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Arsenale: un nuovo Museo vivo e propositivo

 

Dopo la kermesse cittadina che ha visto sfilare il meglio e il peggio delle proposte di recupero dei magazzini militari asburgici, ora è il tempo delle decisioni. Diamo per scontato che l'Arsenale diventerà la sede del nuovo Museo di Storia Naturale.

Verona deve pensare al suo futuro e quindi deve progettare un museo vivo, capace di riprendere la tradizione di studio, di ricerca e di stimolo culturale che ha caratterizzato la sua lunga storia.
Lasciamo ovviamente agli architetti il compito di recuperare le strutture asburgiche e di progettare la sede del nuovo museo. Sicuramente si dovrà tenere conto delle richieste dei cittadini, i quali all'unanimità hanno richiesto una struttura in comunicazione con il contesto urbano, con un parco alberato - non vetrato - aperto al pubblico.

La funzione di un museo civico cittadino non può essere meramente espositiva. Questa funzione è certamente importante ed insostituibile, ma va integrata con un lavoro continuo di ricerca, di aggiornamento dei dati, di pubblicazione dei risultati. Senza andare troppo lontano, si vada a vedere come lavora il Museo Civico di Rovereto, come si fa ricerca, come si fa didattica, quante e quali pubblicazioni sono state prodotte negli ultimi anni da un museo che dista da Verona solo 75 km.
http://www.museocivico.rovereto.tn.it/

Fino a che il direttore del museo veronese fu Sandro Ruffo, cioè dal 1964 al 1982, il Museo di Storia Naturale di Verona fu una fucina di studi, di ricerche, di pubblicazioni, che valsero al nostro museo il riconoscimento e l'apprezzamento della comunità scientifica internazionale. Fu anche una fucina di formazione per numerosi/e giovani ricercatori che con entusiasmo collaborarono con il direttore del museo.
Dopo l'uscita del prof. Ruffo, abbiamo assistito ad un lento ed inarrestabile declino, che ha portato il Museo alle misere condizioni attuali.

La storia recente del Museo veronese è nota ed è triste:
Ex Arsenale che attualmente è ridotto a parcheggio pubblico in quasi tutti i suoi cortili.In una delle poche parti non ancora utilizzate come parcheggio, vale a dire nella palazzina d'ingresso dalla parte di Castel Vecchio, è stata sistemata la biblioteca del Museo di Storia Naturale, dove è possibile consultare un libro solo dopo aver preso un appuntamento con il custode e dopo aver individuato l'entrata, quasi del tutto priva di segnalazione e sbarrata da un cancello.Nella stessa palazzina sono sistemate anche alcune raccolte di reperti archeologici, fra cui le 400 selci colorate di blu, che rovinarono il fine carriera dell'allora direttrice del Museo di Storia naturale, Alessandra Aspes. La dottoressa Aspes fu poi assolta dall'accusa di non aver adeguatamente conservato le selci del museo: "Nessuno sa spiegarsi il motivo e non si può addebitare alla dottoressa Aspes ciò che non era prevedibile". E' invece certo che per parecchie decine d'anni le selci erano state conservate perfettamente nelle due sedi storiche del Museo, Palazzo Gobetti e palazzo Pompei, prima di essere trasferite a Castel San Pietro e poi nel 2007 all'Arsenale.
Alla dott. Alessandra Aspes subentrò l'avv. Giuseppe Minciotti, nominato direttamente dal sindaco Tosi. L'avv. Minciotti, del quale precedentemente si conosceva solo il ruolo di coordinatore degli speleosub veneti, da anni brilla per la sua "inesistenza" e per l'immobilità in cui ha fatto piombare il Museo delle Scienze.

http://www.veramente.org/it/notizie/2015-crepuscolo-museo.html

Abbiamo già affrontato il problema dal punto di vista economico con alcune proposte:
I profitti ricavabili dall'utilizzo commerciale di Castel San Pietro andrebbero quantificati e trasformati in un finanziamento che si sommerebbe ai 12 milioni destinati dal Comune al recupero dell'Arsenale e ai milioni (variabili) che Italiana Costruzioni ha già destinato al project finacing, oltre che ad un probabile finanziamento statale, che sarebbe il caso di richiedere.
A questo punto Palazzo Pompei, libero dal precedente impiego, diventerebbe una ulteriore risorsa a disposizione del Comune di Verona, che potrebbe utilizzarlo direttamente per nuovi scopi oppure venderlo, affittarlo, o addirittura concederlo in comodato d'uso al presidente dell'Ucraina, che si è dimostrato particolarmente premuroso e sollecito nei confronti del patrimonio artistico della nostra città.
http://www.veramente.org/it/notizie/2016-quadratura-cerchio.html

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