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Incontro con Urupia

 
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Venerdì 17 maggio, alle ore 18:00, al Circolo della Rosa, via Santa Felicita 13, Verona, si terrà il terzo incontro del ciclo "Prove di futuro", con la presentazione della comune libertaria di Urupia, nella forma di una conviviale conversazione con Thea Venturelli, comunarda di Urupia, introdotta da Michele Bottari (di veramente.org).

 

L'appuntamento è gastro-culturale: l'incontro è aperto a tutti, invece per partecipare alla cena preparata dai Contadini&Cucinieri (20 euro) occorre prenotare.

Scarica la locandina del terzo incontro: Urupia

C'è chi ne ha fatto una scelta di vita, nel senso di lavorarci, lavorare per essa, formarci una famiglia, crescerci dei figli.

C'è chi invece cerca di sostenere il progetto da lontano, comprando e diffondendo i suoi prodotti, e passando in quel luogo ogni momento concesso dalla vita lavorativa.

E c'è ancora chi lo ha eletto a luogo simbolico, una testimonianza che un modo diverso c'è, e che non bisogna smettere di sperimentarlo.

Tutto questo è Urupia, che invece non è molte altre cose: una comune di fricchettoni vegani, un luogo dove non si usano le macchine, dove si pratica l'amore libero, dove circola un sacco di roba buona.

A cavallo di un sano pragmatismo e di un ancor più sano idealismo, Thea ci condurrà nella storia e nella geografia di una comune libertaria, un esperimento quasi ventennale che rappresenta una forma dolce e femminile della lotta al sistema dominante che stiamo rappresentando.

IMG_9112bFemminile non solo perché rifiutano di declinare i plurali al maschile, ma perché costruire un nuovo sistema di relazioni tra persone volontarie e partecipi significa partire da sé ed evitare l'inutile conflitto con chi non condivide le tue idee.

Fuga dal sistema dominante oppure creazione di una società alternativa sostenibile e interconnessa con il territorio? La risposta è già nella domanda, ma non è così scontata.

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Utente: Aegean0

Scrisse Oscar Wilde: "Le grandi cose della vita sono ciò che sembrano essere, e per questa ragione sono difficili da interpretare. Ma le piccole cose della vita sono simboli. Noi riceviamo le nostre amare lezioni assai più facilmente attraverso queste".
Redatore: Mario Spezia

Esatto: pochi ma buoni. Per i consensi generalizzati e generici ci sono appunto pdl, pd m5s, ecc.

E poi, dopo due anni di recessione e con l'economia in queste condizioni, stiamo qui a sottilizzare sui termini?
Utente: Aegean

e daje con la decrescita !

Non sono un esperto di comunicazione e non sono particolarmente intelligente, ma "decrescita felice" andava bene per raccogliere i primi consensi tra gli intellettuali, oggi occorre un nuovo nome: pdl, pd, m5s (per il nome rivolgetevi agli esperti).

Se invece l'obbiettivo è restare pochi...
Redatore: Mario Spezia

L'incontro è stato molto interessante e ricco di spunti: il modo in cui vengono prese le decisioni, il sistema di finanziamento, l'apertura al mondo esterno, la declinazione al femminile, la presenza massiccia di giovani (sia i figli che gli ospiti esterni), la scelta del biologico non certificato, il sistema di lavoro e di vendita dei prodotti agricoli. Il dato che mi ha più impressionato è che da 18 anni riescono a dar da mangiare e da vivere a circa 35 persone con 20 ettari di terreno coltivato, un rapporto che ha dell'incredibile. Questo si che è un esempio concreto di decrescita intelligente (3 sole automobili per tutti e completa eliminazione degli sprechi) e, mi è sembrato di capire dall'esposizione di Thea, mediamente felice.
Redatore: Michele Dall'O'

"IL GIOVANE GAMBERO"

favola di Gianni Rodari

Un giovane gambero pensò: - Perché nelle mia famiglia tutti camminano all'indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco. –

Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l'impresa gli costava moltissima fatica: Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l'altra. Ma un po' alla volta le cose andarono meglio, perché tutto si può imparare, se si vuole.

Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: - State a vedere.- E fece una magnifica corsetta in avanti.

- Figlio mio,- scoppiò a piangere la madre, - ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene.

- I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.

Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse : - Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua , il ruscello è grande : vattene e non tornare più indietro.-

Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.

Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.

- Il mondo va a rovescio, - disse una rana, - guardate quel gambero e datemi torto, se potete.-

- Non c'è più rispetto, - disse un'altra rana.

- Ohibò ohibò, -disse un terza.

Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall'espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto ad un sasso. – Buon giorno, - disse il giovane gambero.

Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: - Cosa credi di fare? Anch'io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua, piuttosto che rivolgermi la parola: Fin che sei in tempo, da' retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio.-

Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava:

- Ho ragione io.-

E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.

Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: - Buon viaggio! –