna alla propria tana. Ma questi erano eccessi, per lo più isolati.

Il fiuto dell'Ingegnere lo portò tuttavia su un'altra sorprendente strada. A differenza della moltitudine dei suoi colleghi, il suo metodo di indagine era olistico e questo fatto lo mise in contatto con gli equivalenti degli antropologi per la razza umana: i nutripologi.

I nutripologi si imbatterono in una scoperta fondamentale: il mito fondante di Nutria. C'erano storie ancestrali tramandate di padre in figlio di un lungo viaggio sull'acqua, più lungo delle sole forze permesse dal dio Nutria. Il lungo viaggio era stato seguito da un altrettanto lungo periodo in prigionia, in terribili campi di concentramento. Nutrielli si stava rendendo conto di quanto assomigliasse la storia di Nutria alla storia della popolazione di colore nero della razza umana! Poi c'era stata l'agognata libertà. Nutrielli voleva vederci chiaro in tutti e tre gli episodi mitici.

La prima sorpresa: il lungo viaggio era avvenuto realmente; Nutria proveniva da una Terra sconosciuta al di là dell'Oceano. Cioè nella terra promessa di Nutrilandia, le nutrie c'entravano come i cavoli a merenda.

L'Ingegnere capì anche il mito del Giaguaro, che non ebbe mai occasione di vedere a Nutrilandia.

La prigionia era dovuta al fatto che l'Uomo, orribile!, usava le pelli di Nutria come pelliccia per i propri membri di sesso femminile. Quanto odiava l'Uomo, adesso, Nutrielli!

Tuttavia l'Ingegnere mise un freno alle emozioni e continuò imperterrito nella ricerca delle verità, che si rivelò amara e terribile allo stesso tempo. Dimenticata presto la persecuzione, la libertà obnubilò la mente del glorioso popolo delle Nutrie. Si dimenticarono da dove provenivano e soprattutto si dimenticarono chi fossero. Un tipico caso si sdoppiamento collettivo della personalità, da manuale della nutrianalisi!

Le nutrie si adattarono ciecamente all'Uomo: ecco l'errore fondamentale. Così costruirono edilizia popolare lungo gli argini dei fiumi; manufatti che mai erano esistiti, se non negli ultimi secoli dell'epopea umana. Costruirono anche lungo i fossi e canali, anch'essi mai esistiti. Edilizia residenziale ai bordi dei campi agricoli: cose da pazzi!

In poche parole, si fidarono ciecamente di quello che era stato un tempo il loro acerrimo nemico:l'Uomo.

E con esso, abbandonando la natura e l'istinto animale, avrebbero condiviso il triste destino di catastrofi che attendeva sicuramente l'Uomo in futuro. Visto in che condizioni aveva conciato i suoi bacini idrografici!

Questa era la verità a cui era giunto Nutrielli.

Ma per sfortuna di Nutrilandia, lo studio redatto dall'Ingegnere non vide mai la luce. Infatti egli fu assassinato il giorno prima della pubblicazione, nell'ambito del programma di sterminio attuato dalla provincia di Nutrirona. Gli assassini, comunque, non riuscirono mai a ritrovare il dossier.

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Redatore: Michele Dall'O'

Ciao Andrea.

Proprio quello che hai detto tu. Mi sono espresso forse male. Corretto sarebbe stato dire:

" un gran quantitativo d'acqua era stata spostata dalla falda alla superficie"

Infatti se si fa l'analogia tra idraulica e elettrotecnica, si può dire che asfaltare e cementificare significa mettere una Resistenza infinita tra superficie e falda. Ciò vuol dire che l'acqua non va più in profondità ma scorre sul terreno. Lo stesso discorso vale se si cambiano le superfici agricole in maniera tale che siano lavorate da mezzi pesanti. Come è successo coi vigneti in collina. Ho dedicato qualche anno di studio a questi fenomeni quando ho frequentato degli istituti di ecologia universitari nel nord Europa.

Ciao
Utente: Andreataddei

Non capisco un passaggio. Se il terreno diventa impermeabile

l'acqua non può più disperdersi nel terreno e quindi allaga il territorio

circostante

Cosa vuoi dire quando dici " un gran quantitativo d'acqua era stata spostata

dalla falda al terreno "?

P.S.

Oggi una signora mi ha confermato che " è tutta colpa delle nutrie "

Ciao
Redatore: Michele Dall'O'

Giancarlo, se clicchi a sinistra il menù "il foglliettone" dentro il menù "Categorie", trovi tutte e tre le puntate.

Michele
Utente: Giancarlo Sardini

Interessante e originale. Ho perso le parti precedenti e il mio giudizio può essere parziale.Credo che rimpolpato un po' potrebbe essere di grande valore non solo simbolico ma anche per ricordare che spesso tagliamo il ramo su cui siamo seduti.
Redatore: Mario Spezia

Geniale! I professori dovrebbero utilizzarlo durante le lezioni come esempio di analisi critica della realtà....oltre che di feroce satira.