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La logica incongruente di Angelo Cresco

 

Il presidente di AGS si propone come paladino del Garda quando in realtà è uno dei maggiori responsabili delle pessime condizioni ecologiche del lago.

I trentini hanno fatto l'unica cosa che si poteva fare per salvare la Val d'Adige e Verona dagli allagamenti. I problemi veri del Lago di Garda sono di ben altra portata.
La logica di Cresco, alla luce delle sue ormai quotidiane esternazioni, si basa su alcuni postulati elementari:
1) L'industria turistica viene prima di tutto e qualsiasi progetto o azione di AGS deve tendere al suo incremento/sviluppo,
2) I rifiuti dell'industria turistica del Garda vanno smaltiti fuori dal bacino del Garda: le acque reflue nel Mincio e nel Chiese, i fanghi e i rifiuti solidi in discariche lontane dal lago.
3) Le acque del lago di Garda godono di ottima salute. Eventuali criticità, se confermate, vanno spiegate con comportamenti scorretti dei trentini o dei bresciani.
4) E' preferibile che sia AGS ad occuparsi di tutto: dalla gestione delle acque al collettore e al depuratore, dalla promozione turistica alle piste ciclabili, con qualche sconfinamento nella pianificazione urbanistica.
5) La collaborazione con Legambiente è sufficiente a dare una connotazione ecologica ad AGS.

E' noto che le precarie condizioni ecologiche del lago di Garda dipendono da diverse concause:

- interventi realizzati a monte, a valle e all'interno del bacino lacustre;
- scarichi del settore primario e secondario (agricoltura e industria);
- scarichi civili: abitazioni, alberghi, campeggi, ecc.
- eccessiva pressione antropica con tutte le conseguenze che ne derivano.

Abbiamo elencato nel precedente articolo i più importanti interventi realizzati dentro e intorno al bacino del Garda negli ultimi 100 anni.
Sull'inquinamento prodotto dall'industria è interessante leggere questa intervista a Marino Ruzzenenti.
Sull'inquinamento prodotto dall'agricoltura vanno ricordate le conclusioni di "European Lakes Under Environmental Stressors" riportate in questo articolo.
In quest'altro articolo abbiamo analizzato l'impatto umano sul delicato equilibrio ecologico del lago.
L'analisi dell'andamento delle specie ittiche presenti nel lago ci ha dato ulteriori elementi di comprensione della condizione complessiva del Lago di Garda.

Angelo Cresco è una vecchia volpe
della politica, sa benissimo chi e che cosa paga, sa cosa si deve dire e cosa si deve fare, sopratutto sa che il potere si esercita attraverso la gestione dei finanziamenti: più grandi sono i finanziamenti più potere si esercita.

Tutto questo ha molto a che vedere con la salute del lago, che è così cagionevole proprio a causa dell'imperversare di queste logiche perverse sulle sue rive.

Sembra che Cresco abbia dichiarato di avere "il canneto nel cuore". A parte il fatto che la nostra tradizione iconografica a questo punto richiederebbe il costato del presidente aperto e il cuore sanguinante trafitto dal Phragmites australis, non si capisce perché tutto questo amore si sia recentemente espresso con una lunga colata di calcestruzzo larga m 2,5 (detta anche pista ciclabile) a ridosso del canneto, in zona SIC nel comune di Lazise, con un progetto di AGS, approvato con una dichiarazione di non necessità di VINCA che ha ignorato i più elementari principi di tutela ambientale. Così adesso, oltre alla gettata di calcestruzzo, possiamo godere anche di una illuminazione a giorno e di sfalci periodici delle canne, alla faccia del Sito di Interesse Comunitario, della tutela dei canneti e delle conservazione delle specie ittiche e ornitiche (foto 3).

Il concetto di gestione sostenibile del territorio deve essere sconosciuto al presidente di AGS. Questo concetto prevede una logica opposta a quella normalmente utilizzata da AGS e da Cresco. La relazione conclusiva della Conferenza delle Nazioni Unite (Rio de Janeiro, 1992) ha sancito il diritto degli esseri umani ad una vita salubre e produttiva in armonia con la natura ed il diritto/responsabilità degli Stati a perseguire lo sviluppo senza causare danni all'ambiente. Il rapporto Brundtland (1987) aveva definito lo sviluppo sostenibile come quello "sviluppo capace di soddisfare i bisogni della attuale generazione senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle future generazioni".

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