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Il Nuovo Museo di Scienze Naturali di Verona

 

Per realizzare grandi progetti servono cultura, coraggio, lungimiranza.

Ci sarebbe bisogno di un salto di qualità, ma questa amministrazione non sembra in grado di andare oltre l’ordinaria amministrazione.
Palazzo Pompei fu fatto costruire fra il 1535 e il 1540 dalla famiglia Lavezzola, che affidò all'architetto Michele Sanmicheli l'incarico di progettare e dirigere i lavori. Nel 1579 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Pompei, che ne fece la propria residenza signorile fino a quando, con l'estinguersi della casata, fu donato nel 1833 dai proprietari al Comune di Verona, che negli anni successivi acquisì anche palazzo Carlotti e alcuni edifici adiacenti. Fra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 gli spazi dei vari palazzi vennero ristrutturati allo scopo di ottenere la sede del Museo Civico di Storia Naturale della città di Verona.

"Nelle ampie stanze del palazzo trovano oggi posto sedici sale espositive, la biblioteca, i laboratori, i depositi delle collezioni e gli uffici del Museo. Il Museo civico di Storia Naturale dì Verona ospita le sezioni scientifiche dedicate allo studio di minerali e rocce, paleontologia e zoologia. Le sezioni di preistoria e botanica sono ospitate nella Palazzina Comando dell'Arsenale Austriaco di Verona".
http://www.museostorianaturaleverona.it/nqcontent.cfm?a_id=43502&tt=museo

Negli ultimi 20 anni si è ragionato molto sul futuro del Museo, dati anche i limiti oggettivi degli spazi espositivi, che hanno tra l'altro costretto la direzione del museo a spostare alcune sezioni presso la sede dell'ex Arsenale austriaco.

Nei primi anni 2000 in sindaco Paolo Zanotto indisse una Gara internazionale di progettazione del Nuovo Polo Culturale "Arsenale 2000: città della Natura e della Musica". La gara fu vinta da un architetto di fama internazionale, David Chipperfield, che aveva ideato un percorso museale innovativo all'interno dell'ex Arsenale. Il progetto, a causa della mancanza dei fondi necessari e della progressiva perdita di interesse da parte delle successive amministrazioni, non venne mai realizzato. Cionondimeno le idee innovative presenti nel progetto di Chipperfield sono chiaramente individuabili nella realizzazione del MUSE di Trento ad opera di Renzo Piano.

20 anni fa eravamo all'avanguardia
in Europa, oggi siamo un fanalino di coda quasi spento. Purtroppo per realizzare grandi progetti servono cultura, coraggio e lungimiranza, doti che a Verona ultimamente sembrano scarseggiare, se dobbiamo giudicare dai risultati.

Eppure è evidente che il Museo Civico di Scienze Naturali di Verona ha bisogno di essere rinnovato dalle fondamenta. Lo dimostrano le vicende recenti, i vari tentativi di riprogettarlo e gli esempi realizzati a Trento e Bolzano, per non andare troppo lontano. Negli ultimi 20 anni è cambiato totalmente l'approccio alle scienze. La tecnologia e i sistemi di comunicazione hanno fatto passi da gigante, le esposizioni possono avvalersi di strumenti un tempo inimmaginabili, la didattica è cambiata radicalmente e può avvalersi di strumenti nuovi con i quali i giovani amano interagire.

http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/8171/850821-1194674.pdf?sequence=2

C'è anche un fattore economico di non secondaria importanza. Verona ha una vocazione spiccatamente turistica e il turismo attuale ha una grande fame di Natura e di Scienza.

Il Muse è diventato uno dei poli attrattivi più importanti per Trento e per il Trentino.
"Un milione di visitatori che, in soli 21 mesi dall'inaugurazione del museo, hanno varcato la sua soglia, un milione di persone che soprattutto nei weekend e sfruttando i ponti festivi, e mantenendo un flusso costante nel corso della settimana, hanno avuto modo di visitare gli spazi progettati da Renzo Piano e di non mancare l'appuntamento con un'incursione in città e sul territorio. Un trend più che positivo che conferma la grande capacità attrattiva del museo e delle sue proposte culturali, nei confronti della comunità locale, ma anche e soprattutto degli escursionisti e dei turisti. Altro importante dato quello della didattica, che ha mobilitato a oggi più di 450.000 studenti e docenti".
https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/MUSE-21-MESI-E-1-MILIONE-DI-BIGLIETTI-STACCATI

L'Ars District di Sboarina sa molto di melina e di temporeggiamento. Spostare l'Accademia di Belle Arti da palazzo Montanari all'Arsenale costerà un sacco di soldi e farà perdere tutti i milioni investiti negli ultimi anni per l'adeguamento della sede attuale. "Un nuovo polo dell'innovazione tecnologica, alimentare e artistica" non vuol dire niente, è solo polvere gettata negli occhi dei veronesi più distratti.

Ci sarebbe bisogno di un salto di qualità, ma questa amministrazione non sembra in grado di andare oltre l'ordinaria amministrazione.

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