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Informazione e ambiente veronese

Ideologia, politica e ambiente

 
2014 ideologia politica ambiente 14925

L'Italia è l'unico paese europeo a non avere una rappresentanza ambientalista in parlamento. C'è dietro una lunga storia e una serie interminabile di equivoci.

L'ultimo della lista è l'ex eurodeputato Andrea Zanoni, molto attivo per due anni nella commissione europea per l'ambiente e poi confluito in occasione delle ultime elezioni europee nelle liste PD, dove è dato per disperso. Ha portato al Partito Democratico 40.000 voti che non gli sono valsi l'elezione e poi è sparito nelle sabbie mobili dell'arcipelago ecodem.

Spesso ci siamo sentiti dire che bisogna fare squadra, che bisogna lavorare tutti uniti.

Chi fa queste raccomandazioni sogna una realtà politico sociale in cui tutta la sinistra, dalle associazioni, ai sindacati, ai partiti, costituisce un unico organismo con obbiettivi e metodi condivisi.

Niente di più falso.

I partiti della sinistra negli ultimi 50 anni non si sono mai interessati all'ambiente e, quando l'hanno fatto, hanno speculato e cementificato come e più dei partiti della destra. Perfino a livello culturale personaggi come Pasolini o come Calvino, che già negli anni '60 avevano posto con forza questi temi, sono stati emarginati dal partito comunista. Nella storia recente è bene ricordare che l'unica legge seria in materia di tutela dell'ambiente e del paesaggio è stato il DECRETO LEGISLATIVO n 42 del 2004, recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", promulgato da Giuliano Urbani, Ministero per i Beni e le Attività Culturali del governo Berlusconi.

I partiti dell'estrema sinistra furono storicamente, se possibile, ancora più lontani del PCI dalle tematiche ambientali, considerate del tutto irrilevanti rispetto agli alti compiti storici che questi signori si erano prefissi. Solo dopo la debacle elettorale di fine anni '80, alcuni di questi ex sessantottini, pensarono di riciclarsi come ambientalisti, senza avere però alcuna preparazione, con l'unico obbiettivo di recuperare il consenso di quelle piccole frange di ex affiliati che avevano dimostrato interesse per i temi ambientali.

La recente storia fallimentare dei partiti verdi è la dimostrazione disperante di quanto i leader di questi gruppi fossero lontani dalle tematiche reali dell'ambiente. Si pensi, per fare un confronto, che ieri il primo ministro svedese Stefan Lövfen ha annunciato il nuovo governo con 6 dicasteri assegnati ai Verdi: 6 ministri ambientalisti.

Ci siamo anche sentiti dire che non si può arrivare a mettere in discussione l'insegnamento di Latouche, uno dei padri fondatori del movimento ecologista moderno.

A Serge Latouche preferisco mille volte Paolo Rumiz, che va in giro per l'Italia a piedi, in bicicletta o anche con la Topolino e poi mi racconta delle montagne che ha visto, dei personaggi che ha incontrato per strada, delle storie che ha imparato. Mille volte Claudio Magris, che conosce l'Europa come le sue tasche e che mi parla di un mondo reale, con la sua immensa cultura, con la sua infinitamente ricca complessità. Apprezzo anche Albino Ferrari, che insegue per un anno intero le tracce dei lupi sugli Appennini e sulle Alpi. Oppure Francesca Mazzucco che i lupi li studia con passione dai tempi dell'università, in giro per tutto il mondo. E anche tutti i biologi, i botanici, i faunisti, i forestali, i geologi, i naturalisti, che tutti i giorni osservano, registrano, analizzano, pubblicano dati importantissimi per capire cosa succede e cosa fare.

Di questa conoscenza e competenza c'è bisogno, non delle tiritere dei politicanti, degli avvocati, dei pubblicitari, dei filosofi da strapazzo.

Paolo Rumiz    LA LEGGENDA DEI MONTI NAVIGANTI

Marco Albino Ferrari    LA VIA DEL LUPO

Claudio Magris    DANUBIO

Francesca Marucco    IL LUPO, BIOLOGIA E GESTIONE SULLE ALPI E IN EUROPA

Michele Dall'O'    OSSERVAZIONI NATURALISTICHE NEL SIC BORAGO-GALINA

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Redatore: Mario Spezia

Renzi ha trovato il modo di far digerire gli F35 agli italiani:

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/12/11/f35-sara-in-italia-polo-di-manutenzione-in-europa_418d5f64-5972-43fb-8689-3584889f9656.html
Utente: Aegean0

L'italiano medio o il veronese basabanchi decisamente non brilla per senso civico e degli autori da te citati, due su cinque sono triestini, cittadini europei, prima che l'Europa nascesse.

La competenza è indispensabile, come in tutte le cose, ma non basta.

Occorrerebbe un qualcosa di più, la capacità di far sognare; in fin dei conti quello che tu o Michele volete, non è molto diverso da quel paradiso in cui, da bravi veronesi, un giorno lontano, andrete...
Redatore: Mario Spezia

Mi sembra un ragionamento un po' riduttivo. Di sicuro l'italiano medio non brilla per senso civico, ma l'italiano medio è il frutto della storia di questo paese e in questa storia la classe dirigente (termine con cui un tempo si definivano la classe politica e quella imprenditoriale) ha avuto un peso enorme.
Utente: Antonionicolini

tempo perso prendersela con i politici, rappresentano l'italiano medio, è un problema culturale, tutti tranne piccole percentuali vogliono fare quello che vogliono, chi rispetta l'ambiente nei suoi gesti quotidiani? I contadini? Gli artigiani? Non parliamo delle grandi imprese che sono i peggiori. E i cittadini nostri vicini di casa? Io pulisco periodicamente il pezzo di strada davanti a casa mia e ci trovo di tutto, compreso quello che lasciano li le mamme che portano i figli all'asilo i quali a loro volta stanno imparando...

E si che basta un nulla ad evitare il gesto di gettare per terra quello che hai in mano.

Dovremmo dare la colpa (come fa effettivamente qualcuno dei miei paesani) ai politici di turno perchè non mandano gli spazzini a tenere pulito? Ma se poi sono gli stessi idioti a non voler pagare le tasse come paghiamo gli spazzini?

Il guaio è che non saprei cosa proporre per uscire da questa situazione, se non di ritenere indispensabile un cambiamento culturale che passa dagli umili gesti quotidiani di ogni uno di noi.