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Informazione e ambiente veronese

Il mito della naturalità

 
2015 mito naturalita 16885

MicroMega ha dedicato il suo ultimo numero al complesso triangolo SINISTRA-SCIENZA-NATURA, offrendo alcuni interessanti spunti di riflessione mischiati con numerosi luoghi comuni. Peccato che non siano stati affrontati alcuni nodi cruciali.

 

Silvia Bencivelli e Telmo Pievani, una giornalista scientifica e un filosofo della scienza, partono con questo titolo: LA SINISTRA E IL MITO DELLA NATURALITA'. Già nelle premesse si mette in chiaro che essere di sinistra vuol dire tante cose, diritti civili, solidarietà, lavoro, ricerca della novità, desiderio di cambiamento, ecc., ma fra le tante cose non è contemplata l'attenzione e la cura per l'ambiente. Lo sapevamo già, ma fa piacere trovare delle conferme a livello accademico.

L'articolo pone subito delle domande acutissime:

"Davvero naturale è un aggettivo dall'incontrovertibile valore positivo?"

"E' sempre di sinistra l'ambientalismo?"

"Quanto spazio viene dedicato alla scienza e alla tecnologia nei giornali italiani di sinistra?"

A seguire una lunga serie di esempi che vorrebbero dimostrare la a-scientificità e la irrazionalità di gran parte della cosiddetta Sinistra, intesa come popolo che vota PD e dintorni. Si va dalla questione OGM alla questione Stamina, dalla sperimentazione farmaceutica sugli animali alla questione dei vaccini, dalla lunga serie di diete ai rimedi omeopatici, dalle bacche tibetane al parto cesareo, e via di questo passo per 10 pagine. Osservazioni spesso veritiere e condivisibili, ma quasi sempre scontate e poste in maniera impropria.

Innanzitutto va rimarcato che l'interesse e lo studio dell'ambiente non sono mai state una prerogativa della sinistra, anzi si potrebbe tranquillamente sostenere che la sinistra non ha mai digerito fino in fondo questi temi.

Ne abbiamo già parlato:

Ideologia, politica e ambiente

Il suolo, un organismo vivente, articolo e commenti.

Si può discutere all'infinito sul concetto di NATURALITA', ma forse varrebbe la pena di affrontare "scientificamente" alcune questioni reali molto complesse, soprattutto se a parlarne è una rivista che si presenta come "almanacco della scienza". Ovviamente andrebbero chiariti i concetti di "scienza" e di "ricerca scientifica", con annessi finanziamenti ed obbiettivi della ricerca, ma per ora soprassediamo.

OGM. E' troppo facile buttarla sull'insulina e sui mangimi degli animali da allevamento. La situazione è più complicata. Si dovrebbe affrontare il tema della eliminazione delle specie tradizionali, soppiantate dai semi transgenici con la conseguente dipendenza delle popolazioni del terzo mondo dalle sementi prodotte dalle grandi compagnie multinazionali, oppure il tema dei semi OGM prodotti in laboratorio apposta per resistere ai massicci trattamenti con diserbanti con tutte le conseguenze sanitarie che ne derivano.

In questi siti si può trovare una vasta documentazione:

www.pan-europe.info

www.panna.org

CONSERVAZIONE E TUTELA DELLA NATURA. Una sinistra intelligente e lungimirante dovrebbe puntare sulla tutela delle coste e sul turismo o sulle piattaforme di perforazione?

TECNOLOGIA E SCIENZA. Sappiamo tutti che la tecnologia ci ha reso la vita più facile o almeno tutti pensiamo che sia così. Nessuno propone il ritorno all'età della pietra o l'eliminazione dell'agricoltura, ma tutti sappiamo che questo tipo di tecnologia comporta una produzione abnorme di CO2 e che di questo passo nel giro di qualche decennio l'aria sulla terra diventerà irrespirabile.

Su questi e su altri temi cruciali gli scienziati e i filosofi dovrebbero darci dei lumi.

Foto:http://www.tekneco.it/

PONTE-Riflessione su Scienza e Tecnologia oggi (C 6)

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Utente: Antonionicolini

"L'intelligenza superiore" come risolverà in prospettiva il sistema a tre variabili?

Temo molto che la risposta sia facile: come ha sempre fatto in migliaia di anni di storia, passando dalla clava ad arco e frecce, poi a archibugi, cannoni e così via delirando.

La domanda per me è: ci può essere una speranza che possa andare diversamente?

Spero di si, ma la risposta io non l'ho ancora trovata.

Sulla questione sinistra/destra e ambientalismo, il sistema vivente in cui siamo inseriti se ne fa un baffo delle nostre ideologie, io credo che sono solo le pratiche che contano.
Utente: Gianlu Cali

D'accordo con con Angelo Baracca che richiama Ernst Mayr (ancorché neodarwinista) "L'intelligenza superiore è un errore dell'evoluzione, destinato a vivere pochi attimi nella storia dell'evoluzione biologica" (più o meno).

Il cervello umano come cancro dell'evoluzione, che da sempre, anche ora nel pieno delle ideologie dominanti: comunista e capitalista ha sempre dato per scontato che le risorse terrestri fossero infinite: crescita, crescita, crescita. Nel passato c'era un sistema a due variabili: uomo e società, sistema facile da risolvere, bastava (basta) rapinare il capitale illimitato, le risorse naturali e schiavizzare.

Dopo troppe rapine, con l'affacciarsi dei limiti delle risorse, il sistema è diventato a tre variabili: uomo, società, natura. Più difficile da risolvere, man mano che la variabile "natura" diventa esosa, rara, indisponibile, con le sue norme di legge "essenziali" come diceva Antifone il Sofista, già nel V° sec. A.C.

"L'intelligenza superiore" come risolverà in prospettiva il sistema a tre variabili?
Redatore: Michele Bottari

"Marx riteneva che la natura dovesse essere sottomessa dall'uomo ed all'uomo"

Non è rovistando tra le poche topiche del maggiore tra gli economisti che si dà o si toglie valenza politica all'ambientalismo. Del resto l'opinione di Marx è condivisa anche dal papa attuale nell'ultima enciclica, e questo non fa di Bergoglio un Marxista, né di Marx un clericale.

L'ambientalismo non può che essere amico della sinistra, indipendentemente dai suoi epigoni, perché dice bene Lucio: "l'orizzonte serve a camminare," e se c'è qualcuno che zoppica non si può dare certo la colpa all'orizzonte.

(Legambiente marxista? Questa non si può sentire!)
Utente: Ern Cav

Mario scrive:

-Le relazioni suddette le fanno gli agronomi, i geologi e i forestali, talora anche i biologi e i botanici-

Non riesco a pensare a questi dottori, che stendono le relazioni sulle varie Valutazioni Ambientali, come a degli SCIENZIATI!

Sarebbe come definire -ECONOMISTA- il commercialista che ti fa la dichiarazione dei redditi.

Per me scienziato, nel significato moderno del termine, è colui che, applicando il metodo scientifico fa ricerca dal vivo, in natura o in laboratorio, e non chi, cercando sulle pubblicazioni altrui, mette insieme relazioni ad uso burocratico.
Utente: Attilio Anacleto

Marx riteneva che la natura dovesse essere sottomessa dall'uomo ed all'uomo http://www.ecoage.it/teoria-di-marx-e-ambiente.htm Eppure l'ambientalismo in generale dagli anni settanta in poi è sempre stato amico della sinistra, pensando che essa fosse un alleato affidabile: infatti Legambiente nacque dall'Arci, associazione ricreativa e culturale dell'allora Partito Comunista Italiano. Mi sembra evidente che la sezione veronese del cigno verde sia coerente col pensiero marxista, ricordiamo le Palle eoliche di Rivoli sul sito Sic sul Monte Mesa, ma anche l'appoggio al progetto targato Technital del collettore del garda https://agrestemente.wordpress.com/2015/07/02/collettore-fognario-del-garda-tutto-fuori/

Quante fabbriche della morte ci sono state in cui i sindacati non hanno mosso un dito pur sapendo che si moriva dentro e fuori dello stabilimento? Lo sanno bene gli amici contadini della Val Bormida che si occupano di capre (non so se di scie chimiche), che hanno lottato per anni contro l'ACNA. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/ambiente-grande-truffa-della-sinistra/178294/
Utente: Aegean0

Destra, Sinistra, Centro non esistono per chi si occupa di conigli o scie chimiche, magari con un "buon e sano" bicchiere di vino davanti.

Che non ci siano, al momento, grandi interpreti di questi ideali è abbastanza evidente, ma l'orizzonte serve a camminare, iniziando dal proprio rigore prima di cercarlo negli altri.
Redatore: Mario Spezia

Le relazioni suddette le fanno gli agronomi, i geologi e i forestali, talora anche i biologi e i botanici. I politici arrivano dopo.

Potremmo cambiare settore e parlare della ricerca sui fitofarmaci o pesticidi, dove, stavolta lo so per certo, migliaia di scienziati e di divulgatori scientifici vengono profumatamente pagati per creare e per piazzare sul mercato - con fatturati miliardari - dei prodotti chimici, detti anche principi attivi, sui quali poi poche decine di ricercatori in tutto il mondo faranno qualche rara e malpagata ricerca in cui compaiono le conseguenze talora disastrose di questi stessi prodotti sull'ecosistema e sulla salute degli umani.

Vuoi un esempio: Nel mondo scientifico e nel mondo agricolo fino a sei mesi fa il glifosate era considerato poco più che acqua fresca. Questa è la relazione completa con cui lo IARC lo classifica "probabile cancerogeno": http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol112/mono112-02.pdf

http://www.veramente.org/wp/?p=15837

Guido, ha ragione Ernesto, chi paga il tuo lavoro inevitabilmente lo condiziona, che tu sia disposto ad ammetterlo oppure no. Ti dirò di più: più ti pagano e più tu sarai disposto a soprassedere su tante cose.
Utente: Guido Gonzato

Ora mi è chiaro: almeno tu personalmente ce l'hai con alcuni s*****i che meritano tutto il nostro disprezzo. Occhio però - lo so per esperienza personale - che spesso le perizie di cui parli non le fanno geologi agronomi ecc., ma dei f*****i politici. Quando non peggio: per farti un esempio, il geologo di cui abbiamo parlato privatamente io e te, anni fa è stato costretto, con metodi che si possono tranquillamente definire mafiosi, a firmare una perizia falsa che gli è poi costata cara.

Personalmente, provo per la categoria dei politici (con pochissime eccezioni) tutto il disprezzo che altri riservano agli scienziati, su questo e altri siti.
Redatore: Mario Spezia

Guido, io sono sicuro che tutti i geologi, gli agronomi, i forestali, i fisici, gli astrofisici, i matematici e gli scienziati in genere sono delle ottime ed oneste persone. E non riesco a spiegarmi il motivo per cui le relazioni tecniche allegate ai vari progetti per la trasformazione di praterie aride e di zone boscate in vigneti siano infarcite di sviste, di imprecisioni, di omissioni, di manomissioni di documenti, con muretti a secco che vanno e vengono come se avessero le gambe, con descrizioni delle rocce e dei terreni che non hanno niente a che fare con la realtà che dovrebbero descrivere, con progetti in cui gli sbancamenti diventano livellamenti dei terreni e via di questo passo. Che cosa renderà questi "scienziati" così poco precisi e rispettosi della deontologia professionale? Non sarà per caso il fatto di essere stati pagati apposta per ottenere un determinato obbiettivo: trasformare un terreno che vale 30.000,00 euro all'ettaro in un terreno che può valere fino a 550.000,00 euro all'ettaro?
Utente: Ern Cav

Quanti saranno gli scienziati che possono stabilire loro su quali tematiche concentrare i loro sforzi?

Penso che quasi tutti loro hanno bisogno di lavorare per guadagnare.

Si può continuare a lavorare finchè qualcuno ci mette i soldi: è evidente che il capitale determina su quali ricerche impegnare la maggior parte delle risorse.

Perciò più che parlare di quale scienza bisognerebbe parlare di quale economia.

Alcuni dicono che è ora di superare le concezioni economiche che hanno determinato gli ultimi 3 secoli.

Per esempio: come si può pensare che il P.I.L. possa aumentare all'infinito?

Concludo: sono sempre più convinto che buona parte delle teorie di Malthus erano corrette.

Se le sue predizioni catastrofiche non si sono ancora avverate su grande scala è perchè scienza e tecnica hanno reso possibile uno sviluppo finora senza limiti.

FINORA !!
Utente: Attilio Anacleto

Interessantissima intervista

http://www.swissinfo.ch/ita/hans-rudolf-herren_-perch%C3%A9-un-contadino-non-guadagna-pi%C3%B9-di-un-avvocato--/41562262?ns_mchannel=rss

all'entomologo e contadino svizzero Hans Rudolf Herren

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Rudolf_Herren&prev=search

Una piccola considerazione personale:

Destra, Sinistra, Centro...per me sono solo gabbie mentali. Ho lasciato libero un coniglio, era spaesato, è ritornato in gabbia. C'è chi nella propria gabbia sta benone, purchè sia la sua gabbia, di destra o di sinistra. Adesso che le gabbie sono aperte, che decidiamo di fare nell'ambiente in cui viviamo che è di tutti?
Utente: Guido Gonzato

Cosa vuole che le dica, sig. Baracca. Il mio amico G., che lavora nel biologico, sostiene (testuale) che "gli scienziati sono tutti ricchi e sono pagati dalle multinazionali degli OGM"; una studentessa mi ha detto invece che gli scienziati sono tutti al soldo delle multinazionali del farmaco (per cui lei non usa farmaci). Ognuno ha il proprio complotto preferito.

Lungi dal negare che ci siano scienziati pagati dai cattivi di cui sopra. Ma ognuno si fa un'idea sulla base delle proprie esperienze personali: io conosco solo geologi e geofisici a Bologna, altri geologi, biologi, informatici e matematici qui a Verona. Mi sembrano tutte persone perbene, ma chissà, forse dovrei tenermene alla larga.
Redatore: Mario Spezia

Ho trascorso la mia vita professionale studiando le connotazioni storiche del rapporto tra scienza e tecnologia, che sono tremendamente più intrecciate di come il Signor Gonzato le pone: evidentemente questa distinzione è funzionale all'ideologia scientista dominante, che così scarica le responsabilità sul cattivo uso della scienza, che invece di per sé è intrinsecamente buona, "a prescindere" direbbe Totò. Nelle mie analisi ho sempre individuato il marchio degli interessi economici nei contenuti (concettuali e pratici) elaborati dalla scienza. Allego un mio scritto di vari anni fa sulla rivista "Il Ponte" e vi sarei grato se poteste pubblicarlo online.

- Ndr: Il testo di UNA RIFLESSIONE SU SCIENZA E TECNOLOGIA è scaricabile alla fine dell'articolo. -

Quanto agli scienziati impegnati nell'industria di morte (non uccidono solo le armi, ma tanti altri ritrovati tecnologici DELLA SCIENZA), sfido il Signor Gonzato a trovare dei dati! Io non li conosco e ha fatto una valutazione occhio e croce, che penso non vada molto lontana della realtà. Oltre alle decine di migliaia di scienziati che lavorano ufficialmente nella ricerca e l'industria (negli USA ci sono tre colossali laboratori federali, oltre a una miriade minori, e tutta l'industria bellica militare), nella vecchia URSS c'erano le "Città Segrete" dove lavoravano decine di migliaia di scienziati. Ma soprattutto il Signor Gonzato non troverà mai traccia della miriade di contratti, di solito segreti, di tanti istituti scientifici per scopi più o meno direttamente militari. E a proposito legami intrinseci e indissolubili tra industria Biotech e TERRORISMO segnalo questa magistrale, veramente profonda, di Ernesto Burgio, la quale pure varrebbe la pena che fosse nuovamente offerta ai pubblico: http://e-learning.med.unifi.it/didonline/anno-ii/microbiologia/MasterNBC/Approfondimenti/BioterrorismoImperoBiotech.htm
Utente: Guido Gonzato

Angelo, non per fare il difensore d'ufficio (io, figuriamoci), ma mi pare che "scienza" sia una cosa, "tecnologia" e soprattutto "politica" una cosa ben diversa.

Mi spiego: un chimico osserva che una certa combinazione di sostanze produce un esplosivo. Questa è scienza, ovvero osservazione. Se poi l'esplosivo viene usato per fare armi anziché per l'ingegneria civile, questa non è più scienza, ma una scelta politica. Spesso si confondono i due ambiti, e non va bene.

Fai poi un'affermazione di enorme gravità: "metà della comunità (corporazione?) scientifica lavora più o meno direttamente per l'industria bellica". Un'accusa del genere è terribile, e va circostanziata: vorresti elaborare?

Guido Gonzato - informatico Univr
Utente: Guido Gonzato

Io trovo che gli articoli in questo bellissimo numero di Micromega in qualche modo diano per scontata una cosa essenziale, la solita: la conoscenza, da parte del lettore, di che cosa sia la scienza e soprattutto di come ottenga i suoi risultati. Il metodo scientifico, questo sconosciuto: e sì che si tratta di una cosa semplicissima. Forse non è compito di Micromega, rivista fighetta per antonomasia (sinistra, giusto?), fare compito di divulgazione.

So per esperienza diretta che non tutti capiscono che cosa sia il metodo scientifico, o anche che non tutti ne accettano i risultati. Capita anche a persone intelligenti e informate. Conosco una professoressa di chimica che crede all'omeopatia; un mio amico, laureato in economia, in qualche modo crede agli oroscopi.

Premesso che intervengono fattori psicologici e/o ideologici (per cui ci sarà sempre chi vorrà credere alla sua ipotesi preferita per quanto smentita dalle osservazioni), credo proprio che dovrò scriverla, quella piccola guida al metodo scientifico che mi chiedevano gli studenti. "Che cos'è la scienza (for dummies)" o roba del genere. La metterò a disposizione sulla mia pagina.

E ora, a tale proposito vorrei fare un piccolo esperimento per chi vorrà rispondere (Michele Dall'O, tu no! :-)

Domanda: gli OGM

1) sono sterili

2) contaminano le coltivazioni circostanti

3) sono sterili e contaminano le coltivazioni circostanti

4) non sono sterili e contaminano le coltivazioni circostanti

Risposte?
Redatore: Mario Spezia

Ricevo regolarmente le segnalazioni delle uscite di MicroMega, rivista che non leggo ma i cui contenuti critici mi sembrano importanti in questa fase politica. Ora però trasecolo vedendo i contenuti e contributi di questo Almanacco della Scienza. Non conosco nessuno degli illustri autori, salvo Carlo Bernardini, noto filo-nucleare di lunga data ancora sulla breccia (buon per lui), mentre mi stupisco per la presenza di Pietro Greco, anche se come intervistatore.

Siamo di nuovo alla campagna sfegatata a favore di QUESTA scienza, del suoi valore superiore e intrinsecamente (acriticamente) "progressivo", che speravo finalmente superata di fronte ai disastri di cui questa scienza del capitale (io mi formai alla scuola di Giulio Maccacaro) è per lo meno pesantemente complice (armi sempre più letali, OGM avanti tutta, glifosato, tecnologie inquinanti, quindi responsabili del disastro climatico ambientale, amianto, ecc.), senza con questa denuncia negare i benefici che ci ha portato (anche se spesso anche questi hanno un rovescio della medaglia), o sposare tesi apertamente (e altrettanto acriticamente) anti-scientifiche. Ma qui siamo tornati a quando il PCI e i sindacati erano a spada tratta a favore dell'energia nucleare e denunciavano come trogloditi oscurantisti gli anti-nucleari. "Forse" il solo contributo che "si salva" (dall'abstract) può essere l'ultimo, di Streek, ma bisognerebbe leggerlo.

Come si fa a passare sopra come uno schiacciasassi, e quindi legittimare, le ricadute pesantemente negative dovute direttamente a QUESTA scienza? Chi, tra questi difensori a spada tratta sella scienza, si sogna di denunciare che metà della comunità (corporazione?) scientifica lavora più o meno direttamente per l'industria bellica o comunque per perfezionare strumenti di morte e distruzione sempre più sofisticati? Chi vuole la libertà di ricerca (per un certo verso giustissima, regimi oscurantisti hanno asservito la ricerca, ma il capitale purtroppo non fa diversamente) dovrebbe in primo luogo, se fosse coerente, lottare per "liberare" questi ricercatori dell'industria militare. Forse non stupisce che in questi giorni i media e l'opinione pubblica vadano pazzi per Kepler-452b, il pianeta a 14.000 anni luce "supposto" simile al nostro, e del quale almeno a me non potrebbe fregare di meno! Una comoda ideologia per distogliere l'attenzione dai problemi che ci attanagliano. Spero solo che se c'è altra vita intelligente (?) nell'universo, sia meno idiota della nostra: ricordo sempre le parole del grande genetista-evoluzionista Ernst Mayr (ancorché neodarwinista) "L'intelligenza superiore è un errore dell'evoluzione, destinato a vivere pochi attimi nella storra dell'evoluzione biologica" (più o meno).

Penso di sfondare una porta aperta tra noi ribadendo che questa scienza ha sposato -- nell'impostazione, metodo, scelte, contenuti e fini -- gli interessi del capitale. Che senso ha insistere, ancora oggi, che "la scienza non è responsabile dell'uso che ne viene fatto", per salvaguardare l'ideologia (non scienza) dell'assoluta oggettività, e quindi neutralità.

Scusate la lunghezza e grazie per la vostra attenzione

Angelo Baracca - Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Firenze
Redatore: Michele Dall'O'

Dai, Mario, che il PD recupera acquisendo Verdini.
Redatore: Mario Spezia

IlFattoQuotidiano di ieri ci informa che anche l'acqua può diventare irrespirabile: La laguna di ORBETELLO s'è ammalata. E milioni di pesci muoiono per asfissia. È stata l'alta temperatura di questi giorni, il surriscaldamento dell'acqua e il conseguente abbassamento del livello di ossigeno, a provocare questa strage tuttora in corso: da una settimana si raccolgono in media 40 tonnellate di pesce al giorno. L'acqua ha raggiunto e in alcuni casi addirittura superato la temperatura di 35 gradi.