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Trasparenza e competenza

 

Un gruppo di professionisti veronesi ha invitato il sindaco Sboarina e la sua giunta a dotare il Comune di Verona di un regolamento che garantisca trasparenza e competenza nella nomina dei nuovi dirigenti delle aziende partecipate.

Fino ad ora nessuna risposta, ma insistiamo.
Egregi Capigruppo
egregio Sindaco
gentile Assessore Edi Maria Neri

l'appello di un gruppo di professionisti e docenti universitari veronesi, donne e uomini, per l'introduzione di criteri di trasparenza e competenza per le nomine negli enti e nelle partecipate ha riscosso ampi consensi - anche all'interno del mondo politico - nel dibattito pubblico che ne è seguito.
Nonostante questa larghissima condivisione, non si ha notizia di alcuna iniziativa formale tendente a realizzare quanto da noi richiesto, vale a dire una modifica del regolamento, che impedisca - per questa e per le future maggioranze - nomine non assistite da requisiti procedurali trasparenti e tali da considerare anche le competenze.
Eppure, modificare il regolamento sarebbe assai veloce: le variazioni da noi richieste sono semplicissime, e per convocare su questo tema il Consiglio comunale è sufficiente una iniziativa del Sindaco o una richiesta di almeno 1/5 dei consiglieri.
E' evidente che sarebbe serio ed opportuno realizzare questa modifica regolamentare prima delle prossime nomine.
Vi chiediamo perciò di attivarvi per ottenere una rapida convocazione del Consiglio comunale sull'argomento.
Cogliamo l'occasione per rivolgere a tutti voi i migliori auguri di buon lavoro, nell'interesse della città.

Verona, 24 luglio 2017

Cristina Begal, Luciano Butti, Domenico De Leo, Paolo Fabbri, Alessandro Gagliardi, Giovanna Ghio, Francesco Mendini, Annamaria Molino, Francesco Premi, Roberto Ricciuti, Stella Romano, Carlo Trentini, Alessandro Zivelonghi.

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Utente: Attilio

Soddisfatti?

A quanto pare l'appello é stato accolto. Quello di Croce. http://m.larena.it/aziende-via-libera-ai-50-nomi-croce-prende-pure-agec-1.5890623
Utente: Mario

In quanti siete?

Credo che queste iniziative, pur se encomiabili e condivisibili, abbiano un grosso limite: sono iniziative troppo personali, troppo legate ai nomi di un piccolo gruppo di persone. Per acquistare forza ed autorevolezza dovrebbero ottenere il consenso e l'appoggio di almeno mezza città. Allora si Sboarina serebbe costretto a tenerne conto. Il gruppo promotore dovrebbe svanire e lavorare invece per ottenere il consenso di quanta più gente possibile. Va bene tutto, dai social a facebook, dai tavolini per strada alle conferenze nei saloni parrocchiali, senza distinguere fra destra e sinistra. Finchè questa diventi una richiesta di tutta la città.