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Informazione e ambiente veronese

L'Adige non è un canale

 

I fiumi vanno prima studiati e capiti, poi, quando e dove è possibile, anche utilizzati.

3 dighe in 10 km, tale è la distanza fra Arcè e Chievo. Technital vorrebbe costruire una nuova diga ad Arcè e un'altra a Settimo, oltre alla vecchia diga di Chievo. Il tutto all'interno di un Sito di Interesse Comunitario (SIC) che ha il compito di tutelare gli habitat e le specie.
La richiesta di concessione viene da due vecchie conoscenze: Technital Spa e SWS group.
La formula è quella adusa del project financing.

Per Arcè
sono previste 5 paratoie a ventola alloggiate sul fondo finalizzate alla creazione del salto idroelettrico. Sopra verrebbe realizzato un nuovo ponte sostenuto da 9 pile con impalcato costituito da 8 travi prefabbricati. Si prevede una scala di risalita dei pesci su sponda sx e uno scivolo per canoe su sponda dx. La centrale idroelettrica verrebbe realizzata sul lato Bussolengo, in una delle zone con più alta naturalità del fiume Adige (descrizione Technital: "attualmente incolta"). La centrale idroelettrica potrà produrre all'incirca 3 MW di potenza per un totale annuo di circa 21,2 GWh.
Considerate le somme a disposizione per espropri, imprevisti, spese tecniche e IVA al 22%, si raggiunge un totale dell'intervento di 24.460.035,29 €

Per Settimo di Pescantina si prevede una traversa fluviale allestita con n. 5 paratoie a ventola alloggiate sul fondo, a quota del talweg del fiume, finalizzata al sostegno del livello del fiume e alla creazione del salto idroelettrico, un nuovo ponte sostenuto da n. 5 nuove pile in alveo con impalcato costituito da travi prefabbricate ciascuna di luce pari a 18,50 m, una scala di risalita dei pesci in sponda sinistra, uno scivolo per canoe in sponda sinistra.
Considerate le somme a disposizione per espropri, imprevisti, spese tecniche e IVA al 22%, si raggiunge un totale dell'intervento di 23.739.967,56 €
In altre parole la fotocopia della diga di Arcè.

http://old.comune.pescantina.vr.it/it/Servizi/Ambiente/Ponti-diga.html

Che Technital tenti in tutte le maniere di procurarsi qualche lavoro è comprensibile, visti anche i terribili buchi nell'acqua messi a segno negli ultimi anni col Mose, che non sta funzionando, col Traforo delle Torricelle, che non è mai partito e recentemente col nuovo collettore del Lago di Garda, che è stato affidato definitivamente a HMR.
Technital non è una associazione benefica e ovviamente punta a fare profitti, come tutte le ditte di questo mondo. Sappiamo per vicende pregresse che Technital non ha una grande attenzione/interesse per la tutela dell'ambiente. Sappiamo anche che è molto ben ammanicata con i politici locali, soprattutto con quelli che occupano importanti posizioni di potere.

La questione cruciale è esattamente questa:
Chi deciderà se fare oppure non fare queste dighe?
Decideranno i sindaci, i consigli comunali, i cittadini, l'ordine degli ingegneri, l'albo dei geologi, il consorzio di bonifica, la Lega, il fantasma di Renzi oppure il ministro Toninelli in persona?

Facciamo un passo indietro.
Per secoli a gestire il complesso reticolo delle acque venete c'è stato il Magistrato delle acque, un organismo complesso in cui gli "esperti" hanno sempre avuto un ruolo fondamentale. La Repubblica di Venezia lo istituì all'inizio del 1500 e Renzi lo ha soppresso nel 2014 in seguito alle note vicende del Mose. In realtà il passaggio delle consegne dalla vecchia autorità ad una nuova autorità non è mai avvenuto e così attualmente ci ritroviamo privi di una reale autorità di controllo.

Questo vuoto di potere regionale, sommato all'agonia operativa delle provincie, facilita enormemente le manovre di piccolo cabotaggio locale, che di fatto non devono più rispondere a nessuna autorità superiore e, soprattutto, a nessun tipo di supervisione tecnico-ambientale.

Per capirci meglio facciamo un esempio: la progettazione della ciclovia del Garda di fatto è stata demandata ai singoli comuni, i quali non sono tenuti neppure a presentare in Regione una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Finisce che il Comune di Lazise "getta" una colata di calcestruzzo larga m.2,5 a ridosso dei canneti residuali del basso lago, creando di fatto una barriera fra la zona umida e la zona secca con un fortissimo impatto ambientale.
Oppure finisce che il Comune di Limone decide di costruire una pista a sbalzo che, a parte il costo faraonico, ha un livello di rischio elevatissimo e deturpa in maniera irreparabile un ambiente delicatissimo ed irripetibile.

Tornando al nostro fiume, c'è bisogno prima di tutto dello studio del biologo, del geologo, del naturalista, del botanico, del forestale, dell'architetto paesaggista. Bisogna capire in che maniera 3 dighe nell'arco di 10 km. possono incidere sugli equilibri complessivi del fiume. Oltre a questo bisogna tener conto di tutti gli interventi già realizzati in precedenza su questo tratto di fiume: prelievi effettuati con le prese, scarichi derivanti da progni e fognature, possibili o probabili esondazioni, ecc. Va anche tenuto presente che siamo all'interno di un SIC (Sito di Interesse Europeo) ed esattamente nel SIC IT3210043 Fiume Adige tra Belluno Veronese e Verona Ovest.

Chi deve fare questo lavoro?
Di sicuro non la ditta che si propone come progettista o come costruttore e neppure il sindaco o il consiglio comunale. Queste non sono decisioni da prendere "democraticamente". Queste decisioni vanno prese in base a valutazioni molto complesse e vanno prese da un organo tecnico, non politico. Non si decide se inserire o meno un bypass aorto-coronarico "democraticamente". Lo decide un pool di medici in base ad una serie di analisi e di valutazioni specifiche.

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Utente anonimo: Mario Spezia

Osservazioni

L'altra sera sono andato a Bussolengo a sentire l'ing. Venturini di Technital che presentava le dighe di Settimo e Arcè. Venturini è un buon venditore, ha messo in evidenza gli aspetti positivi del prodotto ed ha sorvolato abilmente sugli aspetti negativi.
Salto le amenità e sintetizzo i dati significativi.
Si tratta di un sistema che riunisce nella stessa struttura diga e ponte.
Venturini dice di aver già ottenuto il parere positivo dell'Autorità di Bacino e del servizio ittico della Provincia.
Ha presentato a metà agosto la VIA e la VINCA in Regione, quindi c'è ancora tempo per presentare le osservazioni
Le due dighe creano una barriera alta circa 4 m. utilizzando delle paratoie a settore azionate da pistoni idraulici.
Viene realizzata una base in calcestruzzo larga alcuni metri che attraversa tutto il letto del fiume e che serve per ancorare le paratoie e come fondazione per i piloni del ponte.
L'acqua viene deviata dentro ad un canale che porta l'acqua a 3 turbine che producono elettricità, circa 20 gigaWatt anno. Le turbine sono alloggiate in un manufatto di calcestruzzo profondo circa 10 m, comprendente anche il sistema dei canali di carico e scarico.
Durante l'estate, con una portata di 30/40 mc al sec. funzionerebbe una sola turbina. Per far funzionare le 3 turbine servono almeno 300 mc al sec.
Il rigurgito, cioè l'innalzamento del livello dell'acqua, interessa un tratto di 3,5 km a monte delle dighe, da Settimo a Pescantina e da Arcè a Santa Lucia.
Ovviamente, siccome la portata dell'Adige è sempre quella di prima, aumentando il volume diminuisce in proporzione la velocità.
Sono previsti su entrambe le dighe uno scivolo per le canoe e una scala di risalita per i pesci. Come esempio ha mostrato una foto presa sulla Moldova!!!
Le 2 dighe sono praticamente identiche.

Le mie perplessità a caldo sono queste:
- 3 dighe nell'arco di 10 km mi sembrano una enormità.
- Vengono sommerse per 6/7 km le rive del fiume, con perdita rilevante di biodiversità vegetale e animale. Il letto del fiume resterebbe chiuso fra la strada alzaia sil lato sx e la strada asfaltata sul lato dx orografico.
- Gli habitat attuali, quelli per cui è stato istituito il SIC IT3210043 Fiume Adige tra Belluno Veronese e Verona Ovest, verrebbero completamente stravolti.
- Si creerebbero dei grandi bacini con acqua quasi ferma.
- In caso di piena, come in questi giorni, le paratie, se malfunzionanti (vedi Mose a Venezia progettato sempre da Technital) potrebbero creare degli autentici disastri.
Utente anonimo: Mario

Bocciata la diga sull'Adige tra Terrazzo e Badia Polesine

Venezia - "Non procedibilità dell'istanza presentata dalla società Lagarina Hiydro in quanto inattuabile perché contraria al buon regime delle acque e ad altri interessi generali, quali la gestione del demanio idrico, l'uso potabile della risorsa, nonché agli interessi preordinati di terzi". Pertanto, si rigetta "a tutti gli effetti (...) la domanda presentata dalla società Lagarina Hydro Srl, con sede a Limena (Pd), pervenuta in data 12 gennaio 2015, intesa a ottenere il diritto di derivare dal fiume Adige moduli massimi (...) di acqua pubblica a uso idroelettrico". E' la pietra tombale sul progetto di realizzare una diga sull'Adige.
https://www.rovigooggi.it/articolo/2015-11-09/arriva-anche-l-ufficialita-ciao-ciao-ecomostro/#.W9iFHdVKiM8

https://www.anbiveneto.it/diga-devastante/
Utente anonimo: Mario

Dighe bocciate in Trentino

La Provincia di Trento ha detto un no definitivo alle dighe sul fiume Adige per sfruttarlo a fini idroelettrici. L'ha fatto prima, nell'agosto 2010, archiviando, sulla base di un vincolo assoluto di inedificabilità nell'area interessata, il progetto di Aquafil Power.
E, da ultimo, nei giorni scorsi, respingendo altri due progetti: quello presentato ancora nell'aprile 2008 da Paolo Battocchi per conto di Trentino Servizi spa (oggi Dolomiti Energia Holding spa) e quello presentato nel febbraio 2015 da Marco Meneguzzer per conto della Sepi-Studi esecuzioni progetti ingegneria srl. I progetti di Acquafil Power e Trentino Servizi-De individuavano il punto ideale in cui realizzare la diga di sbarramento in località "Murazzi", nei comuni di Besenello e Nomi. Il problema, che ha sollevato un'autentica sollevazione popolare e istituzionale nei comuni e nelle circoscrizioni interessati (da Besenello ad Aldeno, passando per Nomi, Mattarello e Ravina), è che i progetti avrebbero interessato una larga fetta di territorio a monte dello sbarramento.
http://www.ladige.it/popular/ambiente/2017/08/25/idroelettrico-provincia-no-nuove-dighe-sulladige