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Informazione e ambiente veronese

I bioni

 

Con questo nome dialettale si indicano alcune piante selvatiche della famiglia delle Amaranthaceae.

Stiamo perdendo i nomi dell'onomastica dialettale e con i nomi rischiamo di perdere anche la ricchezza e la varietà di specie e di luoghi da essi indicati
La foto 1 è di Amaranthus retroflexus, specie infestante molto comune, proveniente dal Nord America. Nel nostro territorio sono presenti numerose specie di Amaranthus, per lo più provenienti dall'America e dall'Africa: A. powellii, A. hibridus, A. retroflexus, A. graecizas, A. deflexus, A. tuberculatus. Le troviamo lungo le strade campestri, in prossimità di abitazioni, nei luoghi incolti e ruderali, nei vigneti e negli orti, un po' dovunque fino al limite tra la zona collinare e quella montana.
Il nome dialettale bioni si riferisce invece ad una specie autoctona: Amaranthus blitum (foto 2), Amaranthaceae. Il blitum è caratterizzato da foglie senza punta, completamente prive di peli, fusto quasi ceroso e spighe terminali rade.

Il termine bioni è una genericizzazione recente di un fitonimo specifico da connettere col padovano trecentesco biom. Cfr. toscano biedone, piemontese biun, lombardo bledon.
E' il lat. blitum, la 'spinacia oleracea' di Linneo, dal greco bliton (da Bondardo Dizionario etimologico del dialetto veronese). In un vecchio vocabolario di greco abbiamo trovato: βλιτον = sorta di insipido erbaggio.

I bioni nei secoli scorsi, in mancanza d'altro, venivano raccolti, bolliti e mangiati, ma dopo il boom economico sono stati declassati a "infestanti degli orti". Che fossero molto popolari lo dimostra il fatto che fino ad una ventina di anni fa dalle parti di Ponton si faceva la Sagra dei bioni. Nel dialetto veronese della Bassa si chiamavamo bioni anche i germogli di papavero, che venivano raccolti prima della fioritura. Lessati in acqua bollente e poi saltati in padella con aglio e olio diventavano e diventano tuttora una verdura squisita, buona anche per una frittata.

Il benessere ha cancellato queste pratiche "povere". Un vecchio amico ortolano era solito ripetermi: "No riesso a starghe drio a cavar su i bioni e le porsilane". Porsilane = Portulaca oleracea (foto 3), altra specie commestibile. Purtroppo stiamo perdendo tutte queste verdure povere, i loro nomi ed anche i toponimi derivati dalle piante.
Chi ai nostri giorni saprebbe collegare la casa dei Bioni, in fondo al vaio di Quinzano, con il nome di una pianta che era commestibile e poi è diventata infestante?

Onomastica: l'inseme dei nomi propri di una lingua/dialetto.
Toponimi: nomi dei luoghi (topos).

Fitonimo: nome di una pianta (fito)

Amaranthus deriva dal greco αμαραντος = che non appassisce.
Autoctono: originario dello stesso (autos) posto in cui è stato osservato.
Alloctono: che proviene da luoghi lontani, stranieri (allos).

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