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Parchi e Bestie

 
2017 parchi bestie 22086

In questi giorni è in discussione alla Camera la proposta di legge bipartisan (proposta da Antonio D'Alì per Forza Italia con relatore Enrico Borghi del Pd), che intende modificare la legge 394 del 1991 su parchi ed aree protette. Si propone di fare business con i Parchi e di affidare il business ai Comuni.

Bestia è un termine generico e dispregiativo. Si dice di un uomo che è una bestia quando i suoi comportamenti sono più vicini a quelli degli animali che a quelli degli uomini. Il termine bestia viene utilizzato per indicare sia gli animali domestici in genere - "rancura su le bestie" - sia gli animali feroci, quelli che non si possono addomesticare.

Nei secoli c'è stata una complicata discussione sul significato e sul valore di "bestia" e di "selva". Per gli antichi romani la parola Bestia indicava le fiere destinate a combattere con i gladiatori nel circo. Nelle epoche successive si va da Dante (la selva oscura) a San Francesco (fratello lupo), ai Benedettini, alla fascinazione per le fiere selvatiche durante il Rinascimento, allo studio della natura durante l'età dei lumi, alla riscoperta della natura selvaggia in epoca romantica, soprattutto in Germania e nel nord Europa, per arrivare all'istituzione dei primi parchi alla fine dell'800 (Yellowstone 1872) e in seguito di tutti gli altri parchi durante il secolo scorso, fino alle normative europee più recenti: Rete Natura 2000 e seguenti.

Qualche anno fa ci eravamo occupati di questo tema: "L'animale selvatico ci riporta ad una dimensione diversa, quasi opposta alla nostra. E' sbagliato parlare di libertà, perché anche l'animale selvatico rispetta regole precise, ma c'è nei comportanti degli animali selvatici qualcosa di ancestrale da cui noi ci stiamo sempre più allontanando. La nostra vita ordinata, ripetitiva, prevedibile, completamente slegata dai ritmi stagionali, dal contesto ambientale, dagli estri, dalle lune, dagli istinti primordiali, dai bisogni reali, dai piaceri autentici, dai rischi mortali, sta perdendo il contatto con le nostre origini. La razza umana sembra non rendersi conto che eliminando le specie selvatiche distrugge anche una componente essenziale della propria natura e della propria storia".

Ora, dopo qualche decennio di tregua, concessa dagli esseri umani alla natura (specie vegetali, specie animali, habitat), sta sempre più montando la voglia belluina di prendere tutto, di radere al suolo anche l'ultimo bosco per fare una nuova lottizzazione, di prosciugare l'ultimo laghetto per fornire acqua ai cannoni di un nuovo impianto di sci, di eliminare tutte le bestie selvatiche (siano lupi o volpi o aquile o cinghiali o marmotte, orsi, vipere, insetti, pesci, balene, delfini) che possono in qualche modo intralciare le iniziative economiche dell'unico essere al quale venga riconosciuto valore e significato sulla faccia della terra: l'uomo.

Che molti degli habitat prioritari stiano sparendo non interessa a nessuno: www.minambiente.it ...;

che un gran numero di specie di farfalle e di insetti stiano scomparendo dal nostro territorio non preoccupa nessuno:

www.protezionecivileagrate.it ...;

che parecchie specie di uccelli siano a rischio estinzione non commuove nessuno:

www.uccellidaproteggere.it ....

La storia degli ultimi decenni ha dimostrato in maniera inequivocabile che l'individuo umano è in assoluto il più pericoloso predatore esistente in natura, che i Comuni, proprio per la loro vicinanza/coinvolgimento con i locali predatori umani, sono i peggiori amministratori possibili di Parchi e Zone Protette; che la tutela dei Parchi ha bisogno di regole che facciano riferimento agli interessi generali e non agli interessi particolari di individui o di piccoli gruppi; che i direttori e le guardie dei Parchi, per essere efficaci nella loro azione, devono rispondere direttamente al potere centrale e non ai potentati locali.

Le recenti vicende relative al Parco della Lessinia parlano chiaro: gli interessi di un gruppo ristretto di cacciatori, allevatori ed impresari edili, mischiati con gli interessi elettorati di alcuni arruffapopolo locali, stanno portando alla rovina l'economia dell'intero altopiano dei Monti Lessini.

Che il Partito Democratico si sia calato con entusiasmo nella triste parte di becchino dei Parchi era tutto sommato prevedibile e non meraviglia più di tanto. Che Legambiente abbia gettato la maschera ambientalista e si sia prestata a giustificare delle proposte che vanno nella direzione opposta a quella delle battaglie ambientaliste degli ultimi 50 anni, questo si, provoca una certa tristezza.

ilmanifesto.it ...

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Redatore: Mario Spezia

Lessinia, trovati 6 chili di dinamite in mezzo al bosco

http://www.larena.it/territori/lessinia/lessinia-trovati-6-chili-di-dinamite-in-mezzo-al-bosco-1.5620084

Due sacchi di dinamite. Circa sei chili di candelotti. A trovarli sono stati due fratelli escursionisti che ieri pomeriggio erano in passeggiata ad Erbezzo.
Utente: Engvej

A proposito di "becchini dei parchi"; a livello nazionale qualcuno gioca ai becchini del mare

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/05/trivelle-entro-le-12-miglia-dalla-costa-ora-si-puo-di-nuovo-il-governo-annulla-le-promesse-pre-referendum/3500984/
Redatore: Michele Dall'O

L'altra sera siamo andati a sentire i pentastellati sul tema Lupo e Parchi, riferiti alla Lessinia, alla sala civica di via Brunelleschi.

Politicamente, tranne la Benedetti, abbiamo con rammarico riscontrato impreparazione, approssimazione e superficialità. Abbiamo addirittura sentito parlare Gennari, candidato sindaco di Verona, di valorizzazione del parco collinare. E questo basta e avanza. Nella vita bisogna studiare e prepararsi: il copia incolla o l'andare sic et simpliciter su internet può riservare brutte sorprese. Insomma poche idee, ma ben confuse,

per usare uno stereotipo.

Ma l'intervento più stupefacente della serata è stato quella della biologa Peresin. A parte l'insopportabile supponenza del "so tuto mi" e il livore contro chi, a suo dire, non ha fatto effettuare ed effettuato i monitoraggi per avere dati necessari alla gestione (del lupo, dei parchi e della biodiversità), in alcuni passaggi ha parlato di "amici cacciatori" ed "amici allevatori".

Se da un lato ci sforziamo di capire il sottile gioco delle alchemie degli "stakeholder", non capiamo poi assolutamente le ultime slide sulla biodiversità. Anche qui, sul tema, Peresin deve aver capito solo tutto lei come funziona. Però a sto punto non capiamo più la "schizofrenia" (ben inteso , a livello concettuale) di lodare gli amici cacciatori e gli amici allevatori. Cioé due categorie tra le più formidabili e volitive

nel cancellare la biodiversità. Prendiamo gli allevatori (parliamo pure di metalmezzadri, alla Vallerani) in Lessinia negli ultimi sessanta anni.

Hanno fatto espandere il bosco, hanno degradato i pascoli, hanno selezionato razze che nulla hanno a che vedere con la biodiversità genetica del territorio e così via. Adesso portano le manze (generalmente da carne) nei pascoli invasi da Deschampsia caespitosa, con ben in vista i silos della mangimi Veronesi, immancabili accanto alla malghe. Pascoli, che anche da un punto di vista estetico, sono tristi, come chi li gestisce...

Insomma hanno creato loro stessi le condizioni per l'arrivo del lupo! ... Verso la fine Peresin ci fa vedere la foto del più grande biologo vivente che ha coniato il termine biodiversità. Si. Eduard O. Wilson lo conosciamo anche da noi . Da molti anni. Ed è stato, ed è e sarà il nostro "idolo". Ora Peresin dovrebbe sapere sapere che l'anno scorso Wilson ha scritto "Metà della Terra", in cui espone la tesi di riservare metà dello spazio della Terra alla Natura se vogliamo salvare la biodiversità che è rimasta. Da lì, fuori gli uomini, via, sciò.

Ma se nella Lessinia di Valdegamberi e dei suoi amici cacciatori, amici della Peresin, nel Veneto di Berlato amico dei cacciatori e amici della Peresin, non riusciamo nemmeno a lasciare alla poca Natura che abbiamo dei miseri Vaj o un pezzo di Colli Euganei, ma cosa facciamo vedere Wilson?

Da cui la "schizofrenia".

Che è la stessa della Comunità Europea, che da una parte finanzia la PAC (e gli allevatori) con miliardi di euro per distruggere Natira e biodiversità e dall'altra foraggia (in infinitesima parte) i progetti LIFE per salvarla.