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EFSA ha copiato il dossier MONSANTO

 

EFSA, Autorità Europea per la sicurezza alimentare, ha presentato alla Commissione Europea una relazione in parte copiata dal dossier predisposto da MONSANTO, la multinazionale che produce appunto il Glifosato e che è attualmente controllata dal gruppo tedesco BAYER.

Alcuni giornali europei hanno smascherato la relazione copia-incolla presentata da EFSA alla Commissione Europea, che ha proposto agli stati membri di rinnovare l’autorizzazione dell’erbicida glifosato per altri dieci anni, fino al 15 dicembre 2027.
Il commissario alla Salute e alla Sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha affermato che "la Commissione non ha alcuna intenzione di riapprovare questa sostanza senza il sostegno di una maggioranza qualificata degli Stati membri. Questa è e rimarrà una responsabilità condivisa". Una maggioranza qualificata per una proposta significa che almeno 16 dei 28 Stati membri devono votare a favore e il sostegno deve provenire da paesi che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'Ue.

Questa maggioranza qualificata, a favore o contro, è mancata quando il 30 giugno 2016 è scaduta la precedente autorizzazione al glifosato e la Commissione UE è stata costretta ad assumersi la responsabilità di una proroga di 18 mesi, in attesa del parere dell'ECHA, a fronte della disputa scientifica sul livello di cancerogenicità di questo erbicida tra l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Organizzazione mondiale della sanità e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). La proposta di proroga di 18 mesi aveva visto venti paesi a favore, Francia e Malta contro, mentre si erano astenuti Germania, Italia, Portogallo, Austria, Lussemburgo, Bulgaria e Grecia.

http://www.lastampa.it/2017/09/15/scienza/ambiente/inchiesta/glifosato-la-valutazione-dei-rischi-ue-copiata-dai-documenti-monsanto-SpexAUwAx6B23ei8G70xYL/pagina.html

Le sezioni del rapporto dell'EFSA che riesaminano gli studi sul potenziale impatto del glifosato sulla salute umana sono stati copiati, quasi parola per parola, dal dossier presentato da Monsanto. Sono 100 pagine sulla potenziale genotossicità, la cancerogenicità e la tossicità riproduttiva del pesticida. Parti del rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ha valutato i rischi dell'uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell'autorizzazione di Monsanto.

Monsanto è la società che ha inizialmente sviluppato il glifosato, il principio attivo usato per produrre erbicidi come il Roundup. Una sostanza che vende da decenni, gestendo un mercato mondiale da miliardi di euro. I governi dell'Ue, tra cui l'Italia, e la Commissione europea devono decidere nei prossimi mesi se rinnovare o meno l'autorizzazione per il commercio e l'uso di glifosato, che è in scadenza alla fine di quest'anno. Alla base della decisione ci sarà appunto il rapporto preparato dall'EFSA nell'ottobre 2015, che prende in considerazione criteri quali il possibile impatto sulla salute umana e i rischi ambientali.

Durante l'intero processo di revisione dell'autorizzazione, gli enti responsabili della valutazione dell'EFSA, come l'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR), hanno affermato che la loro opinione è basata esclusivamente sulla propria valutazione obiettiva delle ricerche scientifiche sul glifosato, ma qualcosa non torna.

Confrontando la richiesta di rinnovo dell'autorizzazione che Monsanto aveva presentato nel maggio 2012 per conto della Glyphosate Task Force, un consorzio di oltre 20 aziende che commercializzano prodotti a base di glifosato in Europa, e la relazione dell'EFSA si nota chiaramente che la realtà è ben diversa. Entrambi i documenti sono accessibili online, ma finora nessuno aveva pensato di esaminarli con più attenzione e confrontarli. I documenti sembrano confermare che il BfR e di conseguenza l'EFSA non hanno condotto nessuna revisione indipendente degli studi scientifici sui potenziali impatti del glifosato sulla salute umana, prendendo per buona la valutazione fornita dall'azienda produttrice.

Dopo la pubblicazione dei "Monsanto Papers", il confronto tra i due documenti getta ulteriore incertezza sull'obiettività della valutazione presentata dall'EFSA, sulla quale i rappresentanti politici degli Stati membri sono chiamati ad esprimersi entro la fine 2017. Su un piatto della bilancia il diritto a procedere per Monsanto e per i produttori di glifosato, sull'altro un legittimo dubbio.

http://www.lefigaro.fr/sciences/2017/09/15/01008-20170915ARTFIG00265-l-europe-s-inspire-de-monsanto-pour-etudier-l-impact-du-glyphosate.php

L'Europe s'inspire de Monsanto pour étudier l'impact du glyphosate . . .
Traduzione:
L'Europa si ispira a Monsanto per studiare l'impatto del Glifosato .
L'Agenzia Europea della Sicurezza Alimentare ha copiato 100 pagine di un rapporto farmaceutico americano controllato dal gruppo tedesco Bayer, per valutare un erbicida molto contestato. Ancora una polemica che l'Europa avrebbe potuto risparmiarsi. Intanto che un gruppo di esperti dell'Unione Europea deve decidere entro ottobre se rinnovare oppure no l'autorizzazione per il Glifosato, un principio attivo utilizzato nel diserbante RoundUp della Monsanto-Bayer, l'Agenzia Europea sulla sicurezza alimentare è accusata di aver copiato 100 pagine da uno studio tedesco nel suo dossier di valutazione del 2015.

Secondo i quotidiani The Guardian e La Stampa, che hanno rivelato questa curiosità, anche se si tratta di un centinaio di pagine su un documento che ha 4300 pagine, il copia-incollla riguarda le parti più controverse, che sono state al centro del dibattito negli ultimi mesi, specialmente in relazione alla genotossicità, al rischio cancerogeno e a quello di tossicità per la riproduzione. Il rapporto di EFSA avrebbe dunque ripreso degli studi scientifici sulla salute umana selezionati da Monsanto all'interno del suo rapporto e avrebbe omesso due studi in contrasto con le tesi di Monsanto.

Recentemente EFSA si era difesa facendo notare che solo 2 articoli su 700 avevano contestato la sua relazione. Resta il fatto che nel 2015 un gruppo di lavoro internazionale con 17 esperti provenienti da 11 paesi del CIRC (Centro internazionale di ricerca sul cancro) ha classificato il Glifosato come probabile cancerogeno per l'uomo dopo aver constatato dei rischi di lymphoma di Hodgkinien per l'uomo e una probabile genotossicità (vale a dire lesioni cromosomiche e sul DNA di mammiferi, comprese le cellule umane).

In attesa del voto, che dovrà avvenire prima della fine dell'anno, la Francia ha intenzione di votare contro il rinnovo per 10 anni del Glifosato, in ragione soprattutto del principio di precauzione. Una maggioranza qualificata è necessaria per prolungare il diritto di utilizzazione dell'erbicida, vale a dire il voto di almeno 16 paesi, che rappresentino circa i 2/3 della popolazione della UE.

https://ilsalvagente.it/2017/09/20/glifosato-laustria-alla-ue-vogliamo-la-verita-sul-plagio-efsa-monsanto/

Prima si faccia chiarezza sull'Efsa-gate e poi si voti sul rinnovo, per altri 10 anni, della licenza per l'uso del glifosato. È questa la posizione espressa dal governo austriaco che chiede alla Commissione europea di aprire un'indagine ufficiale sul presunto plagio operato dall'Efsa, l'Autorità per la sicurezza alimentare, nella valutazione di rischio del glifosato: nell'assolvere il principio attivo alla base dell'erbicida più usato al mondo, il RoundUp della Monsanto, l'Efsa avrebbe copiato e incollato nel suo rapporto decine e decine di pagine direttamente dalla documentazione della Monsanto, interessata a dimostrare che il glifosato non crea il cancro come accertato scientificamente dalla Iarc.

"Senza la piena verità nessun voto" Se il plagio è avvenuto la cosa sarebbe gravissima, se si pensa che è proprio sulla base dell'ok dell'Efsa la Commissione europea si è persuasa di rinnovare per altri 10 anni l'uso del glifosato. In Austria l'Autorità per la sicurezza alimentare (Ages), supportata dal governo di Vienna, ha chiesto formalmente alla Ue di fare piena luce. "L'Ages – ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura austriaco Andrä Rupprechter – ha chiesto alla Commissione di aprire un'indagine completa, e finché non lo farà, comunque non ci sarà decisione di votare per il rinnovo".

Ecco di seguito tutte le parti che Efsa avrebbe copiato-incollato dalla documentazione presentata dalla Monsanto per perorare la causa del rinnovo e che sono finite nel report col quale l'Autorità per la sicurezza alimentare ha dichiarato, contrariamente a quanto sostenuto dalla Iarc, l'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'Oms, che il glifosato non è pericoloso per l'uomo. Le indicazioni che seguono sono state ricostruite dal partito dei Verdi in Germania. Per chi volesse approfondire ci sono i link ai "passaggi" incriminati che sono evidenziati nel testo. Il testo contrassegnato in arancione viene revocato dalla domanda di rinnovo della licenza di glifosato.

Volume 3, Section B.6.5.3 Published data (carcinogenicity) https://www.gruene-bundestag.de/fileadmin/media/gruenebundestag_de/themen_az/agrar/RAR_Vol_3_Carcinogenicity_B.6.5.3_Published_data_marked_image_-_Copy.pdf
Volume 3, Section B.6.4.8 Published data (genotoxicity) https://www.gruene-bundestag.de/fileadmin/media/gruenebundestag_de/themen_az/agrar/RAR_Vol_3_Genotoxicity_B.6.4.8_Published_Data_marked_image_-_Copy.pdf
Volume 3, Section B.6.6.12 Published_data (reproductive toxicity) https://www.gruene-bundestag.de/fileadmin/media/gruenebundestag_de/themen_az/agrar/RAR_Vol_3_Reprotox_B.6.6.12_Published_data_marked_image_-_Copy.pdf

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Utente: Mario

Commissione Ambiente vota contro il Glifosato.

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo chiede con una maggioranza schiacciante che il glifosato venga definitivamente eliminato dopo un periodo di tre anni per permettere l'eliminazione delle scorte. Si pronuncia quindi contro la proposta della Commissione Europea che ha più volte sottolineato la sua intenzione di prorogare per 10 anni l'utilizzo dell'erbicida che provoca danni all'ambiente e alla salute umana ed è sospettato di cancerogenicità.
Il voto della Commissione Ambiente dell'Europarlamento disegna una situazione in cui la maggioranza degli eletti è fortemente sensibile al tema: 39 deputati di tutti i Paesi Ue hanno votato a favore della risoluzione che chiede l'eliminazione del glifosato, a fronte di 9 contrari e 10 astenuti.
Utente: Mario

Parlamento UE mette al bando Monsanto

Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. L'azienda produttrice del RoundUp ha rifiutato di partecipare alle audizioni su "I Monsanto Papers e il glifosato", organizzate dalle commissioni ambiente e agricoltura per l'11 ottobre, in merito alle accuse secondo cui Monsanto, produttrice del RoundUp, avrebbe indebitamente influenzato le decisioni delle autorità regolatorie sui rischi dell'erbicida glifosato.

In una lettera inviata alla conferenza dei presidenti dei gruppi del Parlamento europeo, Monsanto afferma che l'audizione organizzata dalle due commissioni parlamentari "non è un forum appropriato" dove affrontare queste questioni. Infatti, l'audizione, a cui parteciperanno anche accademici, autorità regolatorie e ong, "potrebbe essere vista come l'ultimo tentativo, da parte di coloro che si oppongono alle pratiche agricole moderne, di influenzare e frustrare il processo scientifico e regolatorio dell'Ue, per seguire la loro agenda".

Il vice-presidente di Monsanto, Philip Miller, scrive: "Abbiamo osservato con crescente allarme la politicizzazione delle procedure Ue sul rinnovo dell'autorizzazione al glifosato, una procedura che dovrebbe essere scientifica ma che per molti aspetti è stata monopolizzata dal populismo".

Intanto, questa settimana ci sarà una prima riunione dei rappresentanti degli Stati Ue, che dovranno esprimersi sulla proposta della Commissione europea di rinnovare l'autorizzazione al glifosato per un periodo di 10 anni. La Francia ha già annunciato che voterà contro e questo potrebbe rendere difficile il raggiungimento della maggioranza qualificata di almeno 16 Stati membri (in rappresentanza di almeno il 65% della popolazione Ue) senza la quale la Commissione non intende procedere, anche potendolo fare.

http://www.ilfattoalimentare.it/parlamento-europeo-monsanto-lobbisti.html