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Falsi come Giuda

 
2017 falsi come giuda 21957

Zaia scarica sul governo la responsabilità dell'aumento dell'Irpef, Tosi attacca Zaia per aver fatto esattamente ciò che lui aveva proposto di fare. La Pedemontana è un fallimento sotto tutti punti di vista e come al solito il conto lo paga Pantalone.

L'arena 14.03.17 Intervista a Luca Zaia

Zaia: Pedemontana, ora basta falsità

"E la Pedemontana è in pianificazione da 27 anni ed è stata messa a gara 11 anni fa: l'aggiudicazione è stata fatta nel 2009 e soltanto perché c'è stata una sentenza di Consiglio di Stato dopo un lungo contenzioso con il tribunale.

La Pedemontana è dichiarata "opera strategica nazionale" dal Governo, che come autorità vigilante ha nominato per sette anni un suo commissario. Non si può adesso far finta che questa sia una questione veneta. Nel 2002, come per tutte le infrastrutture, si fece uno studio del traffico che prevedeva 33 mila veicoli al giorno sulla Pedemontana: si fece una gara per cercare chi costruisse l'opera e si prendesse i pedaggi, e si prevedeva un incasso di 18,8 miliardi. Poi è arrivata la crisi".

Dov'era Luca Zaia fra il 2009 e 2017?

Fra il 2005  e il 2008 è stato vicepresidente della giunta regionale del Veneto.

Tra l'8 maggio 2008 e il 16 aprile 2010 Zaia ha ricoperto l'incarico di ministro dell'agricoltura nel governo Berlusconi IV.

Dal 29 marzo 2010 è presidente della Regione Veneto.

Dal 2001 al  2005 governo Berlusconi II - Bossi, Calderoli, Castelli ministri della Lega Nord + 6 sottosegretari.

Dal 2005 al 2006 governo Berlusconi III - Calderoli, Castelli, Maroni ministri della Lega Nord + 8 sottosegretari.

Dal 2006 al 2008 governo Prodi

Dal 2008 al 2011 governo Berlusconi IV - Bossi, Calderoli, Maroni,  Zaia ministri della Lega Nord.

E Flavio Tosi?

Fino al 2015 Tosi fa carriera nello stesso partito di Zaia.

Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo di Segretario provinciale della Lega Nord - Liga Veneta.

Nell'aprile del 2000 è stato eletto Consigliere regionale della Regione Veneto ricoprendo l'incarico di capogruppo della Liga Veneta ed è stato rieletto alle elezioni del 2005. Ha ricoperto la carica di Assessore regionale alla Sanità sino al 25 giugno 2007 quando si è dimesso per assumere quella di Sindaco di Verona.

Ora siamo alla farsa, con Zaia che copia a don Abbondio: - Pedemontana, chi era costei? - e Tosi che attacca Zaia sulla tassa IRPEF quando fino a ieri Tosi attaccava Zaia perchè puntava i piedi sulla Pedemontana: "Dal Mose, alla Via del mare, fino alla Pedemontana, e' sbagliato, come ha fatto il governatore del Veneto Luca Zaia, fermare tutta una serie di opere pubbliche perché ci sono delle indagini in corso. "Se si fa così, in Italia, non se ne fa nemmeno una". E' l'opinione del sindaco di Verona e candidato alla presidenza della Regione". www.bellunopress.it ...

Ma la vicenda Pedemontana puzzava di marcio da mò:

www.oggitreviso.it ...

corrieredelveneto.corriere.it ...

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Redatore: Michele Dall'O

La faccia rassicurante e amorevole (evidentemente deve aver nascosto la pistola nelle mutande) del sindaco più prognatico d'Italia (vedere la puntata di venerdì 17 scorso di Crozza che lo accomuna all'altro prognatico in voga, Maligno Belpietro) ci illustra con un mega cartellone pubblicitario, quasi a fine di Stradone Santa Lucia, quanto ha fatto per il bello della città: ben 200 000 metri quadrati di verde! Esultiamo quindi, perché quel verde è stato principalmente realizzato in Borgo Roma, nell'ex area Provincia di fronte all'Ospedale e sugli ex Magazzini Generali /Mercato Ortofrutticolo. Nella zona cioè dove fra di 10 giorni sorgerà AdigeO e, fra un po' di tempo, l'SLunga. E per abbattere le emissioni di questi due megamostri bisognerebbe abbattere Borgo Roma e costruirci dentro milioni di metri quadrati di verde.

Aspettiamoci adesso altri cartelloni sull'amorevole attenzione del prognatico verso gli alberi o sulle centinae di chilometri di piste ciclabili che la sua amministrazione ha realizzato.

Sulla sicurezza no, perché lui è costretto a dormire con la pistola sul comodino.
Redatore: Mario Spezia

Sull'Espresso del 12 Marzo 2017 c'è un bell'articolo di Paolo Biondani che parla di mazzette e grandi imprese: "Il fulcro è ancora il controllore pubblico che favorisce una cupola di imprese privilegiate, che lo ripagano indirettamente, dividendo la torta con altre imprese private, attraverso subappalti, consulenze o compartecipazioni in apparenza regolari".

Molto interessante e puntuale. C'è anche un riferimento molto preciso alla politica affaristica veronese degli ultimi 10 anni.
Utente: Ern Cav

In realtà è tutta colpa dei profughi ... e se non sono loro è colpa delle nutrie!
Redatore: Mario Spezia

La Pedemontana? Con il traforo ce l'avremmo avuta in casa

Gennari: "Tosi ora critica Zaia. Ma la scuola politica è la stessa: cantiere inutili a spese della collettività"

"Sarebbe davvero divertente, se non ci fosse di mezzo uno spreco colossale ai danni del cittadini, assistere alla reprimenda di Flavio Tosi contro la Pedemontana e contro il presidente della Regione Luca Zaia. Il sindaco ricorre ad argomenti che potrebbero essere usati contro di lui, con successo, per quanto riguarda il traforo delle Torricelle". È quanto dichiara Alessandro Gennari, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

"Ipotizziamo per un attimo che fosse stato possibile far partire il cantiere qualche anno. Ci troveremmo nella stessa situazione della Pedemontana, con ditte in default, opera a metà e stallo totale, il tutto a spese del Comune. Immaginiamo - e qui lo sforzo richiesto è ben maggiore - che si fosse riusciti a potarla a termine, nonostante tutto: si sarebbe comunque dovuto fare il conto con i pedaggi, sempre a carico degli utenti e, se le entrate fossero state inferiori alle aspettative, il Comune avrebbe dovuto mettere la differenza. Da un paio di anni Tosi è impegnato nello sforzo titanico di distinguersi da Zaia, ma la verità è che sono molto simili. La scuola politica è la stessa: quella dei cantieri inutili e costosi, che pagano sempre gli altri, la collettività. Quello che serve a Verona è altro: tra le prime azioni da intraprendere c'è la stesura del Pums, piano urbano della mobilità sostenibile, uno strumento già adottato da molte città anche più piccole della nostra e che qui nessuno si è mai neppure sognato di proporre".
Redatore: Mario Spezia

Zaia e Tosi se le stanno dando di santa ragione per via dell'aumento delle tasse che il Governatore ha deciso di addossare ai Veneti per far fronte alle voragini del project financing della Pedemontana. Sembra sfuggire ad ambedue che il nocciolo vero della questione non consiste nello stabilire con quali mezzi la Regione debba pagare, ma nel chiedersi per quale motivo la Regione sia ora costretta a tirar fuori in qualsiasi modo un bel pacco di milioni, quando la Pedemontana era partita all'insegna della sbandierata certezza che l'opera sarebbe stata a totale carico dei privati. La spiegazione che sia Zaia che Tosi - sebbene con motivazioni diverse - dovrebbero ammettere battendosi il petto, sta nel contratto capestro di project financing, sottoscritto dalla Giunta Regionale, che fra l'altro impegna la Regione a risarcire il concessionario nel caso in cui i ricavi di gestione della Pedemontana risultassero inferiori al previsto. E questo nonostante che i volumi traffico previsti nel progetto a sostegno del Piano Economico Finanziario fossero assurdamente stellari. Il "pacco" fu reso ancora più avvelenato e insidioso inserendo nella convenzione (per lungo tempo secretata) la prescrizione di penalità estremamente sbilanciate: irrisorie quelle a carico del il concessionario e stratosferiche quelle a carico della Regione.

Se da una parte è comprensibile che Zaia eviti l'argomento come la peste, lo è assai meno per Tosi che dovrebbe riconsiderare il suo abbaglio per il projct financing e rivalutare positivamente il percorso che, ben diversamente da Zaia, anche grazie alla decisa azione del Comitato lo ha portato a rettificare più volte la convenzione e a chiudere la procedura del Traforo con la possibilità e l'obbligo di vantare addirittura il diritto di escutere le fideiussione di 8 milioni a carico del concessionario. Sì, perché inizialmente la convenzione per il Traforo prevedeva anch'essa tutti i rischi a carico della parte pubblica, compreso "ogni altro elemento - di fatto e di diritto - posto a base delle stime e delle previsioni dell'allegato Piano Economico Finanziario, nella misura in cui si verifichino variazioni non imputabili a colpa del Concessionario, che diano luogo a maggiori oneri a carico dello stesso". La clausola parla da sola: se quelle poche righe fossero rimaste nella convenzione, oggi ci troveremmo di fronte alla Pedemontana del Traforo, con un territorio devastato e l'incubo di un buco finanziario troppo grande per le modeste casse comunali.

Alberto Sperotto
Redatore: Mario Spezia

Qui ci possiamo fare un'idea abbastanza precisa di che cos'è la Pedemontana:

http://video.gelocal.it/mattinopadova/locale/pedemontana-veneta-il-cantiere-visto-dall-alto/62995/63350

http://www.wikispesa.it/Pedemontana_Veneta