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Latouche racconta una favoletta idiota

 
2014 latouche racconta favoletta idiota 14817

Di felice nei prossimi anni non ci sarà nulla. Nessun partito può pensare di prendere i voti promettendo una diminuzione del PIL. Sarà una lotta dura, senza esclusione di colpi e non è il caso di distrarsi con inutili facezie.

Metà dei nostri mobili, quelli più belli, sono fatti di MDF (medium density fibreboard) rivestito di lamine varie. L'altra metà è fatta di truciolare. Ci sarebbe anche il legno massello, ma se volessimo fare i mobili per 7 miliardi di persone con il legno masselo non si salverebbero neppure i rametti di bosso.

Il nocciolo della questione sta proprio qui. La popolazione mondiale è in continuo aumento, il fabbisogno di materie prime, di cibo e di prodotti disegna una curva esponenziale. USA, Russia, Cina, India, Brasile sono disposti a tutto pur di conquistare il mercato globale. L'Europa è divisa e arranca. L'Italia è ormai fuori gioco.

I disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici, sommati ai disastri economici prodotti dalle varie bolle speculative, stanno stroncando anche le ultime velleità di rilancio della nostra economia. Ormai l'alternativa è fra stagnazione e recessione. Le fabbriche chiudono una dopo l'altra, i prodotti agricoli vengono pagati sempre meno, l'ometto di Berlusconi si pavoneggia a destra e a manca sventolando soluzioni che non convincono nessuno.

La gente intanto si incazza sempre di più e se la prende col vicino più debole, con l'immigrato che ha il torto di tentare di sopravvivere pure lui. A Salvini e ai gruppi della destra nazi-fascista non sembra vero, per loro il disagio sociale è grasso che cola.

In questa situazione si propone di invertire delicatamente la rotta e di trasformare progressivamente le fabbriche in orti collettivi.

Nelle favole vere l'orco si mangia i bambini e il lupo sbrana la nonna, perché le favole vere raccontano la realtà e la raccontano egregiamente. Queste favole moderne raccontano delle elucubrazioni mentali distanti anni luce dalla realtà.



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Sul tema "DECRESCITA FELICE" si è già sviluppata una ampia ed interessante discussione:

http://www.quarei.it/matonele/?p=5789

http://www.quarei.it/matonele/?p=1858

http://www.quarei.it/matonele/?p=2391

Ripetere le stesse argomentazioni sarebbe inutile. Meglio tentare di fare un passo avanti.

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Utente: Attilio Anacleto

Clima, i negoziati di Lima producono più gas serra di un paese africano. Riporta il Daily Mail:

"L'immenso edificio che ha ospitato il summit, costruito dal nulla nella capitale peruviana, è stato alimentato con generatori a diesel altamente inquinante. Gli organizzatori avevano pianificato di utilizzare l'energia della rete nazionale peruviana, metà della quale usa energia idroelettrica pulita. "Abbiamo lavorato per migliorare i trasformatori e i generatori ma non ha funzionato", ha spiegato Alvarez. Enormi strutture temporanee sono state edificate su terreni desolati, della grandezza di 11 campi da calcio, dietro il quartier generale dell'esercito peruviano. L'amministrazione ha colato una ingente quantità di cemento e ha noleggiato più di 300 autobus per trasportare i delegati al summit". http://www.dailymail.co.uk/news/article-2872319/Climate-talks-create-CO2-small-country-12-500-politicians-diplomats-activists-fly-Lima-summit.html
Redatore: Mario Spezia

Trionfa l'astensionismo. Renzi: 'Problema marginale'.

http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/editoriali/2014/11/24/regionali-in-emilia-romagna-e-calabria-doppia-vittoria-pd.-ma-e-schiaffo-astensionismo_8a3a0d81-daa4-4acf-83c2-fb5ee7777a40.html
Utente: Attilio Anacleto

Vittorio, niente di personale. Sulla parola "Ecofighetto" c'è una abbondante bibliografia su questo portale, ed ormai pensavo fosse patrimonio di tutti.

http://www.veramente.org/wp/?s=ecofighetti

Nella fattispecie ironizzavo la tua affermazione: "...personalmente ho il sogno di sostituire il mio trattore (75 cv) con un quad – x consumare meno...". Mi ricordava quelli che sostengono che possiamo tranquillamente "crescere sostenibilmente" riconvertendoci tutti alle energie rinnovabili, e al biologico. Niente di personale nemmeno sul tuo amico Zeno, Terraviva, e tutto lo splendido mondo decrescente che esporta vino in ogni angolo del pianeta, (ironizzo ancora un pochino) con aerei e navi elettriche.
Utente: Vittorio Bettelloni

x Tilio

scrivi "" Vittorio, brindo alla splendida idea del tuo amico (il mitico Zeno) con un bicchiere d'acqua: molto più sostenibile di una bottiglia di Valpolicella (non sarà mia quel Zeno che usava el caval? Ghelo morto?). Dio ci salvi dagli eco-fighetti e dai Guru.""

Hai ragione sono (stato) un bel fighetto, ora non più – sul eco ci sto lavorando: dopo 3 anni di conversione, nel 2014 ho fatto la mia prima vendemmia biologica – la strada è entusiasmante e sono solo all'inizio (punto alla Biodinamica ed alla agricoltura rigenerativa) – per quanto riguarda il Guru, non capisco se tu ti riferisca a Zeno (nel qual caso non hai mai assaggiato il suo vino) od a Jairo (nel qual caso non hai mai partecipato ad una sua lezione). Credo che prima di fare del sarcasmo offensivo bisognerebbe conoscere le persone; mi piacerebbe parlarne di persona con te perché sicuramente ho qualcosa da imparare anche da te, come da tutti quelli dai quali sono stato ad imparare nei corsi (Ruggero Mazzilli, Adriano Zago, Paolo Pistis, Luisa Mattedi, Enzo Mescalchin, Jairo, Claudio Oliboni, Enrico Casarotti, Renzo Caobelli ed ovviamente Zeno (el caval sta bene!) ed altri). Ma l'esperienza che più mi ha aiutato ad abbandonare le mie paure nell'andare verso il biologico è stata i 4 anni di presenza in Terra Viva, dove la condivisione delle reciproche esperienze agronomiche con altri contadini mi è servita ad uscire dalla sudditanza psicologica verso i "miracolosi (?)" pesticidi prodotti da quelle stesse aziende farmaceutiche che poi ci vendono anche le medicine per guarirci dagli stessi

Ciao Vittorio 349 3747996 (l'ex fighetto e futuro eco)
Utente: Attilio Anacleto

Antonio, col sistema "democratico" attuale i cittadini delegano la politica agli eletti perchè trovino soluzioni al posto loro. Oltre al voto non c'è più partecipazione democratica fino alla volta successiva. A questi politici stiamo dando la delega di "ecocidio-suicidio". Vittorio, brindo alla splendida idea del tuo amico (il mitico Zeno) con un bicchiere d'acqua: molto più sostenibile di una bottiglia di Valpolicella (non sarà mia quel Zeno che usava el caval? Ghelo morto?). Dio ci salvi dagli eco-fighetti e dai Guru.
Redatore: Mario Spezia

"Dobbiamo cambiare strategia: l'Europa deve cambiare gioco e puntare di più su crescita e occupazione, come ci hanno suggerito Barack Obama e David Cameron.". Matteo Renzi al G 20.

"In questi anni", ha detto Obama, "gli Usa hanno dato lavoro a più persone di tutte le economie sviluppate insieme. Ma non ci si può attendere che portino l'economia mondiale sulle loro spalle. Dunque il G20 ha la responsabilità di agire per stimolare la domanda, investire di più e creare posti di lavoro".

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Agli americani fa gola il petrolio di Santa Maria di Leuca. Anche il mare del Salento, la bomboniera delle vacanze italiane degli ultimi anni, finisce nelle richieste di ricerca di idrocarburi. Sono tra le ultime in ordine di tempo ad essere state presentate, lo scorso 22 ottobre. Il ministero dello Sviluppo Economico ha avviato l'istruttoria già due settimane fa. Una doccia gelida per i diciannove Comuni rivieraschi interessati, da Otranto a Gallipoli. Avevano immaginato di programmare il futuro sulla presenza di parchi regionali costieri e sull'area marina protetta in corso di istituzione. Invece, si trovano tra l'incudine di dover elaborare meticolose osservazioni entro il prossimo 21 dicembre e il martello di uno Sblocca Italia che spiana la strada alle trivelle.
Utente: Antonionicolini

premetto: non so voi ma io ho la spiacevole sensazione che ci stia arrivando addosso una montagna di merda (scusate il francesismo).

Sono d'accordo con le critiche al modello della crescita infinita che non ha nessuna base sientifica, anzi è da quaranta anni che il mondo della scienza ci avverte che così si va verso una catastrofe, vedi il Rapporto sui limiti dello sviluppo del 1972

http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo.

Poi però mi trovo in estrema difficoltà quando si tenta di proporre una soluzione, sono personalmente decrescente ante litteram ma quando ascolto i vari profeti della decrescita mi sento a disagio, se poi ascolto i politici o gli economisti che vanno per la maggiore più che diasagio sento una profonda disperazione e non trovo consolazione se mi confronto con la maggior parte delle persone di questa nostra bella società che investono molta piu attenzione verso l'ultimo modello di smartphone che verso scelte che portino a una maggiore sostenibilità del proprio stile di vita.

Mi chiedo: delle tante persone che erano presenti compreso il relatore chi è arrivato spostandosi a impatto zero? E allora di cosa parliamo?

Ed per questo che ritengo inutile spendere energia per criticare i politicanti, se la maggioranza alla fin fine si aspetta la crescita che cosa ci aspettiamo dai politici che per essere eletti hanno bisogno di proporre idee che trovino largo consenso? Niente di più delle miserie che vediamo quotidianamente.

Cosa è stato fatto in questi 40 anni per diminuire l'impatto ambientale? Le automobili sono aumentate di numero e di cilindrata, tutti vogliono l'aria condizionata d'estate, sono state costruite nuove strade, parcheggi, centri commerciali a pioggia, tutto questo accade perchè la maggioranza di noi lo accetta e tutto sommato lo vuole.

E il guaio è che siamo sempre meno felici nonostante tutta l'energia e i beni di consumo che bruciamo in questa folle orgia consumistica, e forse in senso della frase decrescita felice sta sempilicemente in questo, un essere umano può essere felice se si stacca sempre più dal contatto con madre terra?
Utente: Vittorio Bettelloni

per Michele

una precisazione: sono un pò contadino e sono profondamente contrario agli ogm/etc (scusami se non sono stato chiaro)l'agricoltura dovrebbe essere meno "industrializzata" e consumare meno energia - si produrrebbe (forse) un pò meno ma sano - personalmente ho il sogno di sostituire il mio trattore (75 cv) con un quad - x consumare meno e compattare meno il terreno - un mio amico (il mitico zeno) sogna (e realizzerà) attrezzature elettriche x i campi - mi permetto di suggerirti di guardare http://www.terravivaverona.org/ in particolare i video di Jairo - sono molto esaurienti sulle quantità mostruose necessarie in agricoltura industriale e quanto noi contadini siamo in mano alle multinazionali
Utente: Attilio Anacleto

MARIO DICE BENE: "Nessun partito può pensare di prendere i voti promettendo una diminuzione del PIL". MICHELE INVECE INDICA CHE LA STRADA MAESTRA DA SEGUIRE SI CHIAMA "RESILIENZA".

RESTANDO SUL TEMA DELL'ALIMENTAZIONE, TORNIAMO INDIETRO NEL TEMPO AD UN ANNO FA, AL GOVERNO LETTA, LEGGIAMO DA IL SOLE 24 ORE (GIORNALE DI CONFINDUSTRIA)

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-10-27/expo-noogm-grave-errore-082914.shtml?uuid=AbSQyvxI

ED ORA LEGGIAMO QUEST'ALTRO ARTICOLO DI QUALCHE SETTIMANA FA.

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120805/rubriche/caro-renzi-rottama-vandana-shiva.htm

E LA REPLICA DEL MINIISTRO ALL'AGRICOLTURA MARTINA

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120879/rubriche/ministro-maurizio-martina-chiede-franco-dibattito-sugli-ogm-all-expo-ma-coltivarli-no.htm

PENSAVAMO CHE L'ITALIA AVESSE MESSO UNA BELLA PIETRA SOPRA AGLI OGM, INVECE POTETE SCOMMETTERCI CHE IL TEMA TORNERA' DI GRAN VOGA CON L'APPROSSIMARSI DI EXPO 2015.

QUANDO LEGGI EATALY PENSI ALLE BOUTIQUE DEL CIBO TARGATE FARINETTI, MA IL SUO AMICO MATTEO HA GIA' LANCIATO L'HASTAG #MANGIAITALIA ED E' PRONTO A DARCI IN PASTO ALLE MUTINAZIONALI AMERICANE. IL BUON CIBO RESTERA'APPANNAGGIO DI UNA ELITE, MENTRE IL POPOLO SI NUTRIRA' DI SCHIFEZZE.

http://www.informarexresistere.fr/2014/10/18/ttip-se-renzi-recita-il-de-profundis-per-leconomia-italiana/

L'INCHIESTA DI "REPORT" CI AIUTA A CAPIRE COSA C'E' IN BALLO

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-9ed45d77-878a-4e7b-a531-df8fa39695bc.html
Utente: Imliver

vittorio scrive:

"30% della produzione mondiale di alimenti"

Anche ammettendo che gli sprechi siano così ingenti, che ce ne faremmo del 30% in più di alimenti?

Stiamo parlando di un'umanità senza o con poco petrolio, non di un rubinetto che perde.

vittorio scrive:

"il pianeta potrebbe sfamare 12 miliardi di persone – con l'agricoltura attuale"

È proprio qui il problema: l'agricoltura attuale mangia tonnellate di petrolio per produrre alimenti in quantità. Ma quando questo comincerà a scarseggiare, che faremo?

vittorio scrive:

"e senza le futuribili invenzioni (ogm/etc)"

Non condivido questa fiducia nella tecnologia, e non sono il solo (http://www.veramente.org/wp/?p=12841).
Utente: Vittorio Bettelloni

qualcuno dice e scrive che il 30 % della produzione mondiale di alimenti viene buttata via (sia nei campi x sovraproduzione che nei nostri frigoriferi)

qualcuno altro afferma che se smettissimo di mangiare carne nel mondo (ovviamente ipotesi esagerata ma che indica una tendenza)il pianeta potrebbe sfamare 12 miliardi di persone - con l'agricoltura attuale e senza le futuribili invenzioni (ogm/etc)

quindi ben venga la decrescita (+ o - felice) ed evitiamo catastrofismi
Redatore: Mario Spezia

Un bel passo avanti sarebbe, secondo me, che ci abituassimo a studiare seriamente i problemi legati ai temi di cui ci occupiamo, a studiarli nel dettaglio, in modo da sapere esattamente di cosa parliamo e magari allora riusciremo anche a proporre delle iniziative o a fare delle proposte ragionevoli. Un paio di esempi concreti: il lavoro fatto dal comitato contro il traforo e quello fatto dalle associazioni di Fumane su cementificio e Marezzane.
Utente: Kelidonio

Certo che non sarà né facile nè indolore, ma il cambiamento di "orizzonte di senso" se era auspicabile già 30 anni fa (quando un ambientalista veronese mi fece conoscere la definizione "ecofurbi") oggi è diventato un prerequisito, per iniziare la "decolonizzazione dell'immaginario", collettivo e individuale, da quel "pensiero unico che propone (da destra come da sinistra, ad ovest come ad est) l'individualismo di massa, concetto insostenibile socialmente ed evolutivamente, a livello locale come nella dimensione planetaria.

A proposito di "decolonizzare l'immaginario" cito "Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)".
Utente: Imliver

Non sono d'accordo con la cifra finale di Micdallo: cento milioni di individui sono un po' pochini. L'energia la possiamo ricavare non dal solo petrolio, che non scomparirà immediatamente, ma calerà progressivamente, lasciandoci in eredità una tecnologia che ci permetterà di sfruttare le altre risorse energetiche, soprattutto le rinnovabili, in un modo che alla vigilia della rivoluzione industriale non ci saremmo potuti permettere.

Al miliardo di persone presenti già all'inizio del XIX secolo (a rivoluzione industriale incipiente) potremmo aggiungere tranquillamente un altro miliardo e forse più. Se poi ci adattassimo a diventare vegetariani e non consumisti, potremmo anche aumentare ulteriormente le stime.

Il senso del discorso di Micdallo però non cambia: abbiamo un esubero di almeno quattro miliardi di persone. Tenendo conto che la seconda guerra mondiale ha ucciso circa 70 milioni di persone, ne segue che la crisi demografica che ci attende dovrà essere almeno una quarantina di volte più intensa dell'ultimo colossale conflitto.

Altro che decrescita felice!
Redatore: Michele Dall'O'

In effetti Serge la storiella la racconta molto bene, amabile, sconfinatamente colto e guascone al punto giusto. Davanti a due sale piene di gente, stringi stringi, sono emersi GAS, transition towns, ecovillaggi, Carlo Petrini e la bicicletta oltre al subcomandante Marcos e Evo Morales, meno ore di lavoro e salario minimo per tutti. Poi un surf tra Castoriadis, Georgescu Roegen i sofisti e Platone. Alla domanda cruciale che nessuno ha posto, Latouche non ha comunque risposto: come decrescerà l'attuale popolazione umana di 7 miliardi al centinaio di milioni o forse meno sostenibili dai limiti del Pianeta (cifra ottenibile grossolanamente dividendo 7*10^9 per i 150 schiavi energetici pro capite che abbiamo adesso a disposizione con il petrolio)? Stesso interrogativo che era stato posto ai due fondatori dell'Ecologia Profonda, Arne Naess e George Session, a cui i due avevano però risposto in maniera brutale, addolcendo in seguito la pillola. Anch'io penso che la transizione non sarà facile, tanto meno felice.
Utente: Imliver

Francesco, sulla fallacia del dogma della crescita infinita siamo tutti più o meno d'accordo, da queste parti.

Quello che Mario dice è che la decrescita non sarà né facile né felice (aggettivo che, come fai giustamente notare, Latouche non usa, essendo appannaggio della concorrenza).

Saranno i limiti del pianeta ad arrestare il PIL, e non la scelta volontaria di un elite di intellettuali controcorrente.
Utente: F Premi

Sono d'accordo, di felice c'è poco anche oggi. Tuttavia, la locandina di Univr non parla di decrescita "felice", ma di decrescita come via d'uscita dalla crisi.

Se non parliamo solo di PIL (uno tra i tanti e per alcuni economisti sorpassati indicatori dello stato di salute dell'economia di un Paese, o aggregazione di Paesi), ma di sistema economico mondiale che propugna una crescita infinita, vediamo che esso non solo ha già sbagliato (vedasi crollo del 2006-2007 a causa di premeditate disfunzioni del sistema stesso) ma comporterebbe anche l'azzeramento delle risorse non rinnovabili, e l'incapacità di quelle rinnovabili di mantenere il loro stock con flussi di uscita maggiori di quelli di entrata. E credo che numerosi dati dimostrino come il nostro pianeta non sia in grado di supportare ritmi di crescita come quelli dei Grandi Emergenti. Per questo non credo si tratti di inutili facezie, nè tantomeno di idiozie, ma di un punto di vista che vale la pena ascoltare. Per quanto riguarda i pacchi, ce ne hanno rifilati uno dietro l'altro, sull'altare della crescita. E siamo arrivati dove siamo.